Djokovic, Federer, Zverev, Anderson, Cilic, Thiem, Nishikori, Isner. Gli otto partecipanti alle ATP Finals 2018, l’ultima edizione del torneo di fine stagione senza né Daniil Medvedev né Stefanos Tsitsipas. Due terzi del trio che, insieme ad Alexander Zverev, avrebbe dovuto prendere le redini dei Big Three alla guida del tennis mondiale. Che le cose non siano andate così è storia più che cronaca, lo dimostrano un solo Slam vinto (US Open 2021 da Medvedev) e tanti, troppi piazzamenti. Con più rimpianti che esultanze. Gli anni sono passati, inesorabili, e il 2025 sembra aver segnato la fine definitiva della Next Gen, spesso definita anche Sandwich Generation.
La vecchia oasi delle Finals
Non Slam né best ranking, ma ad unire da un punto di vista di traguardi tennistici sono proprio le ATP Finals, unico torneo vinto da tutti e tre: Zverev nel 2018 e 2021, Tsitsipas nel 2019, Medvedev nel 2020. Nell’edizione del 2025, come nell’ultima senza il greco e il russo, rimane solo Sascha. Che in termini di costanza e risultati è il migliore dei tre, pur essendosi fermato al n.2 e tre volte in finale Slam. Ma è l’unico che ancora sembra in zona dei big: Daniil non si è qualificato, venendo matematicamente escluso nella settimana di Parigi solo grazie a un ultimo mese positivo. Ma mai aveva dato la sensazione di poter essere tra i migliori otto. La situazione di Tsitsipas è ancora peggiore: per la prima volta dal 2017 il greco ha finito la stagione fuori dai primi 30, e non è mai stato neanche lontanamente vicino all’élite del tennis mondiale, salvo un paio di mesi a inizio stagione grazie alla vittoria a Dubai.
Sascha, e tu?
Zverev, pur senza brillare, è arrivato al torneo di Torino da n.3 del mondo. Un solo titolo 500, neanche una finale 1000 (gli era capitato, dal 2017 in avanti, solo nel 2023 post infortunio) e risultati non consoni alla sua costanza. Alle ATP Finals l’esordio, pur vittorioso, ha rimesso in mostra i soliti difetti. Shelton, tesissimo, gli ha dato una buona mano. Ma nei momenti di maggior tensione, quando la posta scottava, il tedesco si è più spesso rifugiato nella vecchia passività da fondo, sfogandosi con un’esultanza forse smodata per una vittoria alla prima di round robin. In un modo o nell’altro, rimane quantomeno al top. Non è l’unico a Torino nato negli anni ’90 (Fritz è del 1997, de Minaur del 1999), ma l’unico che prometteva una carriera da leader del grande tennis. Che non si è mai tramutata in realtà.
Cosa resterà degli anni ’90?
Parafrasare il titolo della canzone di Raf è sicuramente un riferimento romantico, ma qui si parla di fatti tennistici, nudi e crudi. E la realtà è che la generazione degli anni ’90 è stata infine schiacciata dai nati nel 2000. Rublev, che per la prima volta dalla qualificazione inaugurale del 2020 ha saltato le Finals, aveva dichiarato: “Posso continuare a rimanere bloccato nella top 20 e lasciare che tutti i giovani giocatori mi trascinino sempre più giù, oppure posso provare a cambiare tutto radicalmente e concedermi un’altra possibilità nella mia carriera”. Parole decise, che sicuramente manifestano una volontà di non lasciarsi travolgere da quella che sempre più è un’onda verde che sta colpendo il grande tennis.
