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Coppa Davis

Coppa Davis, il viaggio tra le finali disputate dall’Italia, da Pietrangeli a Sinner

Dalla prima giocata nel 1960 contro l'Australia, passando per il successo in terra cilena sino alle vittorie di Malaga, tutte le nove finali azzurre

Ultimo aggiornamento: 23/11/2025 18:30
Di Giuseppe Di Paola Pubblicato il 22/11/2025
15 min di lettura 💬 Vai ai commenti
La squadra italiana di Coppa Davis - Davis Cup Finals 2024 Malaga (Photo by Matt McNulty/Getty Images for ITF)

La vittoria di Flavio Cobolli su Zizou Bergs, al termine di un match al cardiopalma deciso solo dal tie-break del terzo set, unita al successo di Matteo Berrettini su Collignon, ha proiettato l’Italia nella sua terza finale consecutiva di Coppa Davis. La Nazionale, bicampione in carica (vincitrice nel 2023 e 2024), si è guadagnata l’accesso all’ultimo atto delle Finals 2025, la prima fase finale che gli azzurri giocano davanti al pubblico amico di Bologna.

Sezioni
1960: Australia-Italia 4-11961: Australia – Italia 5-01976: Cile – Italia 1-41977: Australia – Italia 3-11979: Stati Uniti – Italia 5-01980: Cecoslovacchia – Italia 4-11998: Italia – Svezia 1-42023: Australia – Italia 0-22024: Italia – Paesi Bassi 2-0

In attesa di disputare la decima finale della sua storia contro la vincente della sfida tra Germania e Spagna, ripercorriamo le nove finali precedentemente raggiunte dagli azzurri (con tre successi e sei sconfitte), ognuna delle quali segna un capitolo unico nel tennis italiano.

1960: Australia-Italia 4-1

Era l’edizione numero 49 della Coppa Davis e il format era ovviamente diverso da quello attuale. Si disputavano tre tornei zonali (Europa, America e Est) e l’Italia risultò vincitrice del tabellone europeo battendo in finale la Svezia. Questo successo proiettò l’Italia, guidata dal capitano Vanni Canepele, alle sfide interzonali, dove sconfisse gli Stati Uniti (interrompendo la loro striscia di finali consecutive aperta dal 1936) guadagnandosi il diritto di sfidare i campioni in carica nell’allora Challenge Round.

La finale fu giocata dal 26 al 28 dicembre al White City Stadium di Sydney e rappresentò un evento storico per il tennis italiano. La superficie prescelta era l’erba, la stessa utilizzata per la finale interzonale contro gli Stati Uniti. L’Italia, tuttavia, dovette arrendersi contro i padroni di casa. La rosa italiana era composta da Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola e Sergio Tacchini, ma la sfida per gli Azzurri si poté considerare chiusa dopo i primi tre match. Neale Fraser sconfisse in rimonta in quattro set Orlando Sirola, Rod Laver regolò in tre set Nicola Pietrangeli. Nel doppio, Roy Emerson/Neale Fraser sconfissero in quattro set Pietrangeli/Sirola, portando l’Australia sul 3-0. Negli ultimi due match, Laver non concesse un solo set a Sirola, mentre Pietrangeli conquistò l’unico punto italiano sconfiggendo Fraser (11-9, 6-3, 1-6, 6-2), fissando il risultato finale sul 4-1.

1961: Australia – Italia 5-0

Dodici mesi dopo, il copione si ripete. L’Italia, con Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola e Fausto Gardini, emerge nuovamente dalla Zona Europea, sconfiggendo ancora la Svezia nell’ultimo atto zonale. Nelle sfide interzonali, gli Azzurri ottengono una netta vittoria per 4-1 contro gli Stati Uniti al Foro Italico di Roma (nonostante la sconfitta iniziale di Gardini), conquistando il diritto di disputare per il secondo anno consecutivo il Challenge Round contro i detentori del titolo. Ancora una volta, la finale si giocò dal 26 al 28 dicembre, ma questa volta il teatro fu il Kooyong Stadium di Melbourne, sempre su campi in erba. I protagonisti per la squadra italiana furono Pietrangeli e Sirola, ma ancora una volta l’Australia di Roy Emerson, Rod Laver e Neale Fraser chiuse la sfida in modo inappellabile. Gli australiani vinsero i primi singolari e il doppio senza concedere un set, portandosi sul 3-0. Sul 3-0, Pietrangeli “vendette cara la pelle” nel quarto singolare, cedendo solo per 8-6 al quinto set contro Laver. Nell’ultimo match, Roy Emerson sconfisse in quattro set Orlando Sirola per il 5-0 finale.

