ATP Seul: la finale sarà tra Shapovalov e Nishioka

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ATP Seul: la finale sarà tra Shapovalov e Nishioka

Il canadese continua il suo cammino in Corea del Sud e vince in due set contro Brooskby. Nishioka sconfigge il lucky loser Kovacevic al terzo set

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Denis Shapovalov - US Open 2022 (foto Twitter @tenniscanada)
 

Due semifinali caratterizzate da bel gioco, ottimi scambi per la gioia del pubblico coreano presente negli spalti, hanno delineato i due contendenti che si sfideranno nell’ultimo atto dell’Eugene Korea Open Tennis Championships, torneo ATP 250 in corso di svolgimento al Seoul Olympic Park Tennis Center. A giocarsi il titolo nella capitale coreana saranno il canadese Denis Shapovalov e il giapponese Yoshihito Nishioka. La finale tra il ventitreenne canadese e il ventiseienne giapponese non sarà una sfida inedita. I due mancini, infatti, si sono già affrontati nel lontano 2018 a Shenzen, con la vittoria di Nishioka in tre set. Chiunque dei due si aggiudicherà il torneo di Seul conquisterà il secondo titolo della propria carriera.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

[4] D. Shapovalov b. [8] J. Brooksby 7-5 6-4

 

In una stagione sinora avara di soddisfazioni, il viaggio in Estremo Oriente regala il primo sorriso a Denis Shapovalov. Il tennista canadese, attuale numero 24 del ranking mondiale, ha la meglio in due set sullo statunitense Jenson Brooksby e conquista la prima finale stagionale, la quinta in carriera. Ultimo atto del torneo di Seul raggiunto grazie ad una settimana giocata ad ottimi livelli, come dimostrato dal percorso che lo ha visto arrivare in finale senza perdere un set.

Un match molto equilibrato che ha visto entrambi soffrire con la seconda di servizio (poco più del 50% di punti portati a casa) e che ha visto il canadese trionfare grazie alla maggiore solidità nei punti decisivi e alla maggiore aggressività che ha pagato, nonostante i troppi errori (26 non forzati a fronte di 22 vincenti).

Primo set caratterizzato da diversi break. Brooksby è stato il primo a fuggire via portandosi sul 3-1, ma la rimonta del canadese non si è fatta attendere. Shapovalov ha strappato per ben due volte all’avversario issandosi sino al 5-3. Chiamato a servire per il set, il canadese forza la seconda e commette 3 doppi falli a cui si somma un rovescio fuori in lunghezza che rimettono Brooksby in gara, rendendo il canadese sempre più nervoso. In risposta è tutta un’altra musica, Shapovalov breakka ancora lo statunitense e sul 6-5 si ritrova nuovamente a servire per il set. Il canadese si issa sul 40-0 ma al momento di chiudere cominciano gli errori. Un dritto e un rovescio larghi vanificano i due set point. La terza occasione, tuttavia, è quella buona con il recupero di Brooskby sull’attacco di dritto che finisce fuori.

Secondo set molto più lineare che segue l’andamento dei servizi sino al 4-4. Il break decisivo arriva nel nono game. Buoni scambi alternati ad errori di lunghezza, vedono Brooksby non chiudere sulla palla game per poi venire punito da due brutti errori, prima di dritto e poi di rovescio. Come il primo set quando si tratta di chiudere la mano di Shapovalov trema. Il canadese sciupa due match point ma alla terza occasione chiude con una prima vincente.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

Y. Nishioka b. [LL] A. Kovacevic 6-3 4-6 6-3

Match ad alta intensità la seconda semifinale del torneo di Seul con Aleksandar Kovacevic on fire pronto a fabbricare vincenti e Nishioka efficace nel modo di giocare con pochi errori.  Lo statunitense, entrato in tabellone come lucky loser e alla sua prima semifinale in carriera, non trema per nulla per l’emozione e fa capire subito come il servizio sia un’arma molto pericolosa (10 ace a fine incontro). Nonostante ciò, è lui il primo a dover fronteggiare due palle break, la prima annullata con servizio e dritto la seconda con una prima vincente. Il match è molto gradevole, entrambi giocano a viso aperto a vantaggio dello spettacolo visto la pioggia di vincenti (saranno 42 quelli di Kovacevic a fine match, 22 quelli di Nishioka).

