ATP Finals, il futuro è adesso: Maestro Zverev supera Djokovic

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ATP Finals, il futuro è adesso: Maestro Zverev supera Djokovic

Nole battuto in due set. Sascha è il primo tedesco a vincere le Finals dai tempi di Becker (’95). Prestazione molto passiva per il serbo che manca l’aggancio al record di Federer

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Dal nostro inviato a Londra

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 6-4 6-3

 

Nell’ordine, Isner, Zverev, Cilic, Anderson, stasera in finale ancora Alexander Zverev: l’altezza media degli avversari che il numero uno del mondo Novak Djokovic si è trovato di fronte in questa edizione 2018 delle ATP Finals supera comodamente i 2 metri. Non credo sia mai successo prima che un giocatore affrontasse esclusivamente lungagnoni simili per un intero torneo. Visti i risultati ottenuti finora, vittorie comode con tutti, condite da strisce statistiche impressionanti (in particolare, il rendimento al servizio, 36 turni di battuta tenuti lasciando a chi rispondeva solo 32 punti, meno di uno a game, incredibile), è evidente che i bombardieri dalle leve lunghe il buon vecchio Nole se li gestisce senza grossi problemi. Se ci mettiamo anche che negli ultimi due incontri Sascha ha racimolato la miseria di 8 giochi totali, compresi i 5 di mercoledì nel girone, la faccenda appare quasi insormontabile per il tedesco. Precedenti totali, 2-1 per il serbo. Nelle precedenti 18 occasioni in cui in finale si è avuta una rivincita del match giocato nel girone, 9 volte ha vinto chi aveva perso in precedenza.

La partita è buona fin dall’inizio, Zverev e Djokovic si attaccano a vicenda con bella grinta, servono bene, il pubblico della O2 Arena (tutto esaurito in ogni ordine di posti) si diverte parecchio. Contrariamente a quello che le caratteristiche dei giocatori potrebbero far pensare, spesso è Sascha a farsi valere in difesa e contrattacco, davanti alla pressione e agli anticipi del serbo. Fino al 4-4, nessun pericolo per chi è alla battuta, anche se – rispetto alla perfezione quasi assoluta dei giorni scorsi – qualche minima incertezza da parte di Nole al servizio si intravvede. I numeri dicono 62% di prime palle in campo Djokovic, 84% Zverev, la differenza è sostanziale. E i nodi vengono al pettine proprio nell’ottavo game, con un paio di errori del serbo, tra cui una brutta volée giocata da troppo lontano, e un dritto affondato malamente in rete: incredibile ma vero, ecco il primo break subìto da Nole nel torneo, 5-4 Sascha. Il giovane tedesco non trema, anzi, nel game decisivo: 3 ace di fila, che lo portano ad altrettanti set-point, il secondo, con l’errore il lunghezza di Djokovic, è quello buono, 6-4 e un set a zero per lui. Sorpresa notevole, la situazione si fa interessante nell’ottica dell’avere un match lottato, avesse perso il primo parziale, sarebbe stato difficile immaginare una rimonta di Zverev. Gli spettatori, che evidentemente dopo le inqualificabili scene alla fine dell’incontro con Federer si sentono un po’ in colpa con Sascha, lo incoraggiano con convinzione.

