Scanagatta ospite a Palazzo Madama: "Il tennis è la mia vita, da Becker brillo sull'aereo dopo essere diventato n.1 a quando portai McEnroe sulla motocicletta"

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Scanagatta ospite a Palazzo Madama: “Il tennis è la mia vita, da Becker brillo sull’aereo dopo essere diventato n.1 a quando portai McEnroe sulla motocicletta”

Il Direttore si racconta tra aneddoti e curiosità, senza però tralasciare le aspettative per la prossima stagione. L’intervista integrale potrete trovarla sul canale YouTube di Ubitennis

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Ubaldo Scanagatta 2022
 

Il Direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta è stato la Special Guest dell’evento di apertura della Rassegna Stampa di domenica 20 novembre tenutosi a Palazzo Madama, dove presso la News Room è stato intervistato dalla conduttrice televisiva Ilaria Fratoni e dalla giornalista sportiva Monica Bertini. Tanti i temi affrontati durante l’intervista – che vi riportiamo con alcuni estratti – dove il Direttore ha descritto cosa ha rappresentato e cosa rappresenta per lui il tennis, oltre a regalare agli spettatori presenti per l’occasione diversi aneddoti vissuti nella sua lunga carriera con protagonisti delle leggende di questo sport: da Boris Becker, passando per John McEnroe fino ad arrivare a Steffi Graf e André Agassi, di cui il Direttore fu il primo a scoprire la nascita della loro liaison.

Alla domanda su chi sia il suo giocatore preferito nella storia, Scanagatta riconosce quanto sia difficile dare una risposta ma sicuramente per Roger Federer avrebbe pagato più e più volte il biglietto anche se non sarebbe stato tenuto a farlo. Vi abbiamo proposto alcune pillole sul tennis del passato, tuttavia il Direttore si è anche espresso sulla seconda edizione torinese delle Nitto ATP Finals, sulla stagione travagliata vissuta a causa degli infortuni dai tennisti azzurri, che però per il prossimo anno godono di prospettive e aspettative molto importanti e significative. Infine non poteva mancare il giudizio sull’eterna rivalità dei Big 3, con i quali il Direttore è stato a contatto diretto per tutti questi anni grazie alle sue innumerevole esperienze come inviato in giro per il mondo. Sono argomenti che stuzzicano svariate riflessioni, e proprio per questo, per aumentare la curiosità di voi lettori vi rimandiamo al video integrale dell’intervista – che potrete trovare anche qui sotto – pubblicato sul canale YouTube di Ubitennis.

LE ORIGINI DEL SUO AMORE PER IL TENNIS: DALLE PRIME ESPERIENZE AL CIRCOLO TENNIS ‘LE CASCINE’, PASSANDO PER LA NAZIONALE JUNIOR FINO AL CAMPUS NEGLI STATES E AL PRIMO ARTICOLO PER ‘LA NAZIONE’

 

Il tennis è la mia vita. Fin da quando avevo cinque anni, andavo al Circolo Tennis Le Cascine e ho fatto nel corso dei vari tornei di tutto: il raccattapalle, il giudice di linea, quello che metteva i numeri sul tabellone visto che non esisteva ancora il tabellone elettronico. Dopo ho fatto parte dell’Ufficio Stampa, poi sono stato direttore del torneo a Firenze negli anni tra il 1975 e il 1980 quando c’erano Panatta, Bertolucci con i quali avevo giocato perché ero stato in nazionale junior. In seguito vinsi i campionati universitari e andai negli Stati Uniti con una borsa di studio e cominciai a scrivere. Scrissi al giornale della mia città, La Nazione, e chiesi loro se volessero qualcosa sulla vita nel Campus. Quando rientrai in Italia, partecipai ai Campionati Italiani Assoluti. Giocai contro Barazzutti, persi 7-5 6-3 7-5, vincendo il primo e il terzo set per 5-2. Ancora me li sogno, sbagliai una volée che ancora non riesco a dimenticare. Insomma sì, il tennis è stata la mia vita e di fatti il prossimo anno prenderò parte al mio 50esimo Wimbledon consecutivo dal 1974 al 2023. Quindi questo vuol dire che sono molto vecchio“.

