WTA Ranking: Maestra Caroline Garcia ritorna al n.4. L'Italia chiude il 2022 con 5 atlete in top70

Flash

WTA Ranking: Maestra Caroline Garcia ritorna al n.4. L’Italia chiude il 2022 con 5 atlete in top70

La francese si afferma a Fort Worth e porta a casa il titolo più importante della carriera. Chiude il 2022 al n.4. Aryna Sabalenka torna in top5. Iga Swiatek si conferma n.1 con oltre 6000 punti di vantaggio sulla seconda, Ons Jabeur

Pubblicato

il

Caroline Garcia - US Open 2022 (foto: twitter @usopen)
 

Si chiude con una sorpresa questo 2022. La super favorita per la vittoria alle WTA Finals Fort Worth, Iga Swiatek, cade in semifinale per mano di Aryna Sabalenka. Il titolo di Maestra va a Caroline Garcia, che suggella una stagione nella quale è tornata ad esprimersi ad altissimi livelli con la prima semifinale slam raggiuta a New York e quattro tornei vinti, di cui uno è appunto il Masters appena conquistato e un altro è il WTA 1000 di Cincinnati. Con la vittoria alle Finals, la francese riaggancia il suo best ranking, il n.4, conquistato per la prima volta il 10 settembre 2018. Anche Aryna Sabalenka chiude l’anno tra le prime cinque del ranking. La bielorussa non riesce a eguagliare il suo best ranking (è stata n.2) ma conferma una continuità apprezzabile: Aryna, infatti, non lascia la top10 dal 25 ottobre 2020, nonostante gli alti e i bassi nel rendimento. Recentemente ha dichiarato che questa è la sua stagione migliore. Ma può davvero essere definito tale un anno in cui non ha messo a segno nemmeno un acuto? Iga Swiatek, invece, si consola chiudendo la classifica annuale con 11085 punti e uno sbalorditivo +6030 sulla seconda, un’ottima Ons Jabeur che ha conquistato 5055 punti. A nostro parere la vera sfida del 2023 per la polacca non sarà soltanto vincere altrettanti slam o più titoli di quest’anno ma sarà confermare il suo status di dominatrice, che la consacrerebbe definitivamente tra le migliori di tutti i tempi. Per contro, non dovesse mantenere la sua aura di (quasi) imbattibilità potrebbe essere ricordata come una grande campionessa che ha centrato la stagione della vita, complice anche il ritiro della n.1 indiscussa a inizio 2022, ossia Ashleigh Barty. Per quanto riguarda i nostri colori, il 2022 si chiude con un’atleta in top30, Martina Trevisan, e altre quattro rappresentanti tra la posizione n.56 e la n.67. A inizio anno avevamo solo Camila Giorgi al n.33 e Jasmine Paolini al n.53.  Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 8 novembre 2022.

LA CLASSIFICA WTA DI TENNIS AGGIORNATA

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek1711085
20Ons Jabeur185055
30Jessica Pegula184691
4+2Caroline Garcia234375
5+2Aryna Sabalenka213925
6-1Maria Sakkari223871
7-3Coco Gauff193646
80Daria Kasatkina233435
90Veronika Kudermetova202795
100Simona Halep152661
110Madison Keys202417
12+1Belinda Bencic192365
13-1Paula Badosa212363
140Danielle Collins142292
150Beatriz Haddad Maia262215
160Petra Kvitova192097
170Anett Kontaveit162093
180Jelena Ostapenko191986
190Ekaterina Alexandrova201910
200Liudmila Samsonova201910
210Barbora Krejcikova181877
220Elena Rybakina221860
230Amanda Anisimova151746
240Shuai Zhang331705
250Qinwen Zheng211642
260Marie Bouzkova161607
27+1Victoria Azarenka141597
28-1Martina Trevisan251570
29+1Elise Mertens231475
30-1Kaia Kanepi211435
310Aliaksandra Sasnovich211428
320Karolina Pliskova191426
330Ajla Tomljanovic231365
340Irina-Camelia Begu171347
350Jil Teichmann211336
360Alizé Cornet221328
370Sloane Stephens171244
380Sorana Cirstea211236
390Petra Martic181203
400Leylah Fernandez151193
410Alison Riske-Amritraj201180
420Naomi Osaka131122
430Anastasia Potapova251119
440Bernarda Pera211097
45+1Bianca Andreescu121066
46-1Shelby Rogers181065
470Katerina Siniakova231065
480Ana Bogdan231062
49+2Magda Linette281030
50+3Xiyu Wang23999