1976: Cile – Italia 1-4

Il primo, storico sorriso azzurro arrivò nel 1976, in un’edizione che portò con sé diverse polemiche. L’Italia schierava un quartetto ricco di talento individuale — Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli — la cui armonia di squadra fu cementata dal capitano di grande polso, Nicola Pietrangeli. L’Italia emerse vincitrice dalla Zona Europea, insieme all’Unione Sovietica, attraverso grandi prestazioni, inclusa la vittoria per 4-1 contro il Regno Unito sull’erba di Wimbledon. In semifinale, al Foro Italico, l’Italia sconfisse per 3-1 l’Australia di Newcombe, Roche e Alexander, approdando in finale contro il Cile. La squadra cilena aveva conquistato l’accesso all’ultimo atto per la rinuncia dei sovietici di volare nel paese sudamericano, guidato dalla dittatura militare di Pinochet. La trasferta cilena suscitò molte polemiche anche nel panorama italiano, ma la determinazione della squadra condusse gli Azzurri al successo nel bollente catino rappresentato dall’Estadio Nacional di Santiago del Cile. Corrado Barazzutti sconfisse in quattro set Jaime Fillol, Adriano Panatta fece lo stesso in tre set contro Patricio Cornejo. Nel doppio, Bertolucci/Panatta sconfissero in quattro set Cornejo/Fillol, consegnando nelle mani della squadra italiana la prima Coppa Davis della storia. Negli altri due match, si registrò un’altra vittoria di Panatta (su Fillol) e il punto della bandiera conquistato da Belus Prajoux su Tonino Zugarelli.

1977: Australia – Italia 3-1

Dodici mesi dopo, il quartetto italiano campione in carica prosegue spedito nel suo percorso europeo. Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli superano, infatti, Svezia e Spagna, conquistando l’accesso alle semifinali. La sorte regala una sfida contro un’altra europea, la Francia di Dominguez e Jauffret, che viene regolata al Foro Italico per 4-1. La quinta finale della storia italiana in Davis vede gli Azzurri opposti ancora una volta all’Australia. Si gioca al White City Stadium di Sydney, come già avvenuto nel 1960.

Tony Roche si aggiudicò la prima sfida contro Adriano Panatta, e John Alexander portò sul 2-0 gli Aussie dopo la vittoria contro Barazzutti. In doppio, Bertolucci/Panatta mantennero aperta la sfida, battendo in tre set Alexander/Dent. Il quarto singolare si rivelò decisivo: John Alexander sconfisse Panatta per 11-9 al quinto set, portando la coppa nuovamente in Australia.

1979: Stati Uniti – Italia 5-0

Se nel 1978 l’avventura in Davis per l’Italia si fermò subito contro l’Ungheria, nel 1979 gli Azzurri iniziarono una nuova campagna che si concluse con la terza finale in quattro anni (1976, 1977, 1979). Il quartetto composto da Panatta, Bertolucci, Zugarelli e Barazzutti superò la Cecoslovacchia di Lendl, Kodes e Šmíd in semifinale, guadagnandosi il diritto di sfidare i fortissimi Stati Uniti. La finale si giocò in trasferta, dal 5 al 7 dicembre, al Civic Auditorium di San Francisco, e la superficie prescelta era il carpet (sintetico indoor). La sfida non iniziò in maniera positiva per l’Italia. Vitas Gerulaitis vinse il primo singolare contro Corrado Barazzutti, che fu costretto al ritiro nel corso del secondo set, seguì la netta vittoria di John McEnroe in tre set su Adriano Panatta. Gli Stati Uniti chiusero rapidamente il discorso nel doppio con la coppia Lutz/Smith (sui nostri Bertolucci/Panatta). Ad arrotondare il punteggio finale sul 5-0 arrivarono i successi in tre set di McEnroe e Gerulaitis, rispettivamente contro Zugarelli e Panatta.

1980: Cecoslovacchia – Italia 4-1

La striscia d’oro dei risultati del team italiano di Davis continuò anche l’anno successivo. Nel 1980, l’Italia superò brillantemente il tabellone a eliminazione diretta, conquistando la sua sesta finale (la quarta in cinque anni). La squadra capitanata da Pietrangeli sconfisse lungo il percorso Svizzera, Gran Bretagna nel percorso europeo e l’Australia in semifinale. Al posto di Zugarelli figurava il giovane Gianni Ocleppo, al fianco dei veterani Panatta, Barazzutti e Bertolucci. Gli Azzurri si prepararono a un’altra finale in trasferta, stavolta dal 5 al 7 dicembre, alla Sportovní Hala di Praga, sui campi in sintetico indoor (carpet), ospiti della temibile Cecoslovacchia di Ivan Lendl e Tomáš Šmíd. Nonostante il grande equilibrio, i padroni di casa emersero nei momenti chiave. Tomáš Šmíd superò in cinque set Adriano Panatta dopo una rimonta spettacolare. Ivan Lendl sconfisse in quattro set Corrado Barazzutti. Nel doppio, Lendl/Šmíd batterono in cinque set la coppia Bertolucci/Panatta, chiudendo la sfida sul 3-0. A risultato acquisito, Corrado Barazzutti conquistò l’unico punto della bandiera per l’Italia sconfiggendo Šmíd, prima che Lendl superasse Ocleppo nell’ultimo match.