Il momento di crisi al servizio di Nole prosegue in avvio di secondo set, la prima palla lo tradisce, Zverev regge alla grande da fondocampo, arrivano altri errori gratuiti, e due palle break non consecutive. Nella prima occasione Djokovic si salva col servizio, nella seconda, propiziata da un rovescio in rete, dopo uno scambio tiratissimo, il drittone chiuso da Sascha fa venire giù lo stadio, e cosa per lui ancora più importante, lo manda avanti 1-0 e battuta. Due break di fila subiti dal giocatore che alla battuta aveva letteralmente nascosto la palla a tutti per l’intera settimana, che sport strano e imprevedibile a volte il tennis. Come se si fosse reso conto all’improvviso del consistente vantaggio conquistato, e gli fosse balenata in mente la consapevolezza di potercela fare, Zverev si contrae in modo inaspettato. Due doppi falli e la solita gran manovra da dietro del serbo portano al controbreak immediato, siamo 1-1. Il match è appassionante, la cosa interessante è che gli scambi lunghi, oltre i 7-8 palleggi, li vince spesso Sascha. Le percentuali al servizio di Nole non migliorano (sta galleggiando intorno al 50-55% di prime palle in campo, mentre Zverev è fisso sopra l’80%), si trova sotto 15-40 anche nel terzo game, continua a sbagliare parecchio (4 vincenti e 14 errori ora, 15-12 Sascha), e arriva ancora il break, sono 3 di fila, che roba. Bravo il tedesco con attacchi e passanti, tiene a 30, e sale 3-1. Finalmente un turno di servizio tenuto di autorità da Djokovic, che rimane in scia, dovrà scuotersi rapidamente se vuole rimettere in carreggiata la partita. Brutto inizio di sesto game per Sascha, con doppio fallo (il terzo del set) e rovescio largo, ma una bella discesa a rete, due bastonate al servizio e un errore di Nole gli danno il 4-2. Non ne immagino il motivo, ma l’impressione dalla tribuna è che Djokovic sia meno intenso e concentrato del solito, più che nel gioco lo si intuisce dal linguaggio del corpo, e dalle scarne reazioni emptive all’andamento del punteggio. Uno che di solito caccia i suoi proverbiali “urli di guerra” anche in momenti di assoluto controllo del match, oggi sta oggettivamente combinando diversi pasticci, e pare che la cosa non lo infastidisca nemmeno. Non che mi auguri lanci di racchetta o cose simili, ma un minimo di grinta esibita, anche per far sentire al giovane avversario che ci sei e che non gliela mollerai facilmente, ci vorrebbe.

La confusione anche tattica, strana e inaspettata, che attanaglia Nole stasera è ben evidenziata anche da un paio di discese a rete senza senso, su cui fa pure punto, ma che non ci stavano assolutamente. In un amen Sascha sale 5-3, e poi grazie agli errori incessanti del serbo, va 15-40 e due match point. Annullato col servizio il primo (anche qui, un serve&volley a dir poco azzaredato), e poi il passante lungolinea di Zverev lo decreta Maestro del 2018. Va a terra Sascha, per poi ricevere l’abbraccio dell’avversario. Titolo pesante, probabilmente il primo di tanti per lui. Strameritato, dopo aver sconfitto in fila due leggende come Federer e Djokovic. Potrebbe essere l’alba di una nuova e bella storia nel tennis, e con il massimo rispetto per il fuoriclasse sconfitto, non può che far bene al nostro sport.

DJOKOVIC – “Congratulazioni Sascha, hai giocato meglio che nel girone! (sorrisi). Spero di vedervi ancora tutti per molti anni qui, mettendo le cose in prospettiva è stata una bella stagione per me, devo ringraziare il mio team, e tutti i fan che rendono il tennis speciale. Grazie a tutti!”

ZVEREV “Ora come ora non posso descrivere le mie sensazioni. Congratulazioni Novak, hai giocato in modo incredibile tutta la settimana, per fortuna non contro di me oggi! Abbiamo parlato parecchio insieme in questi giorni, non solo di tennis, sei una gran persona. Complimenti al tuo team, aver avuto un intervento chirurgico e poi risalire al numero uno è un’impresa. Ringrazio il mio team, ovviamente, mio padre che è stato il mio primo coach, Ivan, grazie di esserti unito alla squadra, mi pare che abbiamo iniziato abbastanza bene no? (risate)”

RIVINCITE IN FINALE

Esiti opposti rispetto al girone

2018: Zverev b. Djokovic 6-4 6-3
2015: Djokovic b. Federer 6-3 6-4
2005: Nalbandian b. Federer: 6-7 6-7 6-2 6-1 7-6
2000: Kuerten b. Agassi 6-4 6-4 6-4
1999: Sampras b. Agassi 6-1 7-5 6-4
1996: Sampras b. Becker 3-6 7-6 7-6 6-7 6-4
1994: Sampras b. Becker 4-6 6-3 7-5 6-4
1990: Agassi b. Edberg 5-7 7-6 7-5 6-2
1989: Edberg b. Becker 4-6 7-6 6-3 6-1
1976 Orantes b. Fibak: 5-7 6-2 0-6 7-6 6-1

