US Open: Musetti è perfetto con Munar, i quarti sono una realtà

L'azzurro accede per la prima volta tra i migliori otto a Flushing Meadows. Ora uno tra Jannik Sinner ed Alexander Bublik

Di Carlo Galati
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Lorenzo Musetti - US Open 2025

Molte volte la questione fondamentale non è il se, ma il come. In pochi avevano dubbi sul fatto che Lorenzo Musetti potesse battere Jaume Munar, cosa che è avvenuta con un elequente 6-3 6-0 6-1: la cosa che ha stupito tutti è il livello espresso da Lorenzo Musetti, in una luminosa giornata newyorkese, letteralmente incantando il Louis Armstrong con il suo tennis migliore, che profuma di grande bellezza. Una vittoria netta, senza discussioni, che lo proietta per la prima volta in carriera nei quarti di finale dello US Open, traguardo che sembrava qualche settimana fa difficile da raggiungere e che oggi è realtà.

Il carrarino ha giocato divinamente, regalando al pubblico presente un campionario completo delle sue qualità: variazioni, fantasia, colpi di tocco e rovesci che hanno disegnato linee sottili come pennellate d’artista. Non è solo il risultato a colpire, ma la naturalezza con cui è arrivato: tre set che hanno messo in luce un Musetti padrone del campo, libero nella mente e leggero nelle gambe, capace di trasformare un match complicato sulla carta in una sinfonia quasi perfetta.

Munar, giocatore solido e ostico, ha provato a resistere, ma è stato travolto dalla qualità e dalla costanza di un avversario che non ha mai concesso un attimo di tregua. La differenza si è vista in ogni scambio, in ogni dettaglio, fino a diventare abissale. Un dominio che ha strappato applausi convinti e che lascia negli occhi di chi ha assistito la sensazione di aver visto un giocatore pronto a fare quel salto definitivo.

Il direttore Ubaldo Scanagatta, unico giornalista italiano presente alla conferenza stampa di Jaume Munar, ha riferito come lo spagnolo abbia dichiarato di essere malato e febbricitante da cinque giorni, al punto da essere rimasto in campo solo per evitare di ritirarsi.

E ora, davanti a Musetti, si apre uno scenario tutto da vivere: il possibile derby nei quarti di finale contro Jannik Sinner, a patto che l’altoatesino superi Bublik. Sarebbe un incrocio storico, la sfida tra i due più grandi talenti del tennis italiano in uno dei palcoscenici più belli al mondo. Grazie a questo vittoria, poi, Lorenzo Musetti scavalca nella classifica live della Race, Jack Draper, issandosi all’ottavo posto, l’ultimo disponibile per giocare le Finals di Torino.

Musetti, un set solido: 6-3 senza rischi

Munar vince il sorteggio e decide di servire. I primi due game scorrono via rapidi: entrambi sono molto efficaci al servizio, concedono appena un quindici in totale e l’unico ace lo firma Musetti, che comunque chiude sempre con la prima. Poi, all’improvviso, arriva la svolta: due errori in costruzione di Munar aprono la porta al break, che l’azzurro sfrutta subito salendo 2-1.
Il carrarino conferma il vantaggio con un turno di battuta importante, solido e concreto, muovendo lo spagnolo da una parte all’altra e mostrando tutta la qualità del suo tennis. Munar prova a reagire ritrovando il servizio e resta in scia sul 3-2; ma nei game di battuta Musetti continua a non concedere nulla: viaggia spedito, tiene a zero il 4-2 con due splendidi rovesci vincenti e non lascia spiragli. Lo spagnolo risponde con un altro game in bianco, ma il copione non cambia: Musetti è saldo, solo un doppio fallo a sporcare le sue percentuali.
Il momento decisivo arriva nel game successivo: sul servizio di Munar, Musetti si procura subito il set point e lo chiude con lo schema che ha funzionato per tutto il parziale, spostando l’avversario in orizzontale fino a costringerlo all’errore lungo. È 6-3 in 33 minuti, senza particolari sofferenze: Musetti non ha mai offerto palle break e al contrario dello spagnolo ha saputo sfruttare le due occasioni giuste, le due palle break, per indirizzare la partita verso il suo lato.  

