Scenario 2: Jelena Ostapenko
Secondo scenario, direi un po’ più ottimistico. Amanda Anisimova ha dimostrato di possedere un tennis dominante e di estremo attacco. Il suo livello di aggressività nel gioco è tale che, per esempio, nella semifinale dello US Open ha fatto apparire Naomi Osaka come un’avversaria dal tennis molto più ponderato e prudente. E stiamo parlando di Naomi Osaka, una giocatrice che nello scambio ama tenere l’iniziativa. Questo perché anche tra le attaccanti ci sono livelli di aggressività differenti, e Anisimova appartiene alla primissima fascia (ne ho parlato QUI).
Non sono molte le giocatrici con un atteggiamento simile. Se vogliamo fare qualche nome sceglierei la Collins degli ultimi anni, o Dayana Yastremska, e soprattutto Jelena Ostapenko. Per citare un dato: nella classifica per numero di colpi nello scambio della stagione 2025 (classifica che restituisce in modo indiretto il grado di aggressività) al momento Anisimova è quarta, e al primo posto c’è proprio Ostapenko. Quindi ci sono oggettive ragioni tecniche per avvicinare Anisimova a Ostapenko.
Veniamo al sodo: come è stata sino a oggi la carriera di Ostapenko? Con un grandissimo picco nel 2017, quando vinse appena ventenne il Roland Garros e con un ottimo 2018, che le aveva permesso di rimanere in Top 10. Poi però nelle stagioni successive il rendimento si è fatto più erratico e imprevedibile, tanto che oggi Jelena è ritenuta la “mina vagante” del circuito per antonomasia: quando è nella giornata di grazia è capace di annichilire chiunque (vedi per esempio gli scontri diretti con Swiatek), ma quando è nella giornata di luna storta sostanzialmente si sconfigge da sola. Nella sua apparente illogicità di risultati, in realtà una logica esiste: come ho già scritto sopra, se si pratica un tennis ad altissimo rischio basta davvero poco perché un colpo vincente si trasformi in un errore e una vittoria in una sconfitta.
Sino a oggi in carriera Ostapenko ha vinto 11 titoli: non sono pochi. Quest’anno ha conquistato il WTA 500 di Stoccarda, dopo aver sconfitto Swiatek e Sabalenka; e ha anche raggiunto la finale nel WTA 1000 di Doha, fermata proprio da Ansimova. Al contrario negli ultimi Slam ha raccolto pochissimo: appena tre vittorie in quattro Major. Insomma, luci e ombre, come sempre negli ultimi anni. Sarà altrettanto incostante anche il futuro rendimento di Anisimova?
Scenario 3: Petra Kvitova
Ancora un passo in avanti in chiave ottimistica. Un’altra giocatrice di grande attacco è stata Petra Kvitova. Molti dei ragionamenti espressi sopra per Ostapenko valgono in parte anche per Petra. Però la carriera di Kvitova è stata di livello superiore: numero 2 del ranking per diversi periodi, due vittorie a Wimbledon, una alle WTA Finals del 2011 e una finale all’Australian Open. Più una serie di successi con poche eguali nella sua generazione.
Proprio come Ostapenko, anche Kvitova era capace di perdere da giocatrici di caratura molto inferiore, eppure anche nella incostanza di risultati riusciva sempre a trovare il periodo o la settimana giusta per lasciare il segno. Tanto che nel bilancio complessivo della carriera ha finito per raccogliere 31 titoli, vincendone almeno uno all’anno dal 2011 al 2023 (con l’unica eccezione del 2020, stagione monca per via del Covid).