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Davidovich Fokina sorprende Hurkacz a Montpellier. Marcora fuori a Singapore

Al “Sud De France” fuori anche Dusan Lajovic. Nella città-Stato John Millman cede il derby a Matthew Ebden

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Dopo l’inopinato KO occorso ieri a Jannik Sinner altre due teste di serie di spicco hanno dovuto abbandonare anzitempo il Sud della Francia. Il primo foglio di via è toccato a Hubert Hurkacz, il quarto favorito in gara, cacciato senza troppi riguardi da Alejandro Davidovich Fokina. Nonostante un infortunio alla caviglia patito all’inizio del secondo set che in principio sembrava poter essere menomante alquanto, il tiratore da Malaga ha dominato il polacco in modo piuttosto comodo, sovvertendo il pronostico e concorrendo a comporre il quarto di finale meno prevedibile del lotto.

Il suo avversario nella final eight sarà infatti Egor Gerasimov, il quale ha fatto pesare ad Aljaz Bedene le quasi tre ore servite per eliminare Jannik Sinner nel pomeriggio di ieri. Il bielorusso, che ha giocato una partita sicuramente solida, ha approfittato dei molti scialacqui offerti dallo sloveno con passaporto brit, incapace di difendere un break di vantaggio tanto nel primo quanto nel secondo set. Disco rosso anche per Dusan Lajovic, la cui testa di serie era forse un pizzico sovradimensionata rispetto alle reali doti del serbo lontano dall’amato rosso. Bravo ad approfittarne Dennis Novak: il numero ottantacinque ATP nei quarti di finale sfiderà Peter Gojowczyk, che ha eliminato al termine di un match-fiume Jiri Vesely. Per completare il quadro manca un ultimo tassello: spera di incastrarlo la prima testa di serie Roberto Bautista-Agut, impegnato nell’ultimo incontro di giornata contro il qualificato francese Gregoire Barrere.

IN ASIA – A Singapore i primi tre quarti rispetteranno pedissequamente le gerarchie imposte dal ranking, visto che tutti i graduati in zona hanno saltato l’ostacolo ottavi più o meno agevolmente. Tra questi la prima testa di serie Adrien Mannarino, il quale non ha lasciato scampo al nostro Roberto Marcora, comunque autore di una partita commendevole. Il mancino francese al prossimo round avrà Radu Albot, faticosamente emerso da una complessa battaglia con Yannick Hanfmann. Pochi grattacapi anche per il caldissimo Soonwoo Kwon, recente campione al Challenger “Biella 2”: il coreano ancora una volta ha fatto valere la propria dimestichezza con le superfici tra il rapido e il rapidissimo per sbarazzarsi in due del giapponese Uchiyama, e sfiderà Marin Cilic in un incontro molto aperto. Sorprese solo in basso, dunque: già eliminato all’esordio Lloyd Harris, oggi ha lasciato la compagnia anche John Millman, secondo favorito ai nastri di partenza, sconfitto nettamente nel derby da Matthew Ebden.

 

Risultati

Montpellier, ottavi:

E. Gerasimov b. A. Bedene 6-4 7-6(4)
[Q] P. Gojowczyk b. J. Vesely 6-7(3) 7-6(4) 6-3
A. Davidovich Fokina b. [4] H. Hurkacz 7-5 6-2
D. Novak b. [3] D. Lajovic 7-6(5) 7-5
[1] R. Bautista Agut vs [Q] G. Barrere

Singapore, ottavi:

[6] R. Albot b. Y. Hanfmann 6-7(2) 7-6(7) 6-3
[WC] M. Ebden b. [2] J. Millman 6-4 6-1
[1] A. Mannarino b. R. Marcora 6-3 7-5
[8] S. Kwon b. Y. Uchiyama 6-3 6-4

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ATP Montpellier: Sonego doma Korda, Bedene (e la schiena malconcia) eliminano Sinner

Sinner si arrende al tie-break del terzo set, anche per problemi alla schiena. Sonego alza il livello del suo tennis e supera l’insidia del talento statunitense

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Una delle migliori versioni della carriera sul cemento di Aljaz Bedene supera a sorpresa, dopo due ore e quaranta di battaglia, la testa di serie numero 5 del torneo – il nostro Jannik Sinner – al primo turno (3-6 6-2 7-6).