Questa è la classifica delle prime cinquanta. Oggi uscivano i punti dell’Argentina Open di Buenos Aires e del Dow Tennis Classic di Midland 2021. Possiamo notare che:

 
  • In top10, abbiamo già detto che svetta Iga Swiatek. Se facciamo un raffronto con la classifica di inizio anno, la polacca era solo n.9 a gennaio ed eravamo ben lontani dall’immaginare che sarebbe stata lei a dominare la stagione. Al secondo posto c’è, stabile, Ons Jabeur. Anche per lei +8 posti rispetto a gennaio. Al terzo posto si conferma una sorprendente Jessica Pegula. L’americana aveva cominciato il 2022 al n.18.  Al quarto posto sale Caroline Garcia. La vincitrice delle Finals riesce a terminare la stagione riagguantando il suo best ranking e con prospettive di migliorarlo nel 2023. Un risultato veramente inaspettato, se si pensa che era sprofondata al n.74. Due posti in più per Aryna Sabalenka che riesce a terminare la stagione in top5. Un buon piazzamento? Sicuramente, ma ricordiamoci che aveva iniziato l’anno da vice di Asleigh Barty.Si riconferma sesta, come a fine 2021, Maria Sakkari. Scende di tre posti Coco Gauff che chiude la stagione al n.7. La giovanissima statunitense guadagna però ben 15 posizioni da gennaio. Ritornano in top10 Daria Kasatkina, al n.8 (+18 posti durante l’arco del 2022) e Simona Halep al n.10 (+10 posizioni) mentre tra le nuove entrate abbiamo anche Veronika Kudermetova al n.9 (ben 22 posti in più da inizio anno). Rispetto al ranking di gennaio, lasciano le dieci Garbiñe Muguruza (scende dal n.3 al n.55), Karolina Pliskova (in caduta dal n.4 al n.32), Barbora Krejcikova (passa dal n.5 al n.21), Anett Kontaveit (cede dieci posti, dal n.7 al n.17) e Paula Badosa (dal n.8 al n.13).
  • In top20, l’unico movimento riguarda Belinda Bencic (n.12), che supera Paula Badosa (n.13). Anche per la top20, andiamo a vedere i nomi nuovi del 2022 e quelli di chi manca all’appello. Nel primo gruppo ci sono Madison Keys (n.11, +45 rispetto a inizio 2022), Belinda Bencic (n.12, +11), Danielle Collins (n.14, +15), Beatriz Haddad Maia (n.15, +68), Jelena Ostapenko (n.18, +10), Ekaterina Alexandrova (n.19, +15) e Liudmila Samsonova (n.20, +18). Nel secondo, ci sono Anastasia Pavlyuchenkova, crollata dal n.11 al n..367, Sofia Kenin, in caduta libera dal n.12 al n.235, Naomi Osaka (dal n.13 al n.42), Elena Rybakina, che passa dal n.14 al n.22, ma che con i punti di Wimbledon sarebbe ampiamente in top10, Elina Svitolina (dal n.15 al n.236), Angelique Kerber (dal n.16 al n.103) ed Emma Raducanu (dal n.19 al n.75)
  • Nelle posizioni che vanno dalla n.21 al n.50, non succede nulla di rilevante. Guadagnano un posto le ex top players Victoria Azarenka (n.27), Elise Mertens (n.29) e Bianca Andreescu (n.45). Entrano in top50 Magda Linette (+2, n.49) e Xiju Wang (+3, n.50), che registra un nuovo best ranking.
  • Per quanto riguarda gli altri movimenti in top100, balzi in avanti per le giovani Kamilla Rakhimova (+10, n.93), vincitrice a Nantes, Catherine McNally (+17, n.94), che ha trionfato al Dow Tennis Classic di Midland, e Marketa Voundrousova (+22, n.99), che col titolo a Shrewsbury torna nelle cento.

LE ATLETE CHE PERDONO MAGGIORMENTE TERRENO

Sono poche le atlete che lasciano tante posizioni per strada, ma lo fanno in modo fragoroso. Sono Mayar Sherif (-13, n.63), semifinalista a Buenos Aires, non riesce a concludere l’anno in top50, e Diane Parry (-11, n.76), vincitrice dell’Argentina Open 2021 su Anna Bondar (-12, n.71).

