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ATP Shanghai, Rune batte un colpo: “Ho ritrovato disciplina nel mio tennis”. Sarà la volta buona?

Il danese raggiunge il sesto quarto di finale in un 1000: “Devo pensare partita dopo partita”. Adesso Vacherot, poi Djokovic o Bergs. È la volta buona per Holger?

Ultimo aggiornamento: 10/10/2025 10:05
Di Beatrice Becattini Pubblicato il 09/10/2025
9 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Holger Rune - Cincinnati 2025 (foto X @ATPTour_ES)

L’aura del predestinato continuerà a seguirlo ancora per un po’ prima di andare ad attanagliare qualcun altro, perché ad appena 22 anni le speranze non possono infrangersi per qualche promessa non mantenuta. Holger Rune è consapevole di aver ceduto terreno rispetto ai giocatori che lo precedono in classifica, dopo aver raggiunto, nell’estate del 2023, la quarta posizione del ranking. Lo ha detto anche Simone Vagnozzi di recente: “Tanta gente del mondo del tennis diceva che Rune era molto più avanti di noi…”.
Anni persi alla ricerca di un equilibrio, prima fuori dai campi di gioco, con un team che sembra non trovare la quadra con l’allenatore più giusto, e macchiati di qualche problema fisico di troppo.
Forse è ingiusto parlare di tempo sprecato, perché ognuno ha la sua strada da percorrere. Però per il danese è il momento dimostrare che a qualcosa è servito un percorso che si è allungato di stagione in stagione. E a Shanghai l’occasione è delle più prelibate. Nel Masters 1000 cinese le teste di serie faticano a confermare la loro forza. Tra la prossimità della chiusura dell’anno tennistico e il caldo umido che sta menomando i giocatori, Rune è, ranking alla mano, la quarta forza rimasta ancora in gara. Considerando che Alex De Minaur e è dall’altra parte, dovrebbe e potrebbe contendersi il posto in finale con Novak Djokovic.

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Lo spirito combattivo e l’ordine ritrovato: così Rune affronta partita dopo partitaSei quarti di finale in altrettanti Masters 1000

Lo spirito combattivo e l’ordine ritrovato: così Rune affronta partita dopo partita

Dopo la vittoria agli ottavi di finale contro un avversario sempre infido come Giovanni Mpetshi Perricard, Holger si presenta in conferenza stampa soddisfatto di come sta portando avanti il torneo: “È andata bene. Per lo più il mio spirito combattivo è molto buono. Il primo incontro è stato fantastico. Il secondo è stato un po’ diverso, ho combattuto di più contro il caldo. Oggi è stato di nuovo un match di alto livello. Ancora una volta una partita un po’ diversa perché non c’era molto ritmo. In un certo senso, è stato più che altro una questione di servizio, risposta e primo colpo. Come ho detto, è andata molto bene, e il prossimo incontro porterà una sfida diversa”.

Ai quarti di finale incrocerà la rivelazione della competizione, il monegasco Valentin Vacherot, contro cui il numero 11 del mondo parte con tutto il favore dei pronostici. Anche se pare non volerci pensare. L’entusiasmo c’è e forse non ha mai abbandonato Holger, neanche quando la top 10 si allontanava con pericolosa rapidità. Nel match contro Perricard ha ritrovato anche quella disciplina che nei momenti più concitati viene spesso spazzata via dal caos tennistico, che toglie lucidità all’esuberanza scoppiettante del danese. Perché un bagaglio di colpi così ampio e variegato deve trovare il supporto di una certa diligenza.

81% di punti portati a casa con la prima di servizio e 71% con la seconda, turni di battuta sempre difesi e un saldo di 36 vincenti e 9 errori. “È molto bello. Non lo sapevo, ma è una bella cosa” commenta. “Ancora una volta, penso di aver giocato in modo molto, molto disciplinato oggi. Ho preso quasi sempre la decisione giusta durante tutta la partita. Non cercavo di fare qualcosa di straordinario, mi sono semplicemente concentrato e ho cercato di fare le cose giuste. Cercare di giocare in modo aggressivo, perché non vuoi lasciargli troppo l’iniziativa. Accettare anche quando colpisce forte, cercare di mantenere bene la mia posizione in campo, per non dargli troppo spazio dove giocare e davvero provare a usare il dritto per entrare dentro il campo e, se possibile, anche andare a rete. Penso che si tratti solo di lottare per ogni punto, accettando qualsiasi cosa accada”.