Kovacevic gioca sulle ali dell’entusiasmo, usa bene il dropshot e si muove ovunque in campo. Tutto ciò non scalfisce la solidità di Nishioka. Infatti, nel quinto game arriva il break che certifica la maggior consistenza del giapponese. Nishioka ricama la palla col dritto e gioca molto di anticipo, facendo correre il suo avversario con l’obiettivo di riprendere subito le redini dello scambio respingendo lo statunitense a fondo campo.

Nel nono game la crescita del giapponese porta lo statunitense a strappare un po’ i colpi. Un dritto fuori misura di Kovacevic regala due set point a Nishioka. Il nipponico sciupa il primo con uno dei pochi errori del primo set, Kovacevic con un ace annulla il secondo. È solo questione di tempo, arriva una terza occasione e Nishioka punisce il posizionamento non corretto di Kovacevic a rete per portare a casa il primo set.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

Nonostante il primo parziale sia finito nelle mani di Nishioka, lo statunitense non si perde d’animo e cerca ancora di più di giocare aggressivo soprattutto in risposta, cercando l’approccio a rete e di mettere pressone al nipponico che inizia a commettere qualche errore, sebbene saranno 5 gli errori non forzati in tutto il match. Nishioka, che non aveva dovuto affrontare nessuna palla break nel primo set, cede il servizio nel quinto game. Kovacevic è sempre più solido al punto da trovarsi con due set point a sua disposizione. Il numero 222 li sciupa entrambi con un doppio fallo e un dritto a rete. Solo alla quarta occasione Kovacevic mette il sigillo sul set e porta il match al parziale decisivo.

Terzo set che vede Nishioka ritornare quello del finale di prima partita, con le giuste accelerazioni che fanno correre l’avversario e gli valgono due palle break già nel secondo game. La prima viene sciupata malamente ma la seconda viene convertita con l’ennesima accelerazione di rovescio che poi lo porta a chiudere a rete, con grande facilità.

Nishioka è dominante con il rovescio che pennella punti che strappano applausi al pubblico coreano, issandosi agilmente sul 4-1. Kovacevic, tuttavia, non ha intenzione di abbandonare il match. Nel settimo game nonostante Nishioka sia straordinario in difesa, obbligandolo a rifare il punto più volte, con un dritto vincente sfrutta la palla break e recupera lo svantaggio. Il giapponese non ha nessuna intenzione di mollare e gioca un game straordinario in risposta breakkando a zero l’avversario, per poi chiudere 6-3 in un’ora e cinquantaquattro minuti di gioco, per la sua seconda finale stagionale dopo quella persa a Washington.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

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ATP e WTA, calendario di gennaio: manca poco al via della stagione 2023 in Australia

A breve si ricomincia In Australia. Dopo la United Cup, ATP e WTA di nuovo in campo ad Adelaide. Ecco il calendario ufficiale del primo mese dell’anno

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La stagione 2022 si è conclusa da poco con le finali di Coppa Davis e della Billie Jean King Cup – e le storiche vittorie rispettivamente del Canada e della Svizzera – tuttavia manca pochissimo all’avvio del circuito 2023 che, come da tradizione, ripartirà dall’emisfero australe.

Oltre alla United Cup, competizione mista a 18 squadre che si svolgerà tra Brisbane, Perth e Sydney dal 29 dicembre all’8 gennaio, i ragazzi possono ricominciare a scaldare i motori il 2 gennaio con l’Adelaide International 1, evento della categoria 250. Per il primo appuntamento del 2023 hanno confermato la loro presenza Novak Djokovic – fresco campione delle Nitto ATP Finals – e Jannik Sinner che ha scelto proprio Adelaide per ricominciare a competere dopo lo stop per infortunio.