Se paragoniamo Kvitova ad Anisimova, penso ci sia una specifica caratteristica tecnica che le rende molto vicine: la superiore profondità di palla. Anche se una è mancina e l’altra è destra, ci troviamo di fronte a due grandissime colpitrici, capaci di eseguire colpi al rimbalzo di grande potenza ed eleganza. Ma, come detto, soprattutto di grande profondità: sia Petra che Amanda sono due tenniste che con i loro colpi tesi “flirtano” di continuo con la linea di fondo. E grazie alla lunghezza delle loro parabole mettono costantemente in difficoltà le avversarie. Quando la palla rimane in campo, ovviamente…
Per chiudere con questo scenario: se il futuro di Anisimova fosse avvicinabile a quello di Kvitova significherebbe che il circuito femminile ha trovato una stabile protagonista ad alti livelli per le prossime stagioni. Chissà se Amanda firmerebbe per un destino di questo genere o se invece rifiuterebbe, convinta di poter ottenere di più.
Scenario 4: Ashleigh Barty
Siamo all’ultimo scenario, quello più ottimistico. Accostare Anisimova ad Ashleigh Barty significa ipotizzare un futuro da numero 1 del mondo e da plurivincitrice Slam. Ricordo che Barty ha vinto Slam su tre superfici diverse. Impresa riuscita solo a poche, grandi tenniste nella storia.
Però, prima di andare oltre, già mi immagino l’espressione dubbiosa dei lettori. Va bene avvicinare Ansimova a Kenin, tutte e due “russe d’America”. Va bene avvicinare Ansimova a Ostapenko e Kvitova, visto che sul piano dell’impostazione di gioco le affinità sono evidenti. Ma che c’entra Ansimova con Barty?
Mi spiego. Sia Amanda che Ash hanno avuto una parabola di carriera che, almeno per la prima parte, ha alcuni punti di contatto. Tutte e due considerate grandi talenti, e tutte e due ragazzine di successo: Barty vincitrice junior a Wimbledon nel 2011, Anisimova allo US Open del 2017. Poi però l’impatto con il Tour WTA per entrambe si è rivelato molto difficile da digerire. Barty soprattutto per la lontananza da casa, mentre per Ansimova ha molto pesato la morte del padre, che era anche il suo allenatore. Con motivazioni diverse, ma in sostanza c’era una condizione comune: lo stress che la professione esercita su chi ha cominciato con l’etichetta di predestinata e fatica a mantenersi in linea con quelle altissime aspettative.
Proprio per questi problemi sia Ash che Amanda a un certo punto hanno detto basta; senza che ci fossero problemi fisici a fermarle, si sono allontanate dal tennis: mentalmente erano arrivate oltre il limite. Barty ha saltato tutta la stagione 2015, dedicandosi al cricket. Anisimova si è fermata nel 2023, e proprio come Barty aveva annunciato uno stop a tempo indeterminato.
Barty aveva comunicato in questo modo la sua decisione, nel settembre 2014: “Da quando sono tornata dallo US Open io e il mio team abbiamo deciso che sia meglio per me prendere una pausa dal tennis professionistico. Ovviamente è stata una decisione molto difficile perché sta arrivando l’estate australiana, ma dopo averci pensato a lungo, sento sia la decisione giusta”.
Queste invece le parole di Anisimova, nel mese di giugno 2023: “Sto lottando per la mia salute mentale e il mio esaurimento nervoso dall’estate del 2022. È diventato insopportabile per me partecipare ai tornei di tennis. A questo punto la mia priorità è il mio benessere mentale e ho deciso di prendermi una pausa per un po’ di tempo”.
Barty era tornata a competere dopo quasi due anni di lontananza dal circuito, Anisimova ha avuto bisogno di un po’ meno tempo, ma alla fine per tutte e due la scelta di fare un passo indietro per recuperare la serenità mentale si è rivelata positiva. Quando si vive da giovanissime in un ambiente così stressante e competitivo come quello del circuito WTA non è detto che cercare di resistere a oltranza sia l’unico modo di risolvere i problemi.
Ash e Amanda si sono fermate e poi sono tornate, probabilmente con una maggiore consapevolezza nei confronti della loro professione. E da quel momento è cominciata una nuova carriera. Dopo il ritorno, Barty ha dimostrato quanto grandi fossero le sue potenzialità. Saranno altrettanto grandi anche quelle di Anisimova?