Sei quarti di finale in altrettanti Masters 1000

Probabilmente è presto per immaginare un’eventuale finale, che sarebbe la seconda a livello 1000 del 2025. Prima di uscire sconfitto per mano di Jack Draper a Indian Wells, l’ultimo atto mancava dagli Internazionali d’Italia del 2023. In questa stagione Rune sta rimettendo insieme i pezzi del suo io tennistico, sgretolatisi nella rincorsa al vertice. A Barcellona, pur sfruttando l’infortunio di Carlos Alcaraz, è tornato a mettere un trofeo in bacheca dopo due anni – il quinto in totale – ed è rientrato in top 10, seppur per un breve periodo. Con quelli di Shanghai, Holger ha raggiunto i sesti quarti di finale in altrettanti Master 1000 diversi.

“Adoro giocare i Master. Penso che i Master e gli Slam siano, per tutti e anche per me, i tornei più importanti. È lì che cerco di esprimere il mio miglior tennis. È dove conta di più e ogni volta che scendo in campo darò battaglia” ha puntualizzato.

E sul grande caldo e l’umidità si schiera per una norma certa, che tuteli la salute dei giocatori: “Penso che dovrebbe esserci una regola sul caldo, come nei tornei del Grande Slam, ogni giocatore sarebbe d’accordo su questo”.
Dopo il malore accusato nel corso del match contro Humbert, il danese si era lasciato andare a uno sfogo molto duro. “Volete che qualcuno muoia in campo?” aveva urlato indirizzandosi al giudice di sedia e, di conseguenza, ai vertici dell’ATP.
“Oggi è andata meglio, come hai detto tu, faceva meno caldo. Ma anche se faceva meno caldo, con una temperatura più “normale” oggi sarebbe comunque stato molto caldo. Credo che fossero circa 31 gradi e molto umido. Ma rispetto agli altri giorni, è stato comunque piuttosto brutale. Quindi penso che dovrebbe esserci una qualche regola. Possiamo sopportare un certo livello di calore perché siamo in forma, siamo forti, anche mentalmente, ma c’è sempre un limite. Penso sia anche importante prendersi cura della propria salute. Dobbiamo sopravvivere. Credo che serva una regola — non che si debba interrompere appena si supera una certa soglia, ma come nei tornei del Grande Slam, dove si ha una certa sensibilità su quando la situazione è un po’ troppo estrema e magari si aspetta un po’ per vedere se la temperatura cala”.

Insomma, pur mancando all’appello i migliori due giocatori del mondo – Alcaraz ha dato forfait prima del torneo mentre Sinner si è ritirato strada facendo – le difficoltà sono plurime per i contendenti al titolo – qui Pietro Sanò analizza chi potrebbe approfittare della situazione.

Nell’eterno ritorno che andiamo sempre cercando, la riproposizione di una rivalità a tre come è stato per i Big Three è una delle più bramate. Delineatosi l’oligopolio Alcaraz-Sinner, l’attesa è tutta per il terzo incomodo. Come nei migliori romanzi, il personaggio di Rune sarebbe – o sarebbe stato? – il perfetto antagonista, diverso e complementare rispetto a Carlos e Jannik. La Cina potrebbe essere il trampolino di (ri)lancio per Holger. Nel 2022 per trionfare a Parigi-Bercy a soli 19 anni ha dovuto compiere un’impresa, consacrandosi come il primo tennista a battere cinque top 10 consecutivi (Finals escluse). Adesso con un tabellone più sguarnito ma il clima avverso, ha la possibilità di smentire chi ha perso le speranze nei suoi confronti.


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TAGGED:ATP Shanghai 2025Holger Rune
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