Race WTA: corsa apertissima per cinque posti. Pegula vicina alla qualificazione aritmetica

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Race WTA: corsa apertissima per cinque posti. Pegula vicina alla qualificazione aritmetica

Solo Swiatek e Jabeur sono già sicure di volare in Texas. L’americana quasi. Almeno dieci giocatrici in lizza per gli ultimi pass

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Jessica Pegula – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)
 

Quando il circuito ATP farà tappa a Parigi Bercy per l’ultimo ‘mille’ dell’anno, nonché ultimo torneo prima delle Finals, le otto migliori giocatrici della stagione femminile saranno invece già negli Stati Uniti pronte per concludere al meglio l’anno. Ciò significa che il calendario WTA è veramente agli sgoccioli. Eppure, quando mancano solo due settimane di tornei (a cui va aggiunta quella in corso e un evento 125 in Messico proprio a ridosso delle Finals), la situazione della Race è tutt’altro che definita. Solo Iga Swiatek e Ons Jabeur hanno già il posto assicurato a Fort Worth, in Texas, e quindi per gli altri sei posti è e sarà battaglia aperta. In realtà, gli spazi realisticamente ancora disponibili sono cinque: al terzo posto della classifica annuale c’è infatti Jessica Pegula a cui mancano poco più di 200 punti per non dover preoccuparsi dei risultati altrui.

Finita questa settimana in cui si sta giocando un 500 ad Ostrava e un 250 a Monastir, la quota massima di punti raggiungibili scenderà a 1500. Da lunedì si replicherà lo schema 500 + 250 con i tornei di San Diego e Cluj-Napoca. Seguirà poi il ‘mille’ di Guadalajara, città che l’anno scorso ospitò proprio le Finals. Insomma, siamo sì allo sprint ma una volata a partire dalle retrovie potrebbe ancora risultare efficace.

Chi sicuramente non sarà della partita in Texas è Simona Halep che è attualmente ottava nella Race ma ha annunciato di aver già concluso la sua stagione dopo un’operazione al naso. Le speranze sono ancora vive, invece, per almeno dieci giocatrici. Le cinque, oltre a Pegula, che ad oggi sarebbero qualificate sono Gauff, Garcia, Kasatkina, Sabalenka e Sakkari. Le prime quattro sono riunite nel giro di poco più di 100 punti, mentre Maria è leggermente più staccata. La greca è però in gara ad Ostrava a differenza di Coco, Caroline e Aryna e proverà quindi a sfruttare l’occasione anche per staccare chi ha messo il mirino su di lei in quanto all’ultimo posto disponibile: una necessità visto che sarà una delle poche tra le giocatrici in lizza per la qualificazione a fermarsi la prossima settimana. Anche per Kasatkina il torneo in corso rappresenta una grande opportunità per mettere un’ipoteca sulla qualificazione. Sulla sua strada, però, potrebbe incrociare la numero uno Swiatek.

 

In Repubblica Ceca sono ancora in tabellone anche Bencic, Kontaveit e Kvitova. Quest’ultima è la più lontana (15esima posizione, senza considerare Halep) ma comunque a soli 500 punti da Sakkari. Chiunque dovesse ottenere un buon risultato, insomma, potrebbe scavalcare diverse posizioni o addirittura portarsi momentaneamente tra le prime otto. Dovranno rimandare queste velleità alla prossima settimana, invece, Badosa e Keys, rispettivamente 11esima e 12esima nella Race e a un distacco dalla greca che si aggira attorno ai 300 punti.

Madison è stata eliminata al primo turno dalla campionessa di Wimbledon Rybakina. Proprio lei – attualmente 22esima – rischia, a meno di una striscia di vittorie ai limiti dell’impossibile, di essere tra le escluse più eccellenti di queste Finals e per via di una doppia beffa. Con i 2000 punti che non le sono stati assegnati dopo il trionfo ai Championships, Elena avrebbe infatti già prenotato volo e albergo per la trasferta texana. Inoltre, a differenza di quanto prevede il regolamento ATP, non ci sono privilegi per i campioni Slam stagionali: mentre Djokovic potrà essere a Torino pur non figurando tra i primi otto della Race se rimarrà, come ampiamente pronosticabile, entro la 20esima posizione, la kazaka, invece, non otterrebbe la qualificazione nemmeno se riuscisse a scavalcare un paio di colleghe.

Tra le altre giocatrici che invece sono ancora ampiamente in corsa ci sono Kudermetova – la più vicina a Sakkari (soli 11 punti le dividono) ed impegnata nel 250 di Monastir dove c’è sicuramente meno concorrenza (è infatti numero 2 del seeding) ma anche un bottino di punti in palio meno sostanzioso – Haddad Maiaeliminata al primo turno a Ostrava e 14esima nella Race – e Collins che punterà quasi tutte le fiche che le rimangono sul torneo di casa di San Diego.