Musetti straripante: 6-0 nel secondo set

Il secondo parziale riparte con lo stesso copione del primo. Musetti tiene agevolmente il turno di battuta iniziale, mentre Munar arranca fin da subito, anche al servizio. Arrivano tre palle break consecutive e con esse lo strappo che indirizza il set: l’azzurro muove il gioco con fantasia, fa correre lo spagnolo da una parte all’altra, fino a costringerlo all’errore in affanno. Munar, ormai corto di fiato, prova la soluzione disperata col colpo vincente, ma la palla finisce fuori. Musetti stringe il pugno: sa di avere il match in mano.
Il 3-0 è la naturale conseguenza di questa supremazia. L’azzurro propone sempre lo stesso menù, fatto di varietà e di ritmo: mai una palla uguale all’altra, mai uno scambio statico. Munar è costretto a rincorrere di continuo, senza mai riuscire a prendere il tempo. Da lì, altre palle break, altre occasioni: lo spagnolo prova a rimanere aggrappato, ma ancora una volta sbaglia. L’allungo diventa 4-0, pesantissimo.
Il set, di fatto, finisce lì. Sullo schermo del Louis Armstrong appare un dato che fotografa la differenza: Musetti ha già messo a segno 8 vincenti di rovescio, Munar nessuno. In meno di mezz’ora, con un tennis elegante e al tempo stesso concreto, il carrarino piazza un durissimo 6-0 in 26 minuti, mostrando un livello che sembra appartenere a un pianeta diverso rispetto a quello del maiorchino. I numeri raccontano tutto: 7 vincenti a zero. Basta questo per capire la portata del dominio.

Il sigillo finale: Musetti chiude 6-1

Il terzo set si apre con due game interlocutori al servizio. Sull’1-1, però, la partita sembra prendere una piega diversa: Munar si procura tre palle break, inattese come la neve a settembre. La prima è cancellata da un servizio vincente di Musetti, la seconda sfuma su un errore di costruzione dello spagnolo che manda il dritto largo, la terza viene annullata con un capolavoro del carrarino, che lo fa correre da una parte all’altra del campo, ribatte tutto e chiude con uno smash. Munar crolla a terra, esausto.
Un’ulteriore chance si presenta poco dopo, ma appena Musetti decide di cambiare ritmo il game prende la direzione giusta: due punti di fila e 2-1 Italia. Il pericolo, se così si può definire, è scampato. E nel game successivo arriva la resa dei conti: Musetti chiama a rete Munar, lo spagnolo risponde senza convinzione, e l’azzurro piazza un tocco delizioso che lo porta al break del 3-1.
Da lì in avanti la partita non ha più storia. Il copione è già scritto: Musetti domina punto dopo punto, con naturalezza, fino al 6-1 finale che chiude il match. Un risultato netto, che non lascia spazio a dubbi: a vincere è stato il più forte, colui che ha saputo comandare, incantare e mettere in scena un tennis di un livello talmente superiore da stupire tutti. Forse anche se stesso. Approda per la prima volta in carriera nei quarti di finale allo Us Open dove aspetta il vincente tra Sinner e Bublik

Musetti: “Spero di affrontare Sinner”

Sapevo che sarebbe stato un match duro. Sono molto emozionato. Il mese scorso ero triste per il mio gioco, ho perso partite dure pur avendo chance. Il tennis è questo, devi essere sempre concentrato e devi rimanere lì mentalmente. Nelle ultime due settimane l’ho fatto e sono molto orgoglioso di questo. Voglio ringraziare il mio team. Il servizio non stava funzionando molto in precedenza, quindi dovevamo cambiare qualcosa e in una giornata come questa si vede che le cose sono cambiate. Quando avevo bisogno della prima è arrivata in mio supporto. Grazie a tutti gli italiani presenti a New York, è sempre bello avere un tifo anche fuori casa e ovviamente spero di affrontare Sinner. Ovvio che tutta l’Italia e tutto il circuito voglia vedere questo match”.

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