GLI ANEDDOTI DI UNA LUNGA CARRIERA

Sicuramente con John McEnroe si creò un bel feeling. Intanto l’ho scarrozzato in giro per Firenze sulla motocicletta per fargli visitare la città. Lui poi a quel tempo era fidanzato con l’attrice, che poi avrebbe sposato, Tatum O’Neal. E lui in quell’occasione mi disse che il giorno dopo sarebbe stato il compleanno della fidanzata, e che quindi assolutamente doveva andare a comprare un gioiello da regalarle. Io non avevo la minima idea di dove portarlo, perché lui aveva dei mezzi di spesa superiori a quelli che mi sarei potuto permettere io. Allora chiesi a mia madre, dove lo porto? Lui voleva andare assolutamente sul Ponte Vecchio, dove magari c’erano dei bei negozi ma che erano un pochino turistici. Poi comunque mia madre mi disse dove portarlo, e credo che alla fine il gioielliere mi avrà fatto un monumento perché spese una fortuna. Anche con Boris Becker c’è una storia carina, perché quando lui vinse l’Open d’Australia e divenne numero uno del mondo e fu la prima volta che un tedesco diventava numero uno del mondo. Batté Lendl recuperando visto che perse il primo set, per poi vincere in quattro. La sera del giorno dopo eravamo sullo stesso aereo con Becker che offriva champagne a tutta la prima classe. Io avevo affianco a me il medico della nazionale tedesca che si occupava di lui. Ad un certo punto dormivo, visto le 20 ore di volo per arrivare a Francoforte e Becker, un po’ brillo mi cascò addosso ritrovandomelo come se mi stesse per baciare. Io gli dissi, ‘Boris cosa stai facendo? No scusa Ubaldo. Cosa posso fare per farmi perdonare’. Io risposi, ‘guarda è semplice, giovedì l’Italia gioca nel weekend a Dortmund contro la Germania; mi fai un’intervista esclusiva e ti perdono ‘. Io non pesavo che si sarebbe mai ricordato, ero in sala stampa con 200 giornalisti tedeschi entusiasti di avere per la prima volta un numero uno del mondo. Ma lui alla fine ad un certo punto disse, ora uscite tutti perché ho promesso un’intervista esclusiva. Tutti i presenti pensarono che avessi pagato una fortuna, invece avevo avuto solamente la fortuna che un bicchiere mi fosse cascato addosso”.

IL GIOCATORE PREFERITO DELLA STORIA, LO SCOOP DELL NASCITA DELLA COPPA PIU’ FAMOSA DEL TENNIS

E’ difficili da dire, perché quando vedi giocare Federer ti innamori. E’ un tennista che ti basta vederlo per 10 minuti per accorgerti che è in grado di fare tutto. Fa un rovescio coperto, poi uno in slice, poi un altro in un altro modo. Una palla corta, viene a rete. Fa la veronica, fa delle cose incredibili quindi bellissimo da vedere. Quando giocava Federer, avrei sempre pagato il biglietto anche se io non avrei avuto il bisogno. Anche quando giocavano McEnroe e Navratilova, spettacolo puro. Un mio caro amico e collega, purtroppo scomparso, Gianni Clerici disse una volta: ‘se io fossi un pochino più gay, con il tocco di palla e di delicatezza di McEnroe da lui mi farei accarezzare’. Era lo spirito di Gianni Clerici, che oggi sembrerebbe politicaly non correct. Ma invece era molto carina. Anche André Agassi è stato un grande personaggio, io ebbi la fortuna allo US Open mentre lui stava giocando la finale di vedere Steffi Graf in tribuna in tribuna, in mezzo a tantissimi spettatori. Ma non era un posto d’élite, era in cima. C’era qualcosa di strano, dopodiché la sera dopo mi chiama un cameriere di un ristorante che avevo conosciuto e mi dice: ‘Ieri sera sono venuti Steffi Graf e André Agassi e si sono dati un bacio. Non pensavo sarebbe stata una coppia che sarebbe durata così a lungo, hanno figli e stanno bene insieme. Io all’epoca pensavo fosse qualcosa quasi di organizzato“.