Thiem, l’unico altro Slammer della generazione insieme a Medvedev, si è ritirato. E anche lui, con due finali e varie partite epiche, alle Finals si era sempre espresso al massimo. Così come si era sempre espresso nel migliore dei modi Casper Ruud, a cui la qualificazione nel 2025 è sfuggita. Segnando, per la prima volta, una maggior presenza di giocatori nati dal 2000 in poi rispetto ai nati negli anni ’90. Vediamo il dato dal 2016, prima edizione delle Atp Finals con due membri nati nei ‘90, Raonic e Thiem (l’asterisco vuol dire subentro di una riserva a torneo iniziato):
| ’80 | ’90 | 2000 | |
| 2016 | 6 | 3* | 0 |
| 2017 | 3 | 6* | 0 |
| 2018 | 6 | 2 | 0 |
| 2019 | 3 | 5 | 0 |
| 2020 | 2 | 6 | 0 |
| 2021 | 1 | 8* | 1* |
| 2022 | 2 | 5 | 1 |
| 2023 | 1 | 5* | 3 |
| 2024 | 0 | 6 | 2 |
| 2025 | 0 | 3 | 5 |
Dunque per la prima volta, complice la rinuncia di Djokovic all’ultima curva, i ragazzini terribili del nuovo millennio hanno scavalcato i “fratelli maggiori” degli anni ’90. Un dato statistico e poco più? Sarebbe riduttivo leggerla in questi termini, visto che si tratta di un numero che trasmette il passaggio, ormai consumato, da una generazione all’altra.
Quote e bonus ATP Finals 2025
Il mondo del tennis attende due nomi: Sinner e Alcaraz. Torino è in visibilio per una lotta al n.1 che potrebbe decidersi alle Finals, come non accadeva dal 2016 con Murray e Djokovic. E sono chiaramente i grandi indiziati per vincere i rispettivi gironi ed incrociarsi poi in quella che sarebbe una storica finale dei sogni. Su quest’asse va la proposta di Goldbet e Lottomatica: con questa speciale offerta, sarà possibile ricevere un bonus ad ogni partita vinta da uno dei due fenomeni del tennis mondiale.
Come ottenere il bonus?
- Registrati su Lottomatica o Golbet e valida il Conto Gioco;
- Effettua la prima scommessa in singola, di almeno 10€, sull’ Antepost – ATP Finals 2025 selezionando il VINCENTE tra: Jannik, Sinner o Carlos, Alcaraz; oppure effettuare la prima scommessa in singola, di almeno 10€, su chi sarà per te il vincitore della finale del 16 Novembre;
- riceverai 20€ di Bonus Sport per ogni MATCH VINTO dal tennista che hai scelto (Sinner o Alcaraz) durante gli incontri in Singolare Maschile dal 10 Novembre alla finale del 16 Novembre, fino a un massimo di 100€ di Bonus.
L’iniziativa è valida solo per i nuovi iscritti Lottomatica che avranno soddisfatto i requisiti di partecipazione e che risulteranno correttamente associati ai tracking link che attivano l’offerta promozionale.
VALIDITÀ: dal 06 Novembre al 16 Novembre 2025
Past Gen
I numeri raramente mentono, e sembra che ormai i giorni di gloria per chi avrebbe dovuto essere alla guida del tennis siano alle spalle. Da un giocatore come Medvedev ci si potrebbe aspettare forse un ultimo squillo, sembra che qualche cartuccia ancora ci sia. Fritz si dimostra un giocatore di primo piano, ma non è abbastanza per vincere i grandi tornei. Il grande cruccio di Zverev, spesso definito “il più forte a non aver mai vinto uno Slam“, sembra però destinato a rimanere tale. Perché la nuova generazione, o meglio Sinner e Alcaraz, ha ormai scoccato il volo.
Hanno vinto gli ultimi 8 Slam, e quest’anno sette 1000 su nove sono andati ai nati negli anni 2000 (fanno eccezione Ruud a Madrid e la clamorosa vittoria di Vacherot a Shanghai). Promettevano fuoco e fiamme, e almeno alle Finals, due set su tre e in uno spettacolo avvolgente dentro e fuori dal campo, i primi Next Gen sapevano dire la loro. Il tempo, ormai, li ha sorpassati. E anche la grande kermesse di fine stagione si è adeguata al mondo che verrà.