Le premesse sembravano ben diverse. Sinner è autoritario al servizio e in tutto il primo set lascia le briciole a Bedene nei suoi turni di battuta. Lo sloveno riuscirà a vincere solamente tre punti in risposta in tutto il primo set. L’aggressività di Sinner si sente anche in ribattuta e una seconda leggera condanna Bedene a subire il break nel quarto game. Da quel momento Sinner alza ulteriormente le marce e non si guarda più indietro.

La musica cambia nel secondo set, sia per colpa del calo di Sinner che per un Bedene oggi extralusso nei colpi offensivi. Il numero 34 del mondo cala di quantità e qualità di prime e i suoi turni di battuta ne risentono. Il nativo di Lubiana nota il calo di livello dell’avversario e prende fiducia al servizio e nel gioco da fondo. Il break è una naturale conseguenza: il tennista sloveno sfrutta gli errori di Sinner e guadagna tre palle break. L’azzurro è bravo a rimontare lo 0-40, ma Bedene non fallisce la quarta palla break e passa avanti per la prima volta nel match. Ora Sinner è in confusione e al momento di servire per restare nel set paga l’ennesimo passaggio a vuoto che chiude il secondo set. 6-2 Bedene.

 

Il terzo set si apre all’insegna dell’equilibrio. Entrambi hanno l’opportunità di breakkare ma i servizi reggono e si arriva al tie-break. Il parziale decisivo arriva e Sinner va subito avanti di un mini-break. L’inizio sembra promettente ma per il tennista italiano arrivano subito i guai. Già dopo il secondo punto Sinner comincia a toccarsi la schiena e dopo tre dritti consecutivi steccati è costretto a chiamare il medical time-out per dolori lombari. Dopo il trattamento la situazione non migliora e Bedene chiude senza problemi il tie-break per 7-3. Sinner perse al primo turno del torneo di Montpellier anche lo scorso anno, quella volta contro Mikael Ymer. Sarà direttamente nel tabellone di Rotterdam senza wild card, a causa del forfait di Matteo Berrettini. Andrà però valutata la gravità dell’infortunio alla schiena che lo ha limitato al momento decisivo.

A cura di di Giorgio Di Maio


SONEGO VA

La versione francese di Lorenzo Sonego si conferma più convincente di quella australiana. Il torinese si è guadagnato in sicurezza i quarti di finale del 250 di Montpellier, onorando la settima testa di serie del tabellone. A differenza di quanto accaduto all’esordio, stavolta gli sono bastati due set per risolvere l’insidioso incrocio con Sebastian Korda (6-3 6-2).

La stellina statunitense, ormai in top 100, arrivava da soli sei ko negli ultimi 31 match. Pratica rischiosa. Il numero quattro d’Italia è però cresciuto in sicurezza rispetto a quanto mostrato all’esordio contro Gaston, quando comunque, nel parziale decisivo, non c’è stata storia.

Per battere il figlio d’arte, gli è servita appena un’ora e un quarto. Trovando la chiave per far girare a proprio favore ciascuno dei due set. In quello d’apertura, ha sofferto nel corso del terzo turno di servizio in cui si è fatto riprendere da 40-0, trovandosi costretto ad annullare due palle break. Ostacolo però superato, con il break risolutivo piazzato nel game successivo. Frizzante ma discontinuo il tennis con cui Korda ha approcciato la partita: efficace il rovescio, meno brillante in generale la lettura delle situazioni. Facendo base sulla solidità del suo servizio, Lorenzo ha chiuso 6-3 vincendo 11 degli ultimi 13 punti in battuta.