LA CLASSIFICA WTA DELLE TENNISTE ITALIANE

Martina Trevisan perde un posto ma resta in top30. La toscana chiude la stagione al n.28 e si conferma la n.1 d’Italia. Un eccellente traguardo se pensiamo che un anno fa navigava intorno alla posizione n.112. Dietro di lei, guadagnano quattro posti Lucia Bronzetti che sale al n.56 (nuovo best ranking per la riminese che quest’anno si è messa alle spalle ben 92 posizioni) e Jasmine Paolini, ora n.59. Nonostante scenda di un gradino, Elisabetta Cocciaretto può essere felice: oggi è n.65 del ranking ma a inizio gennaio la sua classifica recitava n.156. Non può invece gioire Camila Giorgi che passa da n.1 d’Italia e n.33 del mondo a inizio anno all’attuale n.67, seppur in salita di due posti. Altri movimenti: Sara Errani (n.109) perde cinque posti, Anna Turati (n.411) ne lascia per strada nove.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
28-1Martina Trevisan251570
56+4Lucia Bronzetti28906
59+4Jasmine Paolini26880
65-1Elisabetta Cocciaretto24855
67+2Camila Giorgi17836
109-5Sara Errani25566
1420Lucrezia Stefanini29450
230-2Camilla Rosatello21276
267+3Nuria Brancaccio23226
2980Matilde Paoletti12202
343+3Angelica Moratelli18158
361+1Martina Di Giuseppe23144
384-1Lisa Pigato24133
408+1Deborah Chiesa13119
411-9Anna Turati19118
422-1Martina Colmegna18113
444+2Giulia Gatto-Monticone18103
457-3Diletta Cherubini19100
463+2Cristiana Ferrando1295
507+2Jessica Pieri980

NEXT-GEN RANKING: LE GIOVANI TENNISTE IN ASCESA

Coco Gauff si conferma in vetta al Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2002. Al secondo posto chiude la cinese Qinwen Zheng, mentre al terzo posto resiste Leylah Fernandez. Scende al n.6 Diane Parry, che perde due posti.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Coco Gauff20047
20Qinwen Zheng200225
30Leylah Fernandez200240
4+1Marta Kostyuk200270
5+1Emma Raducanu200275
6-2Diane Parry200276
70Linda Fruhvirtova200578
80Linda Noskova200491
90Daria Snigur2002106
100Katie Volynets2002110

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Australian Open, preview semifinali maschili: sembra tutto pronto per Tsitsipas-Djokovic, ma le fiamme di Khachanov e Paul bruciano ancora

La finale che tutti desiderano è ormai sempre più vicina, ma un russo e un americano non saranno così d’accordo

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo aver assistito a due semifinali femminili di buon livello, ma magre in termini di emozioni, ci si avvia verso un venerdì con gli ultimi 4 tra gli uomini…ancora meno entusiasmante. Sulla carta, il vento sembra tutto a favore di una finale Tsitsipas-Djokovic, messa in conto da molti ad inizio torneo, da tutti arrivati a venerdì scorso. Ma gli sconvolgimenti, nel tennis, sono sempre all’ordine del giorno, e i due sfidanti dei giganti (chi più, chi meno) si giocheranno tutte le loro carte in partite che possono valere una buona fetta di carriera.

[18] Karen Khachanov – [3] Stefanos Tsitsipas

Se c’è qualcuno che sembra essere in forma come raramente ha mai mostrato prima, che apparentemente abbia infine compiuto il suo destino, senza dubbio è Karen Khachanov. Il russo, che esplose come primo ad altissimi livelli tra i connazionali, vincendo Bercy 2018, era stato poi messo in ombra dalle incredibili ascese di Medvedev e Rublev. Oggi il n.18 del seeding è alla seconda semifinale Slam di fila, e appare pronto a dare filo da torcere anche a Tsitsipas. Il greco ha giocato un torneo finora sontuoso, condito da prestazioni strabilianti al servizio e una sicurezza sulla palla da far paura, con le accelerazioni di dritto, accoppiate a una battuta curata al minimo dettaglio e battezzata con la massima potenza, hanno tenuto a distanza gli avversari. Il solo Sinner ha impensierito davvero Stefanos, che giocherà la quarta semifinale in Australia negli ultimi 5 anni (terza di fila), partendo però per la prima volta da favorito, dopo aver perso contro Nadal nel 2019 e negli ultimi due anni con Medvedev.