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Volandri: “Simone si era infortunato ieri, avevo già deciso di puntare su Berrettini”

Berrettini: “Filippo mi ha chiesto di metterci il cuore e dare tutto quello che avevo”. Shapovalov: “Farò tutto il possibile per giocare la finale”

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Photo by Silvestre Szpylma / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Primi a presentarsi in sala stampa sono i canadesi, capitanati da un Auger che si è guadagnato sul campo i galloni di leader, anche in virtù del fatto di aver salvato la baracca a settembre in quel di Valencia.

Frank, ovviamente un giorno di cui andare orgogliosi, cosa ci puoi dire?

[DANCEVIC]: Qualsiasi cosa può succedere in Davis, bisogna sempre combattere. È duro perdere il primo. Felix ci ha messo in parità nel doppio hanno giocato molto bene. Incredibile lo sforzo prodotto dal team. Ma domani c’è un altro match.

 

Felix, come ti senti? Qual è stato il momento più difficile?

[AUGER] Mi sento bene anche se ho giocato due partite, ma in Davis non c’è tempo di sentirsi stanchi. Nel doppio abbiamo subito due break ma poi siamo stati bravi a reagire e tornare in partita. In generale sono contento del “viaggio” che abbiamo fatto in questa Coppa Davis.

Frank, ci puoi raccontare come è stata la decisione di cambiare il doppio?

[DANCEVIC]. fortunatamente siamo molto flessibili, Vasek gioca benissimo con entrambi. Denis ha giocato tanto 3:15 mentre Felix era fresco, per cui avevamo quest’opzione, a seconda di come andavano i singolari.

Denis come giudichi la tua prestazione? Come ti sei gestito visto che la stagione per te era finita 3 settimane fa?

[SHAPOVALOV] Chi ha visto il match ha visto che il livello era molto alto. Ho fatto tutto il posibile, ne è sempre uscito bene nei momenti importanti. Ha mostrato perché ha vinto un torneo quest’anno e ha vinto contro grandi giocatori. A livello di preparazione credo di aver fatto un buon lavoro, mi sono preparato una settimana in Marbella per arrivare pronto. Farò tutto il possibile domani. Ho giocato due match tirati, ho perso, ma il livello era alto, ci sono cose positive da portare a casa

A seguire poi è arrivato Volandri, accompagnato da Fognini e Bolelli;

Filippo, come è stata la decisione per cambiare il doppio? Perchè hai puntato su Matteo?

[VOLANDRI] Simone si è infortunato ieri; abbiamo provato a recuperarlo, ma contemporaneamente ho cercato soluzioni alternative. Ieri ho chiesto a Matteo di essere pronto in caso di doppio; si è allenato due volte ieri e stamattina; ogni componente del team ha fatto quello che gli ho chiesto e sono orgoglioso di come si sono comportati. Matteo poi è abituato a giocare su questi palcoscenico. Sonego oggi aveva dato tutto e anche di più. Muso era un’opzione, ma ho preferito puntare su Matteo. Brucia, sarebbe stupido dire che non brucia, perdere per così poco, ma non avrei potuto chiedere nulla in più a quanto hanno dato i ragazzi; loro sono una squadra forte, Auger è in gran fiducia ma io sono stra contento della squadra a disposizione. Stiamo molto più avanti di quanto pensassi nel percorso di crescita

Matteo, quest’anno ti successo di tutto; vorrei sapere cosa provi e come valuti la tua stagione?

[BERRETTINI] È complicato, tante cose positive, purtroppo tanti momenti difficili, alcune volte sfortuna; secondo me viste le difficoltà non è stato un anno negativo, con tutto quelle che è successo. Ho veramente sforzato la mente per pensare positivo, è stato mentalmente difficile da gestire. Ho provato, mi sono messo a lavorare, non ho rimpianto di aver giocato. La squadra ha ritenuto che fosse la soluzione migliore. Anche se sarà difficile sono orgoglioso. Non bisogna nascondersi dietro un dito; so di poter giocare molto meglio di così; quello che mi ha chiesto Filippo era di metterci il cuore e dare quello che avevo; ovviamente mi sono sentito meglio in carriera, ma in Davis quello che serve è dare tutto. Nonostante tutto siamo arrivati vicino, ma stiamo mettendo delle ottime basi per il futuro e Fabio sono sicuro starà con noi anche negli anni a venire.