Si gareggerà contemporaneamente anche a Pune (in India, l’unico evento ATP a gennaio che non si trova nell’emisfero australe), con un torneo della stessa categoria. Dal 9 gennaio i ragazzi saranno impegnati ancora ad Adelaide con l’Adelaide International 2 e con l’opzione dell’ASB Classic di Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche per le ragazze, oltre alla United Cup, la stagione riparte il 1 gennaio da Adelaide (Adelaide International 1), anche se per loro il torneo apparterrà alla categoria 500. Allo stesso tempo si svolgerà anche il torneo femminile 250 ASB Classic di Auckland (una settimana prima rispetto a quello maschile), a cui parteciperanno anche le sorelle Fruhvirtova (Linda grazie al ranking e Brenda con una wild card). Dal 9 gennaio, si continua con l’Adelaide International 2 (ancora un 500 per le donne). Il circuito WTA sarà impegnato contemporaneamente anche all’evento ‘250’ di Hobart.

E poi, dal 16 gennaio, tutti presenti a Melbourne per il primo slam dell’anno, l‘Australian Open, che si concluderà il 29 gennaio con la finale maschile. La finale femminile si disputerà invece il sabato 28.

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Nakashima: “Devo migliorare sui cinque set, Sinner ne aveva più di me allo US Open” [ESCLUSIVA]

Intervistato da Steve Flink, il vincitore delle Next Gen Finals Brandon Nakashima parla del percorso nel torneo milanese, “Più corti sono i set più c’è divertimento”, gli insegnamenti di Pat Cash, “Andare a rete il più possibile”, e dei suoi big match in stagione

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Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)
Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)

Nel 2022 ha vinto nella natia San Diego il suo primo e finora unico titolo ATP, ma ha alzato anche il trofeo Next Gen a Milano. Classe 2001, anche in questa stagione Brandon Nakashima ha continuato il percorso di miglioramento in quel termometro che è il ranking di fine anno. Se nell’agosto del 2021 aveva fatto l’ingresso in top 100, quest’anno ha sfondato il muro successivo e lo ritroviamo così al numero 47, dopo un picco al 43° posto.

Intervistato da Steve Flink per Ubitennis.net, Brandon ha cominciato la conversazione rispondendo alle domande sull’esperienza milanese, soprattutto per quanto riguarda la gestione del formato particolare e delle regole differenti. “Con i set brevi, subisci un break e in pratica vai al set successivo. Toglie dall’equazione l’elemento del cercare di rientrare quando sei in svantaggio perché è estremamente difficile farlo. Personalmente preferisco il solito sistema di punteggio, ma è una buona idea provarlo per le Next Gen Finals. Più corti sono i set, più divertimento c’è per i fan”.

Naturalmente, ha approfittato del vantaggio di aver già giocato con queste regole l’anno prima, quando aveva raggiunto le semifinali, sconfitto da Korda. “Mi ero un po’ abituato al formato, ma ero comunque nervoso prima dell’esordio di quest’anno. Sapevo di avere l’opportunità di fare bene e avevo delle aspettative alte”.

 

E, in effetti, proprio il suo primo match è stato quello più impegnativo, con Matteo Arnaldi unico a costringerlo al quinto set sulle ali dell’entusiasmo del pubblico amico. “Un incontro che mi ha aiutato per quelli successivi in termini di mentalità e approccio ai punti decisivi”.

Lo ha certo aiutato nella vertiginosa semifinale contro Jack Draper, del quale dice: “Ha un buon gioco a tutto campo per diventare un top player. Sono certo che questa non sarà stata l’ultima volta che ci gioco. Ci spingeremo l’un l’altro a migliorare nei prossimi anni”.

La parte più difficile della finale è stata giocare di nuovo contro Lehecka, giù battuto nel girone. “Sapevo che il primo match non significava granché a quel punto. Lui cercava la rivincita e sarebbe partito forte, quindi dovevo superare la tempesta. Un paio di punti nei tie-break hanno fatto la differenza. Alla fine, questo torneo sarà un trampolino”.

Abbiamo detto del primo titolo, che era uno degli obiettivi stagionali per Nakashima. “Sapevo di aver il gioco per riuscirci, mancava solo l’occasione giusta. Vincere nella mia città natale con famiglia e amici a tifare è stato speciale, non lo dimenticherò mai”.