 

Karen ha giocato un torneo altrettanto di livello, vincendo una gran partita con Tiafoe in 4 (tie-break decisivo folle) e approfittando del triste ritiro di Korda nei quarti, ma senza alcun dubbio merita di trovarsi a giocare per un posto in finale. Può dare problemi effettivi al greco? La risposta è un sì convinto, ma non fortissimo: il gioco di Khachanov è duro, fatto di intensità e accelerazioni, terreno sul quale senza dubbio troverà degne risposte dal n.3 del mondo. Tsitsipas se servirà come fatto finora, e riuscirà a non dare fissi riferimenti da fondo campo al russo, cercandone di stanare gli errori per vincere la partita prima di tutto psicologicamente, non dovrebbe avere problemi. Sottolineiamo che anche da questo punto di vista Karen ha mostrato però progressi in questo torneo, e sembra essere arrivata qualche certezza in più anche in termini di aggressività e di tattica durante il match, dunque attenzione a darlo già per spacciato in ogni caso (per quanto i precedenti siano 5-1 per il greco, seppur mai in uno Slam). Anche le quote, infatti, sono nette, ma non eccessivamente: 1,40 su Bet365, Eurobet e Goldbet la vittoria della tds n.3, con i tre siti che ancora concordano nel dare a 3 l’upset (difficile, non impossibile) del moscovita.

[4] Novak Djokovic – Tommy Paul

Quella di Khachanov potrebbe essere un’impresa, e ipotizzarla non appare chissà che utopia…ma a Tommy Paul serve un vero e proprio miracolo. L’americano è la sorpresa n.1 del tabellone maschile, giunge ai quarti da non testa di serie e con un ruolino di marcia in cui ha battuto avversari forse non sempre di primissima fascia, ma giocando sempre serenamente e con la giusta grinta per portare a casa i match (oltre a gestire bene la tensione, come contro Shelton ai quarti). Ma tutte le buone cose dell’americano, primo dal 2009 ancora in gara a questo punto in Australia, impallidiscono di fronte a ciò che ha finora mostrato Novak Djokovic. Il serbo è in condizioni a dir poco straripanti, i fastidi alla gamba sembrano ormai un lontano ricordo, e il gioco espresso è difficile anche da commentare, pensare da reggere per i malcapitati avversari (il nativo del New Jersey lo proverà per la prima volta in carriera sulla propria pelle).

Paul gioca un tennis frizzante, veloce, senza eccedere nello scambio lungo né cercare troppo di chiudere in fretta, oltre a un notevole gioco di piedi che potrebbe rivelarsi decisivo…per vincere un set. Già, triste a dirsi considerando che si parla di una semifinale Slam, ma probabilmente il massimo a cui può ambire Tommy (che da lunedì sarà anche n.19 al mondo, best ranking) è quello di strappare un parziale al serbo e cercare quantomeno una dignitosa figura. Anche se, considerando le condizioni di Nole, servirà anche una sua bella mano, se non in termini di errori quantomeno di un calo di intensità negli scambi e di efficienza al servizio, che possano permettere a Paul di prendere ogni tanto in mano lo scambio. Insomma un brutto Djokovic e un Paul perfetto potrebbero portare a partita pari, per quanto in ogni caso non mancherà lo spettacolo, tra colpi da showman ed entusiasmanti lotte da fondo e a rete. Ma soprattutto, nel tennis l’impossibile, proprio quando meno ce lo si aspetta può diventare possibile, e anche una semifinale senza nulla da dire può diventare una grande storia. I bookmakers non sembrano essere però molto d’accordo: l’affermazione di Nole (e il fatto che giochi la decima semifinale solo qui a Melbourne, con un bilancio di 9 vittorie, sempre tramutatesi in titoli, non aiuta) è a 1,05 su Bet e Goldbet, a 1,04 su Eurobet, che paga invece 11 volte la posta il sogno americano, contro le 10 degli altri due operatori.

