[2] A. Sabalenka b. [17] M. Keys 0-6 7-6(1) 7-6(5)
Rispettato il pronostico nella seconda semifinale di questo US Open, ma quanta fatica! Aryna Sabalenka ha dovuto penare per 2 ore e 32 minuti e rimontare da uno svantaggio di 6-0 5-3 contro Madison Keys che è arrivata a tre punti dal concretizzare il sogno degli organizzatori di avere una finale tutta USA.
Keys è stata bravissima ad approfittare del pessimo avvio di Sabalenka, ma si è irrigidita nei momenti decisivi degli ultimi due set, giocando piuttosto male i due tie-break.
Primo set: inizio da sogno per Keys
Inizio da sogno per Madison Keys, che pare perfettamente centrata e soprattutto molto calma a dispetto dell’importanza della partita. Al primo cambio di campo l’americana è già in vantaggio di due break, e servendo sul 3-0 riesce a estendere il vantaggio salvando quattro palle break. Sabalenka non trova la lunghezza dei suoi colpi, la palla le sfugge più del solito oltre la linea di fondo e il suo dialogo con l’allenatore e il resto del suo team seduto in tribuna si fa sempre progressivamente più concitato.
In mezz’ora Keys completa un set da favola consegnando un bagel da incubo per la bielorussa, che di colpo vede i fantasmi delle sue sconfitte in semifinale Slam materializzarsi davanti agli occhi.
Secondo set: Sabalenka torna in partita e domina il tie-break
Nel secondo set Sabalenka inizia progressivamente a trovare il suo gioco, a partire dalla battuta, che sale notevolmente di livello, anche se nei palleggi da fondocampo fatica a controllare i colpi profondi di Keys. È Madison Keys a breakkare per prima, incocciando come non mai in risposta la battuta di Sabalenka. Al contrario del primo set, tuttavia, la prossima n. 1 del mondo trova subito il 2-2 dando l’impressione che la stretta attorno al suo collo si stia allentando.
Ma è proprio qui che Keys trova un game da urlo: un diritto vincente dopo uno scambio da 16 tiri, un passante di rovescio, un chop di diritto clamoroso, un altro colpo sulla riga e una risposta vincente, tutto su prime di servizio di Sabalenka. Keys, che ora gioca con un’avversaria che serve molto meglio, mantiene il comando dei propri turni di battuta nonostante gli evidenti nervi che, all’avvicinarsi del traguardo, arrivano sempre più a fior di pelle.
Sul 5-3 Madison vince il primo punto, portandosi a tre punti dalla vittoria, ma poi subisce una sequenza di 12 punti consecutivi che la vedono perdere a zero (due gratuiti e un doppio fallo) il game nel quale serve per il match e trovarsi sotto per 5-6. Keys arriva al tie-break, che però è un monologo della bielorussa che se lo assicura per 7 punti a 1.
Terzo set: break e controbreak, poi la spunta Aryna
Con l’inerzia della partita cambiata e una fasciatura piuttosto evidente alla gamba sinistra richiesta nella pausa prima del terzo set, Keys riesce con grande fatica a tenere il servizio di apertura del parziale decisivo. Sabalenka è molto più dominante negli scambi da fondo, e Madison non ha molte variazioni da opporre, se non qualche estemporanea palla corta dai risultati molto alterni.
Il gioco è completamente nelle mani di Sabalenka, che però non riesce a trovare la giusta continuità per ottenere il break. E come sovente capita, il break invece lo trova Keys: che approfittando di due gratuiti e un doppio fallo di Sabalenka si porta avanti 4-2. È un fuoco di paglia però, perché il controbreak arriva subito, così come il 4-4, dopo altre due palle break cancellate con coraggio da Aryna.
Si arriva al tie-break decisivo, nel quale Sabalenka scappa subito 3-0 per tre errori di Keys, e poi non si guarda più indietro: 4-0, 5-2, 9-3 e poi il 10-5 finale (dopo che Aryna aveva già celebrato sul 7-3 dimenticandosi della regola Slam) per involarsi verso la sua seconda finale del Grande Slam.