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Coppa Davis, Barazzutti: “Italia con le carte in regola per vincere, ma la formula non mi piace”

L’ex capitano azzurro in un’intervista al Corriere dello Sport evidenzia il rammarico per l’occasione non sfruttata pur manifestando ottimismo per il futuro: “: “È lecito avere un piccolo rimpianto, ma credo che ci prenderemo grandi soddisfazioni”

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Corrado Barazzutti - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

L’amarezza per come è finita l’avventura in Coppa Davis della nazionale italiana è molto alta. Il successo da sfavoriti con gli Stati Uniti avevano fatto sognare gli appassionati italiani, poi la sconfitta con il Canada al doppio decisivo ha lasciato il rammarico per un’occasione che poteva essere d’oro, visto l’esito della finale tra i nordamericani e l’Australia.

Non vi sono tuttavia solo lati negativi, ma anche solide basi per pensare che la nazionale italiana possa essere competitiva appieno per conquistare nuovamente la prestigiosa insalatiera dopo l’unica vinta nel lontano 1976 in Cile.

Tra coloro che trionfarono a Santiago del Cile vi era Corrado Barazzutti, ex capitano della nazionale italiana, che in un’intervista al Corriere dello Sport ribadisce come la spedizione Italiana non sia stato un fallimento e che il futuro del tennis del bel paese è roseo.

 

Un percorso nella Final Eight di Malaga che l’Italia ha dovuto affrontare con un roster non al completo ma con Sonego rientrato dalle Maldive che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. “L’Italia si è presentata a Malaga senza i due giocatori di punta, ma ha ritrovato un Sonego in grande spolvero” ha dichiarato l’ex capitano della nazionale, che non ha nascosto il suo pensiero: “Andando a vedere il bicchiere mezzo vuoto è lecito avere un piccolo rimpianto.”

Rimpianto che deriva dal fatto dall’infortunio di Bolelli ma anche dal fatto che in terra spagnola molte squadre si erano presentate con delle importanti assenze: “Simone Bolelli è stato messo fuori causa sul più bello da una lesione al polpaccio, ma alcune delle concorrenti, come la stessa Italia, non potevano contare su tutti gli effettivi e la Russia è stata esclusa dalla competizione per le note vicende. Si è aperta una finestra in cui l’Italia poteva intrufolarsi e magari sfruttare l’occasione

Sulla scelta di schierare Berrettini in doppio che tante polemiche ha sollevato, sebbene il capitano Volandri avesse le idee chiare sin dall’inizio, anche Barazzutti si dimostra dubbioso: “Non so se Berrettini fosse la scelta migliore per sostituire Bolelli. Matteo è stato generoso ed è evidente che abbia fatto tutto il possibile nonostante non fosse al top. Con Fognini avrei visto meglio un giocatore in salute e in fiducia come Sonego, anche se poi nessuno può sapere come sarebbe andata a finire.”

Se quest’anno a trionfare è stato il Canada, Barazzutti è certo che il futuro può essere roseo per l’Italia: “Abbiamo tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonisti perché siamo la squadra più attrezzata in assoluto. Se negli anni a venire le altre nazioni non produrranno un gruppo assortito di giocatori così forti e al contempo giovani, credo ci prenderemo grandi soddisfazioni”.

Sulle possibile avversarie per l’Italia negli anni a venire le idee sono chiare: “Il Canada continuerà ad essere un’antagonista, così come la Spagna con Alcaraz. Tuttavia senza Rafa Nadal perdono tanto”.