Continua a leggere

Flash

Australian Open: Djokovic ancora più favorito per il titolo per i bookmakers rispetto alla vigilia

Quasi imbarazzante la “fiducia” dei siti di Betting nel campione serbo. La finale con Tsitsipas sembra inevitabile

Pubblicato

il

Tutto è pronto ormai per le semifinali maschili dell’Australian Open; alle 04:30 di questa notte, ora italiana, si inizia con Karen Kachanov e Stefanos Tsitsipas. Sul sito di scommesse Sisal Matchpoint il greco gode ovviamente dei favori del pronostico, ma non in maniera così netta come avremmo potuto immaginare. La vittoria è infatti data a 1,40, contro il 2,90 che andrebbe a pagare un successo del russo. Evidentemente il cammino senza clamori ma deciso e impreziosito da una vittoria in quattro set contro Frances Tiafoe ha convinto gli esperti a non sottovalutare l’underdog moscovita. Cifre che potrebbero attirare qualche estimatore in più dalla parte del biondo ellenico.

La vittoria nel primo parziale è pagata rispettivamente 2,40 e 1,50; il successo secco di Tsitsipas è remunerato con un 2,75 e l’under/over in termini di game meno interessante (1,57) è fissato a 42,5; se vittoria in tre set deve essere, si prevede comunque battaglia. La soluzione straight, qualunque sia il vincitore, è data a 2,20, e poco più alta, 2,60 quella in quattro. Il quinto set è a 3,50.

Interessante notare come nella scommessa sul vincitore in termini di numero di giochi, l’handicap che più avvicina all’equilibrio le quote tra i due contendenti, è fissato a -4,5. Un modo come dire che se Stefanos non perderà nemmeno un set, dovrà probabilmente, secondo gli “addetti ai lavori”, ricorrere ad almeno un tiebreak.

 

Le quote della seconda semifinale, Djokovic-Paul, sono fortemente influenzate, e non poteva essere altrimenti, dalle straordinarie performance del campione serbo. La decima finale a Melbourne di Nole ha una ricompensa di 1,05, mentre la sconfitta, che sarebbe tra l’altro la sua prima in una semifinale australiana, viene data a dieci. Quote demoralizzanti per una semifinale Slam; evidentemente il buon cammino dell’americano non ha impressionato più di tanto i bookmaker.

Per quanto riguarda l’antepost, il recente vincitore del torneo di Adelaide 1 è dato a 1,25 (all’inizio del torneo era a 1,90), Tsitsipas segue a 5, mentre i due sfavoriti sono dati a 16 (Khachanov) e 33 (Paul).

Danilo Gori

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Australian Open: due semifinali donne? No, una sola. Djokovic senior? Padrone di pensare, dire e fare ciò che vuole, ma inopportuno

Rybakina e Sabalenka gemelle anche nel modo di vincere. Mentre Srdjan Djokovic ha trovato modo di creare una difficoltà in più a Novak, che non ne aveva certo bisogno. Ma non è la prima volta

Pubblicato

il

Voglio dire quello che penso sulla vicenda di papà Djokovic che si lascia coinvolgere da un gruppetto di simpatizzanti di Putin. Lo farò qui subito dopo aver commentato il tennis giocato e da giocare.

Le due semifinali femminili mi sono sembrate…una sola, con la seconda copia carbone della prima. Quasi lo stesso punteggio, 7-6 6-3 per Rybakina su Azarenka, 7-6, 6-2 per Sabalenka su Linette, 1h e 43 m la prima, 1h e 42 m la seconda.

Due ragazzone sopra il metro e 82cm (tanto è alta la Sabalenka, la Rybakina è due cm di più), più massiccia e potente la bielorussa di 24 anni (80kg). Più longilinea (73 kg) ma con un servizio non meno efficace la kazaka che fino al 2017 era russa e che dal proprio forte servizio (già con i suoi 9 ace contro i 3 dell’Azarenka, e i suoi 3 doppi falli contro i 6 di Vika, ha ricavato 9 punti in più) ha colto altri frutti importanti.

 

Ha infatti raccolto il 76% di punti quando ha messo dentro la prima, mentre la Azarenka non è andata oltre al 63%. Ha ugualmente subito 3 break, ma la Azarenka ha fatto peggio perché anche a causa della sua debole seconda palla di break ne ha subiti 5. Insomma, ci sono stati 8 break su 21 game. Per il tennis femminile non sono neppure troppi. Semmai è curioso che a leggere i dati statistici sono tutti talmente a favore della Rybakina che il punteggio appare quasi troppo benevolo per la Azarenka: 30 vincenti contro 26 (+4), 21 errori gratuiti contro 27 (+6). E in effetti poi a contare i punti vinti sono 78 quelli di Elena contro i 62 di Vika: 16 punti non sono pochi per un match di 140 punti finito 7-6 (4),6-3.