Brandon aveva già avuto modo di dire che il suo idolo era Roger Federer, nonostante il suo gioco assomigli più a quello di Djokovic. Tenere i piedi sempre vicini alla linea di fondo sembra quasi un dogma per lui, tanto che nessuno avrebbe nulla da ridire, anzi, se in determinate situazioni si prendesse un po’ più di tempo e spazio. 188 cm di altezza, inappuntabile dal punto di vista atletico e muscolare, è sedicesimo nella classifica dei migliori battitori dell’anno compilata dall’ATP. Non è bastato per superare colui che in quella classifica è secondo, Nick Kyrgios, trascinato comunque al quinto agli ottavi in Church Road per il miglior risultato Slam del californiano. “Ho avuto l’opportunità di giocare contro alcuni dei più forti e ho tirato fuori il mio tennis migliore. Mi ha dato tanta fiducia. È stato fantastico giocare sul Centrale di Wimbledon oppure sull’Armstrong allo US Open nonostante abbia perso. La vittoria su Dimitrov a New York è stata uno dei migliori momenti della mia stagione”.

Brandon si sofferma poi sull’esperienza con Pat Cash, terminata alla fine del 2020. “Andare a rete il più possibile è una delle tante cose che ho imparato da lui. Poi ho provato diversi coach e ora ho Eduardo [Infantino] e Franco [Davin]. Collaborano e comunicano molto ed entrambi aggiungono valore al mio tennis”.

B-Nak, questo il suo soprannome, è uno dei nove statunitensi in top 50. “Il tennis Usa è messo bene, quindi per me è grandioso essere a questo punto, ma voglio continuare a migliorare. Gli obiettivi per il prossimo anno sono l’ingresso tra i primi 25 o 30 e andare avanti in tutti gli Slam. Ho 21 anni, quindi sto ancora costruendo la mia forma e diventando più forte e veloce. Una delle chiavi sarà migliorare la resistenza nei tre su cinque. Sento che allo US Open Sinner ne aveva assolutamente più di me negli scambi tirati. Ci sto lavorando, so che differenza può fare”.

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Luca Vanni entra nello staff del Piatti Tennis Center: sarà maestro

L’ex n.100 ATP trasmetterà i suoi valori e conoscenze ai giovani del centro di Riccardo Piatti a Bordighera

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Luca Vanni - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La legge non scritta che nel tennis si possa arrivare in alto solo se si esplode in età abbastanza giovane, e che i treni passano poche volte, è stata ribaltata, forse non così frequentemente, ma non mancano gli esempi. E in tal senso, per quanto riguarda i colori italiani, Luca Vanni è uno dei maestri. Il 37enne ex n.100 al mondo, ritiratosi nel 2021, ha iniziato a emergere a certi livelli solo verso i 30 anni (best ranking raggiunto proprio a quell’età), mostrando come abnegazione e sacrificio spesso possano ribaltare storie apparentemente già scritte. E così, memore della sua carriera, dopo un anno in cui ha seguito Andrea Pellegrino, si è lanciato in una nuova, entusiasmante avventura: sarà maestro al Piatti Tennis Center di Bordighera. La notizia è stata annunciata con grande entusiasmo dal direttore sportivo Andrea Volpini: “Il nostro obiettivo era di alzare ulteriormente il livello dei maestri, inserendo nel team un coach che avesse grande conoscenza del gioco sulla base di esperienze vissute sulla propria pelle. Ho pensato a Luca: ottima persona e professionista affidabile, con un’enorme passione per il tennis e altrettanta conoscenza di questo sport“.

E lo stesso Vanni, che vanta anche una finale ATP (San Paolo 2015, persa al tie-break del terzo contro Pablo Cuevas), è apparso ben felice di mettere a disposizione dei giovani, dei ragazzi che sognano di emergere in questo sport, la sua esperienza e competenza. “A Bordighera“, spiega Luca, “ho trovato un ambiente davvero stimolante, nel quale si lavora sodo e c’è grande spirito di squadra. Qui i maestri insegnano, ma allo stesso tempo imparano. Trascorrendo ore e ore in campo, a grande intensità, si cresce costantemente. Nella mia prima settimana di impegno ho toccato con mano il funzionamento di un centro come questo, iniziando a capire quali sono i punti cardine del metodo Piatti“. Dunque una collaborazione che promette grandi soddisfazioni, sia per il Piatti Tennis Center, che potrà vantare un ex top 100 tra i propri maestri, sia per Luca Vanni, che avrà l’occasione di trasmettere il suo vissuto e provare a fare da allenatore anche di più di quanto fatto nell’ottima carriera da giocatore.

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