Joao Fonseca: “Sinner e Alcaraz sono la mia ispirazione, io arriverò lì”

“Mi piace la pressione che prova già oggi chi gioca contro di me” racconta la nuova stella del tennis brasiliano

Di Danilo Gori
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Joao Fonseca – US Open junior 2023 (foto via twitter @usopen)

I pensieri, i progetti e i sogni del giovanissimo Joao Fonseca, che il pubblico italiano ha conosciuto da vicino nel recente incontro a Bologna con la Nazionale Italiana, vengono raccolti martedì dal quotidiano online “Claytenis”, che affronta appunto l’impatto del ragazzo con il circuito maggiore e gli obbiettivi che Joao vuole raggiungere.

Fonseca vince il suo primo match ATP lo scorso febbraio nel torneo di casa, a Rio de Janeiro, quando, da numero 655 del ranking, supera il top 40 Arthur Fils con un eloquente 6-0 6-4. L’atleta carioca perde nei quarti di finale, ma da allora la sua popolarità, in patria e fuori, ha continuato a crescere. Non è mai semplice gestire le situazioni legate all’essere un personaggio pubblico soprattutto a diciotto anni, e Joao non lo nasconde, ma non sembra turbarsi e anzi, dimostra maturità e pragmatismo.

La gente” – dice Fonseca – “mi ferma per la strada; non mi dà fastidio ma non ci sono abituato. Se questo un giorno accadrà con più frequenza, è chiaro che mi ci dovrò accostumare. C’è molta attenzione su di me, da diversi anni ormai; io cerco di concentrarmi sul gioco e su come migliorarmi, senza pensare alla fama o ai soldi, anche perché con il tennis verranno entrambi”.

Il ragazzo appare nella foto a corredo dell’intervista con il suo orologio Rolex d’ordinanza, azienda in cui è entrato come uomo-immagine da circa un mese. “So di avere gli occhi su di me” – prosegue il ragazzo – “e mi piace che ci sia questo tipo di pressione quando sono in campo: il mio avversario sa che sono giovane ma già temibile, che sono nuovo e gioco bene”.

Da tempo IMG e Team 8 si disputano l’affiliazione di Joao, ma il clan del brasiliano pensa che per questo discorso non ci sia fretta: “abbiamo parlato in famiglia dell’argomento e abbiamo deciso che per ora non c’è bisogno di un agente, va benissimo mio padre; sono decisioni importanti che prenderemo più avanti, quando il mio cammino nel circuito sarà più chiaro”.

Team 8 significa Roger Federer, uno dei fondatori: “è il mio modello da quando ero bambino. Il suo tennis elegante e classico era fantastico; Non l’ho mai incontrato ma mio padre ha parlato con lui, anche perché vesto On, l’azienda che vede proprio Roger tra i proprietari. Quando l’incontrerò ho intenzione di chiedergli molte cose, di come per esempio affrontava i momenti difficili. Gli domanderò cosa fosse il tennis per lui alla mia età: dicono che non si dedicasse tantissimo… Sicuramente potrò imparare parecchie cose con lui”. Cosa ruberebbe Fonseca tra le risorse tennistiche dello Swiss Maestro: “non ho dubbi, il servizio”.

Da ultimo la rivalità più bella di oggi, Sinner e Alcaraz. Fonseca nutre obbiettivi sfidanti in merito. “Li vedo giocare” – racconta – “e mi dico che è lì dove voglio arrivare; voglio vincere le partite importanti, gli Slam. A volte penso che sarà bello entrare tra i primi cento o i primi cinquanta, ma in realtà voglio arrivare in cima. Ora non penso certo a formare i Big Three con loro, ma in effetti è lì dove sono diretto”.

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