Ma anche quelli che separano Sabalenka da Linette per il loro 7-6 (1) 6-2, non sono distanti: 71 a 58, 13 punti. Però 6 di quei 13 vengono dal tiebreak vinto 7-1.  E il match ha richiesto 129 punti, 11 meno di quell’altro.

C’è stata la metà dei break, 4 in tutto, perché la Sabalenka (6° ace contro 1, 2 doppi falli contro 1= +4) ha concesso un solo break su 4 palle break, salvandone quindi 3 e strappando 3 volte in 7bp la battuta alla ragazza polacca che comunque il suo torneo lo aveva già vinto battendo una testa di serie dopo l’altra, Kontaveit 16, Alexandrova 19, Garcia 4 e Pliskova 30, e potrà festeggiare questi exploit salendo da n.45 a n.22 quando il suo best ranking era stato 33. La Sabalenka, dal canto suo, ritorna al suo best ranking di n.2 scavalcando Jabeur e Pegula.  Ma era già stata n.2. Se anche vincesse il torneo resterebbe a distanza siderale dalla Swiatek, che ha 10.485 punti e Aryna non potrebbe guadagnarne di più che altri 700 arrampicandosi a 6.100. Quanto alla Rybakina, mai più su di n.12, è già top-ten comunque vada, e potrebbe diventare n.8 vincendo il secondo Slam in carriera dopo Wimbledon superando Bencic e Kasatkina. Sarebbe stata in realtà n.5 del mondo se avesse potuto aggiungere i 2.000 che non ha avuto a Wimbledon e n.2 vincendo il torneo. Ma quei 2.000 è meglio che li dimentichi. Nessuno glieli restituirà, né a lei né a Djokovic che però vincendo il torneo ridiventerebbe comunque n.1 ATP.

E vengo alla questione Djokovic senior. Papà Djokovic è libero di pensarla come vuole. E anche di esprimere i suoi pensieri come preferisce. Le sue azioni e i suoi pensieri non sono comportano alcuna responsabilità per Djokovic junior. I figli non sono responsabili per quello che dicono e fanno i genitori. E viceversa.

Ciò detto papà Djokovic talvolta dice e fa cose inopportune, in qualche modo creando evitabilissimi imbarazzi al figlio, quasi non si rendesse conto che suo figlio era arrivato in Australia quest’anno con qualche apprensione, portandosi inevitabilmente appresso una situazione complessa per quanto accaduto Down Under un anno fa.

Se anche Srdjan è un sostenitore palese di Putin poteva capire che non era opportuno unirsi a quel gruppetto di filorussi (come lui) in un momento in cui l’Australia e Tennis Australia hanno preso la decisione di riaprire le porte a suo figlio ma è stata presa anche la decisione (giusta o sbagliata che sia) di non consentire a bandiere russe e bielorusse di sventolare durante il torneo. Torneo nel quale tennisti russi e bielorussi giocano per sé stessi, senza bandiere e inni.

Papà Djokovic resta padronissimo di essere filoPutin, ci mancherebbe. Magari lo è pure Novak, sebbene lo scorso anno avesse preso una posizione piuttosto critica nei confronti dell’aggressione russa – così come successivamente sarebbe stato critico prima nei confronti di Wimbledon che aveva bandito la partecipazione di tennisti russi e bielorussi ai Championships e poi di ATP che aveva reagito togliendo i punti ATP a tutti i partecipanti al torneo di Church Road – ma considerando che tutti i Djokovic sono comunque ospiti di un Paese e di un’organizzazione che ha preso pubblicamente certe posizioni, beh con un minimo di sensibilità avrebbe potuto astenersi dal mischiarsi a quella manifestazione filo-Putin e filo-russa. Io sono quasi certo che Novak, a prescindere da come la pensa lui stesso (io non lo so), non è stato contento. Ma non è la prima volta che il padre gli combina qualche casino. Ormai, però, la frittata è stata fatta. Nole dovrà rispondere a qualche domanda in più, come è accaduto anche a Vika Azarenka. Ma di sicuro saprà come cavarsela.   

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement