Indian Wells, cinque domande in attesa di risposta nell’assenza di Jannik Sinner

La nuova superficie, Zverev e Alcaraz in un inseguimento impossibile, la rinascita di Berrettini e Tsitsipas, le incognite WTA con Sabalenka e Swiatek che tirano il fiato sono i nodi che (forse) scioglierà il BNP Paribas Open

Di Michelangelo Sottili
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Indian Wells Tennis Garden - Indian Wells 2024 (foto X @BNPPARIBASOPEN)

Quanto puntiamo su Paolini e Berrettini?

Matteo Berrettini – ATP Dubai 2025 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Dopo anni di mucche scheletriche, bovine secche, insomma, vacche magre, c’è voluto pochissimo perché ci abituassimo fin troppo bene. “Colpa” sicuramente di Sinner i cui trionfi ci hanno definitivamente cancellato i ricordi dei tempi bui e abbiamo affrontato l’ultimo Australian Open come due settimane da far passare in attesa di rialzare il trofeo, ma ormai è dalla sorprendente semifinale “apripista” di Marco Cecchinato al Roland Garros del 2018 che tutto è cambiato.
Senza Jannik, però, l’Italia sarebbe al livello della Francia, parole di Piatti, ma il punto non è se essere o meno d’accordo (ma no, dài, Riccardo…), quanto piuttosto è: dove possono arrivare i nostri rappresentanti? Lato ATP, Matteo Berrettini sta giocando davvero bene, atleticamente è apparso in grande spolvero e i quarti a Doha e Dubai, con i match persi girati male per un paio di punti (anche se è vero che spesso i suoi match sono così), sono lì a testimoniare che, quando in salute, sono problemi per tutti. Qui non è mai andato bene, ma il periodo di forma e la superficie possono riservare piacevoli sorprese. Davanti a lui in classifica c’è Lorenzo Musetti che viene da un febbraio da dimenticare, come del resto gli è capitato di frequente, con tanto di infortunio muscolare. Il suo “storico” a Indian Wells non promette grandi cose, due match vinti su quattro partecipazioni; tuttavia, se volesse sorprenderci invertendo la tendenza, ne saremmo ben felici.

Jasmine Paolini – Australian Open 2025 (foto X @federtennis)

Lato WTA, con 120 punti degli ottavi 2024 da difendere, per Jasmine Paolini il discorso (per adesso) rimane quello espresso dal coach Renzo Furlan: “Sa quello che deve difendere e magari a livello inconscio ci sta pensando ma sa anche che fa parte del gioco e le piace enormemente quello che sta facendo. Non lo sente come un peso, anche se probabilmente è meno tranquilla rispetto ad un anno fa”. Intanto è la numero 6 del mondo e, appena riuscirà a ritrovare per intero la serenità, accettando anche lo spiacevole ma inalterabile fatto che è impossibile giocare sempre o quasi su una nuvola, torneranno a sorridere anche i risultati. Magari a partire proprio dalla California.

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