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Reading: John Isner dice basta: la sua carriera si chiuderà allo US Open
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John Isner dice basta: la sua carriera si chiuderà allo US Open

L'annuncio via Twitter a pochi giorni dall'inizio. Il tennista del Nord Carolina è stato n. 8 del ranking ATP e ha vinto un titolo Masters 1000

Ultimo aggiornamento: 24/08/2023 5:24
Di Vanni Gibertini Pubblicato il 24/08/2023
5 min di lettura 💬 Vai ai commenti

Con un post via Twitter (non lo chiameremo mai X) corredato di foto con la sua famiglia al completo di moglie e quattro figli, il “gigante” americano (2,11 m) John Isner ha annunciato che lo US Open 2023 sarà il suo ultimo torneo.

“Dopo 17 e più anni sul circuito è giunto il momento di dare l’addio alla mia carriera professionistica. Non sarà una transizione facile ma sono impaziente di viverne ogni secondo insieme con la mia meravigliosa famiglia“.

After 17+ years on the ⁦@atptour⁩, it’s time to say goodbye to professional tennis. This transition won’t be easy but I’m looking forward to every second of it with my amazing family.

The ⁦@usopen⁩ will be my final event. Time to lace ‘em up one last time. ❤️ ♥️ 💜 pic.twitter.com/GyRTXGNK8G

— John Isner (@JohnIsner) August 23, 2023

Sceso ormai al 158° posto del ranking ATP dopo una stagione 2023 che lo ha visto disputare solamente 21 partite con 8 vittorie (quattro delle quali al torneo di Dallas nel quale ha raggiunto la finale) e 13 sconfitte, il 38enne Isner concluderà la sua carriera disputando il 17° US Open consecutivo al quale riesce a partecipare soltanto grazie alla wild card concessagli dalla USTA. 

Passato professionista nel 2007 dopo quattro anni alla Università della Georgia con la quale ha vinto il titolo a squadre ed è arrivato in finale nella competizione individuale nel suo ultimo anno (sconfitto da Somdev Devvarman), Isner è stato definito da Jim Courier come “il miglior giocatore americano quando non deve viaggiare con il passaporto“: ha infatti vinto 16 titoli di singolare in carriera, 14 dei quali sul territorio degli Stati Uniti e due ad Auckland in Nuova Zelanda. Vanta 6 titoli ad Atlanta, con altre 3 finali, 4 titoli a Newport (sull’erba), 2 a Winston-Salem, uno a Houston (l’unico sulla terra battuta), ma il suo alloro più prestigioso è senza dubbio il Miami Open 2018, unico suo titolo Masters 1000, nel quale sconfisse in finale Alexander Zverev nell’ultima edizione giocata a Key Biscayne prima del trasferimento all’Hard Rock Stadium.

Prima di allora nei Masters 1000 si era dovuto fermare in finale a Indian Wells nel 2012 (contro Federer), a Cincinnati nel 2013 (contro Nadal), a Parigi Bercy nel 2016 (contro Andy Murray), e sarebbe stato sconfitto in finale anche nel 2019 a Miami (ancora contro Federer).

Ha raggiunto due volte i quarti di finale allo US Open (2011 e 2018), ma il torneo dello Slam che gli ha regalato maggiori soddisfazioni e la fama internazionale è stato certamente Wimbledon, dove nel 2010 fu protagonista dell’epico match di primo turno contro Nicolas Mahut vinto 70-68 al quinto set, durato 11 ore e 5 minuti nel corso di tre giorni e che ha battuto un incredibile numero di record che probabilmente non verranno mai battuti. Quel match proiettò Isner istantaneamente alla ribalta mainstream negli Stati Uniti dove fu invitato a tutti i talk show e gli fu concesso l’onore di lanciare la prima palla a un incontro di baseball.

Wimbledon è stato anche lo Slam nel quale ha ottenuto il suo miglior risultato, raggiungendo la semifinale nel 2018 quando fu sconfitto da Kevin Anderson per 26-24 al quinto set dopo 6 ore e 36 minuti in una partita così lunga da costringere la successiva semifinale tra Djokovic e Nadal ad essere giocata interamente sotto il tetto e ad essere sospesa dopo tre set a causa del coprifuoco delle 23 in vigore in Inghilterra.

Il 2018 fu certamente la sua stagione migliore nella quale raggiunse il suo best ranking al n. 8 e si qualificò per le ATP Finals di Londra, oltre a raggiungere le semifinali di Davis con la nazionale USA (anche se non giocò a Zara dove la Croazia vinse 3-2). Ha vinto la Hopman Cup nel 2011 in coppia con Bethanie Mattek-Sands e si fermò nei quarti di finale alle Olimpiadi di Londra contro Roger Federer in un match equilibratissimo perso per 6-4, 7-6(5), con il tie-break del secondo set deciso da un nastro beffardo.


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