Il secondo set inizia con lo statunitense più ordinato, attento a limitare gli svolazzi per non regalare punti al numero 36 del mondo. Ma il quinto game, quello del break che ha sostanzialmente chiuso i conti, Sonego se l’è preso anche d’esperienza. Bravo a non deconcentrarsi su una palla di Korda chiaramente fuori sulla quale, però, si è continuato a giocare. Doppia palla break, la seconda capitalizzata punendo con un passante chirurgico una delle non impeccabili discese a rete del giovane Sebastian. Il 4-2, che ha spaccato definitivamente la partita, si è concretizzato nel game successivo quando il servizio (più efficaci sia le prime, sia le seconde) l’ha fatto risalire agevolmente da 0-30.

Arriva così il quarantesimo successo a livello ATP e il quarto di finale numero quattro in carriera. Dopodomani, la sfida al vincente tra Benjamin Bonzi e un David Goffin che di questi tempi non pare invulnerabile. “Non è stato semplice – ha commentato a caldo l’azzurro, 36 ATP – ho giocato meglio rispetto alla prima partita. Il mio servizio mi aiuta, sto lavorando per completare il mio tennis anche in risposta“. Per diventare sempre più universale. Sul veloce indoor, dalla super settimana di Vienna a ottobre, sembra sia scattata la magia.

A cura di Pietro Scognamiglio

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Andy Murray lotta un set poi si scioglie contro Gerasimov a Montpellier

Lo scozzese non sfrutta un set point nel tie-break del primo parziale e poi riesce quanto meno a evitare il bagel nel secondo. Stessa sorte per Lucas Pouille

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Andy Murray in allenamento a Montpellier (via Twitter, @OpenSuddeFrance)

Si era presentato a Montpellier con le migliori intenzioni. Nelle ultime settimane si era dedicato solo a sé stesso, agli allenamenti e a giocare più match possibili – con tanto di finale raggiunta nel Challenger di Biella – ma comunque tutto ciò non è bastato per superare il primo turno del torneo ATP 250 francese. Andy Murray era presente grazie ad una wild card e il sorteggio gli aveva messo di fronte Egor Gerasimov, tennista solido, stabilmente tra i primi 100 del mondo, ed infatti la sfida si è subito presentata ostica. Si può facilmente affermare che tutto si sia deciso nel primo set durato 72 minuti dove, salvo un break con immediato contro-break nella parte centrale, non ci sono stati sussulti a livello di punteggio. I duri scambi e il protrarsi delle operazioni ovviamente sono andati a discapito dello scozzese e infatti nel tie-break è stato lui il primo ad andare sotto 6 punti a 4. Dopo i primi due set sciupati comunque, il bielorusso ha concesso qualcosa a Murray il quale però non è riuscito a far suo il parziale nell’unica occasione avuta sul 7-6, e alla fine ha finito per cedere 10 punti a 8.

Nel secondo set Gerasimov ha continuato a macinare punti con la prima di servizio (chiuderà con 12 ace totali e 78% di punti vinti) mentre l’ex numero 1 ha lottato quel tanto che bastava per impedirgli di subire un eccessivo ed ingiusto 6-0. Il suo unico game è arrivato infatti sul 5-0 e per farlo ha anche annullato match point, ma in sostanza ha solo prolungato di qualche minuti la sua permanenza in campo. Una sorte simile è toccata anche a Lucas Pouille. Il francese era impegnato in un derby transalpino contro il 24enne Benjamin Bonzi, e quest’ultimo è riuscito a far suo l’incontro prima aggiudicandosi un parziale al tie-break annullando set point, e poi nel secondo set sfruttando un calo fisico e mentale del suo avversario.

Risultati:

E. Gerasimov b. [WC] A. Murray 7-6(8) 6-1
D. Novak b. G. Simon 7-6(5) 1-6 6-3
J. Vasely b. M. Ymer 6-1 6-1
[WC] B. Bonzi b. L. Pouille 7-6(6) 6-2
P. Gojowczyk b. J. Struff 6-3 6-4
T. Griekspoor b. M. Giron 6-2 6-7(5) 6-3

 

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