Sul format della competizione, giudicato positivamente da ITF e Kosmos (come dichiarato dal CEO Rojas al Direttore Scanagatta), Barazzutti è lapidario: “Non mi piace. È come se prendessimo uno Slam e lo modificassimo in un torneo da dieci giorni. Una volta la Coppa Davis era considerata il quinto slam, mentre adesso l’hanno ridimensionata”.

Critiche che riguardano non solo il formato in sede unica : “Si gioca al meglio dei tre set, gli incontri sono diventati tre, il doppio ha un’incidenza ben diversa e il fattore campo non esiste quasi più. Quando la vincemmo noi nel 1976 contro il Cile fu un’impresa gigantesca in un contesto difficile. Ormai questa è la nuova formula e bisogna accettarla così come è stata concepita”.

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ATP

Ruud, la terza è quella buona. All’esibizione di Quito batte Nadal e pensa all’Australian Open

Dopo Quito il tour d’esibizione si sposterà prima a Bogotá, e poi sarà la volta di Ciudad da Messico.

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Casper Ruud - Nitto ATP Finals Torino 2022 (foto Twitter @atptour)

Continua il tour di esibizioni in Sudamerica di Nadal e Ruud: dopo le due sconfitte a Buenos Aires e Belo Horizonte, Casper centra la prima vittoria contro Rafa nel match di esibizione a Quito, con il punteggio di 6-4 6-4. Davanti a circa 12.000 spettatori che hanno praticamente riempito il Coliseo Rumiñahui, Nadal e Ruud hanno offerto uno spettacolo degno della loro classifica ATP.

Le condizioni del campo in sintetico erano piuttosto veloci, favorendo così il tennis propositivo del norvegese. Con questi presupposti Ruud ha saputo sfruttare i suoi potenti servizi e ha vinto molti punti con il suo diritto mettendo Rafa più volte in difficoltà. Certo non sono mancati anche i momenti piacevoli: ad esempio quando Nadal ha portato fuori dal pubblico un bambino per disputare un punto contro Ruud. Il norvegese alla fine ha portato a casa l’agognata vittoria senza essere mai breakkato. A proposito della nuova stagione imminente il norvegese ha dichiarato: “In questa stagione non sono stato in grado di giocare l’Australian Open; quindi, per me sarà come una rivincita e spero vivamente di poter fare bene. Non vedo l’ora di andare in Australia, sperando di ottenere buoni risultati. Non vedo l’ora di iniziare una nuova stagione e di poter tornare a giocare i cinque set. Sono affamato per ottenere un buon risultato anche lì e sono curioso di vedere come andranno le cose il prossimo anno.

Il tour d’esibizione di Nadal proseguirà attraverso l’America Latina che lo ha già portato nei giorni scorsi a Buenos Aires, Santiago del Cile e Belo Horizonte. Adesso dopo Quito toccherà a Bogotá e Città del Messico.

 

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Coppa Davis

Félix Auger-Aliassime: “Avrei preferito affrontare Berrettini al top della forma. Io e lui siamo amici”

“Nei prossimi anni l’Italia sarà tra le contendenti per la Coppa Davis. Sinner può vincere Slam in futuro” – così Auger-Aliassime alla Gazzetta dello Sport

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Felix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Felix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Domenica scorsa il Canada ha riscritto la storia del suo paese, conquistando la prima Coppa Davis della sua storia grazie a Denis Shapovalov e Félix Auger-Aliassime, che nel 2015 avevano portato a casa anche la Davis Cup junior. Mattatore assoluto della settimana a Malaga è proprio stato il numero 6 del mondo, che ha mostrato ancora una volta i suoi incredibili miglioramenti in un 2022 da favola e nei 4 match disputati non ha mai perso il servizio.