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Coppa Davis

Coppa Davis: “Ancora una volta il Canada ci rispedisce a casa. È la terza volta”

Il direttore commenta la sconfitta in semifinale contro il Canada: “Rimpiangiamo il forfait di Bolelli, se Sonego avesse vinto in due set forse avrebbe giocato lui e non Berrettini”

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Coppa Davis

Coppa Davis, il doppio canadese spegne i sogni dell’Italia: battuti Berrettini e Fognini [AUDIO e VIDEO COMMENTO]

Matteo sostituisce a sorpresa l’infortunato Bolelli ma chiaramente non è in grado di incidere sul match. Auger-Aliassime e Pospisil portano il Canada in finale

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Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Coppa Davis – Semifinali

Italia-Canada 1-2

F. Auger-Aliassime/V. Pospisil (CAN) b. M. Berrettini/F. Fognini (ITA) 7-6(5) 7-5

 

Dal nostro inviato a Malaga

Dovrà aspettare ancora il tennis italiano per vedere la propria rappresentativa in finale di Coppa Davis, dove manca dal 1998: il doppio è vinto con merito dalla coppia canadese composta da Auger-Aliassime e Pospisil. I tennisti nord-americani hanno giocato meglio di Fognini e di Berrettini, schierato a sorpresa a pochi minuti dall’ingresso in campo da Volandri, a causa delle incerte condizioni fisiche di Bolelli. A posteriori una scelta non felice (non sappiamo quanto inevitabile): il tennista romano -che per forza di cose non poteva essere al meglio- ha giocato, specie nella seconda parte del primo set, una brutta partita.La coppia composta da Berrettini e Fognini non era però del tutto inedita: aveva già giocato nel circuito in quattro tornei (vincendo anche un titolo a San Pietroburgo nel 2018, uno dei due sin qui raccolti in questa specialità da Matteo) ed aveva già rappresentato l’Italia sia in Coppa Davis (vincendo nelle Finals del 2019 la sfida proprio col Canada di Shapovalov e Pospisil) che in ATP Cup (nel 2021,ultima apparizione ufficiale della coppia, che in quella circostanza si impose su Thiem e Novak). Da sottolineare come dal punto di vista tecnico della disposizione della coppia in campo Fognini con Matteo in risposta si mette a destra, a differenza di quanto di solito accade quando con lui gioca Bolelli.

Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il primo set illude gli appassionati italiani: i due tennisti azzurri entrano molto velocemente in partita e nel terzo game con Pospisil al servizio ci sono prima due palle break consecutive annullate dai canadesi, poi una terza sulla quale la potente risposta di dritto di Berrettini costringe Pospisil all’errore con la volee. L’italia si porta sul 3-1 giocando un tennis che lascia presagire buone chances per i nostri colori. Tuttavia sul 3-2, quando Matteo è chiamato per la seconda volta a servire, inizia improvvisamente a giocare male: sulle prime due palle break ci pensa il servizio di Berrettini a cavare d’impaccio gli azzurri. Sulla terza la risposta di dritto di Felix Auger-Aliassime viene lasciata a rete da Fognini che la giudica fuori, ma rimbalza in campo. Una volta equilibratosi il punteggio non ci sono ulteriori scossoni nel punteggio: nessun gioco arriva ai vantaggi e così le sorti del set sono decise dal tie-break. In questa fase del gioco a tenere su la coppia azzurra è Fognini, autore di bei colpi e bravo nell’incappare in pochi gratuiti, mentre nella coppia canadese è Auger Aliassime a trascinare Pospisil. Il tie-break è dominato dai nord-americani: da un lato tra ace e servizi vincenti sono ingiocabili quando sono alla battuta, dall’altro sono aiutati da Berrettini che sbaglia un paio di colpi decisamente alla sua portata. I canadesi lo vincono per 7 punti a 2 quando è passata un’ora dall’inizio di una partita non bella che -a differenza di quanto accaduto ieri per la semi tra Australia e Croazia- tiene comunque attaccati al sediolino la quasi totalità dei 9423 spettatori paganti (record sinora di questa edizione).

Il secondo set parte in maniera analoga al primo: nel secondo gioco, nuovamente con Pospisil al servizio, la coppia italiana riesce a guadagnare una palla break, che Fognini con un bel passante lungolinea di dritto converte positivamente. I tifosi azzurri presenti al palasport Carpena di Malaga non fanno a tempo ad esultare che subito devono tornare con i piedi per terra nel gioco successivo: Fabio va alla battuta e si incarta con due doppi falli che portano alla palla break i canadesi, aiutati nel convertirla da Berrettini, che sbaglia una stop volley di dritto non certo impossibile. Superata una alquanto insolita pausa per un guasto ai led pubblicitari a bordo campo, il successivo momento clou arriva all’undicesimo gioco quando tre errori piuttosto marchiani della coppia azzurra danno tre palle break consecutive ai canadesi: le prime due vengono annullate, sulla terza la risposta di dritto piuttosto scentrata di Auger-Aliassime viene giudicata lunga da Berrettini, ma termina in campo. Il match sembra finito, anche perché a servire è il 6 del mondo in singolare, decisamente il migliore in campo, tanto da non fare mai arrivare ai vantaggi gli italiani sino a quel momento quando era al servizio. Invece succede l’imponderabile e Fognini e Berrettini si portano sul 15-40. Tale situazione di punteggio è però solo l’ennesima illusione di una serata amara: Auger-Aliassime annulla le due palle break con un servizio vincente e un ace. Si arriva in un attimo al match point e a quel punto un dritto inside-in di Berrettini che finisce largo regala al Canada la finale di Coppa Davis, la seconda dopo quella del 2019.

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