“Penso che mi sognerò per anni quell’ultimo colpo. Ho solo pensato ‘tira più forte che puoi‘, e quando ho capito che la palla di De Minaur sarebbe uscita è come se avessi perso i sensi: le gambe mi hanno abbandonato, sono crollato a terra e ricordo solo tutti che mi venivano addosso. Mi piace ricordare il successo nella Coppa Davis Junior, è come se io e Denis avessimo chiuso un cerchio. La speranza è che questa generazione possa andare ancora molto lontano”.

In un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Auger-Aliassime è tornato sulla sfida all’Italia, esprimendo un po’ di rammarico sulle condizioni del suo amico Matteo Berrettini, che avrebbe voluto affrontare al top della forma. I due si sono già scontrati cinque volte nel circuito ATP, con quattro vittorie dell’azzurro (due sull’erba e due alla Laver Cup). L’unico successo del canadese è arrivato l’anno scorso a Cincinnati.

 

“Io e Matteo ci siamo incrociati prima di affrontarci in campo – prosegue FAA – peccato che lui non fosse ancora in piena forma, sarebbe stato una gran bella sfida se tutti fossimo stati al 100%. Sono certo però che il peggio per lui sia passato: in Australia sarà tra gli avversari da battere. Anche l’Italia, insieme a noi e agli Stati Uniti, nei prossimi anni sarà tra le contendenti alla Coppa Davis“.

Come detto in precedenza, Auger-Aliassime ha chiuso la stagione da numero 6 del ranking, in un 2022 che ha dato ampio spazio a risultati straordinari dei giovani. Oltre a lui, impossibile non menzionare il n°1 del mondo Carlos Alcaraz, vincitore di uno Slam e di due Masters1000, così come anche Holger Rune, che se non fosse stato per una manciata di punti persi per un Challenger giocato lo scorso anno avrebbe chiuso l’anno in top10.

“Ho già battuto Carlos, è un giocatore davvero forte. Ha enormi grandi potenzialità ed è impressionante pensare che a 19 anni sia già il numero 1 ATP abbia vinto uno Slam. C’è poi anche Holger, che ha fatto un exploit incredibile: sarà bello sfidarsi per i trofei più importanti. I miei obiettivi da qui in avanti sono chiari, ovvero vincere i Masters 1000 e gli Slam. Gli italiani? La forza e la potenza di Matteo Berrettini sono impressionanti, poi è una bella persona: siamo amici ed è una rivalità positiva. Sinner sta ancora crescendo, ma penso che sia uno dei candidati a vincere Slam nel futuro. Musetti è il più giovane, sta anche lui facendo molti progressi e il suo tennis è davvero spettacolare“.

Per il 22enne di Montréal, che rispetto ai due 19enni citati in precedenza si sente già un “veterano”, non è però stato sempre tutto facile. Prima di questa stagione, infatti, non aveva mai vinto nemmeno un titolo ATP, vedendosi sempre più spesso attribuita l’etichetta di eterno secondo. Delle otto finali disputate prima del 2022, infatti, non era mai riuscito ad imporsi. Certo non è facile accettare la sconfitta, ma il canadese non si è mai dato per vinto:

“Quando giochi una finale è sempre meglio vincere. Però bisogna anche vedere il lato positivo: arrivare a giocarsi il titolo è comunque già un buon risultato. In alcune occasioni non ho giocato abbastanza bene da meritare la vittoria, ma non mi sono mai abbattuto. Penso che la resilienza sia una delle mie qualità più grandi”.

C’è poi un aspetto molto importante di cui forse pochi sono a conoscenza, ovvero la grande generosità di Auger-Aliassime. Anche senza farne proclami, il giovane canadese è sempre impegnato in un importante progetto benefico legato al tennis:

Per ogni punto che faccio dono 10 dollari per progetti legati all’istruzione e alla sanità in Togo (il paese originario del padre, ndr). Questa stagione devo dire che è andata piuttosto bene, per me questo progetto è una spinta ulteriore per dare tutto quello che ho sul campo“.

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