1998: Italia – Svezia 1-4

Dopo diciotto anni di assenza dall’ultimo atto, l’Italia, guidata dal capitano Paolo Bertolucci, si qualificò nuovamente per la finale. La squadra azzurra, composta principalmente da Andrea Gaudenzi, Davide Sanguinetti, Gianluca Pozzi e Diego Nargiso, compì un’impresa memorabile arrivando a quella finale. Agli ottavi, Gaudenzi conquistò tre vittorie tra singolo e doppio che permisero di superare l’India, ai quarti ci fu il netto dominio (5-0) contro lo Zimbabwe. Il colpaccio fu fatto in semifinale con la vittoria in casa degli Stati Uniti, privi dei propri top player ma con Todd Martin (28 al mondo), Gambill (50) e Gimelstob (100) che sembravano comunque favoriti. L’Italia vinse 4-1 guadagnandosi la finale contro la Svezia.

Si gioca sulla terra indoor del Forum di Assago. Al termine di un match equilibrato Gaudenzi è costretto al ritiro sul 6-6 del quinto set contro Magnus Norman. Decisiva in termini negativi si rivela la spalla del tennista italiano che cede nel momento clou, con Gaudenzi chiamato a servire per il match. Magnus Gustafsson lasciò le briciole a Sanguinetti per il 2-0 Svezia. Sfida chiusa in doppio da Björkman e Kulti che in tre set superano Nargiso e Sanguinetti. Negli altri due ininfluenti match Pozzi cede a Gustafsonn, mentre Nargiso batte Norman.

2023: Australia – Italia 0-2

La Davis cambia pelle nel 2019, iniziando la ricerca di un formato che potesse risultare maggiormente coinvolgente per pubblico e giocatori. Inizia l’epoca delle Fasi a Gironi e delle Finals disputate in sede unica. Al cambio di formato si associa la crescita del tennis italiano, che mette a segno una striscia di risultati che si riflettono su quelli della Nazionale. La qualificazione alla fase finale di Malaga si rivela più sofferta del previsto: a Bologna, gli Azzurri, capitanati da Filippo Volandri, superano la fase a gironi (nonostante la sconfitta nella prima giornata contro il Canada), regolando Cile e Svezia davanti al pubblico amico. Se a Bologna i protagonisti furono Sonego, Musetti, Arnaldi e Bolelli, in Spagna la squadra poté contare sul contributo della sua punta di diamante, Jannik Sinner.

Nei quarti di Finale l’Italia affronta i Paesi Bassi. Dopo la sconfitta di Matteo Arnaldi contro Botic van de Zandschulp (al tie-break del terzo set), Sinner regolò in due set Tallon Griekspoor in singolare e fece il bis nel doppio decisivo, in coppia con Lorenzo Sonego, battendo Griekspoor/Koolhof. In semifinale ecco la sfida con la Serbia. Le emozioni furono tantissime. Lorenzo Musetti subì la rimonta di Miomir Kecmanović nel primo match. La sfida si accese con Jannik Sinner che vinse una battaglia in tre set contro Novak Djoković per tenere viva la contesa, annullando tre match point nel terzo set. La coppia Sinner/Sonego diede ancora spettacolo, battendo Djoković/Kecmanovic e portando l’Italia in finale.

Il match per la Coppa vide l’Italia opposta all’Australia. Il momento clou fu il singolare ad alta tensione tra Matteo Arnaldi e Alexey Popyrin. Un match difficile per entrambi dal punto di vista fisico e mentale, che vide emergere Arnaldi solo al terzo set (7-6, 2-6, 6-4). Con il primo vantaggio per l’Italia (1-0), ci pensò Jannik Sinner a chiudere la contesa, lasciando le briciole a Alex de Minaur (6-3, 6-0) per quella che fu la seconda Coppa Davis nella storia italiana.

2024: Italia – Paesi Bassi 2-0

Nel 2024, la fase di qualificazione di Bologna si rivela meno complicata per l’Italia, composta per l’occasione da Matteo Berrettini, Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi e il duo Bolelli/Vavassori. Gli Azzurri vincono il girone a punteggio pieno e volano a Malaga per difendere il titolo conquistato l’anno precedente. In Spagna, per la fase a eliminazione diretta, il team azzurro guidato da Filippo Volandri può contare sul numero 1 al mondo Jannik Sinner e il top 20 Lorenzo Musetti, a fianco di Berrettini, Vavassori e Bolelli.

Nei quarti di Finale contro l’Argentina, l’Italia è costretta subito alla rimonta, complice la sconfitta di Musetti contro Francisco Cerúndolo. Jannik Sinner avvia la riscossa lasciando appena tre game a Sebastian Báez in singolare e aggiudicandosi il doppio decisivo con Matteo Berrettini contro Gonzalez/Molteni. In semifinale si ripropone la sfida contro l’Australia, e anche questa volta bastano due match per chiudere la contesa: Berrettini batte in rimonta Thanasi Kokkinakis, e Sinner sconfigge nuovamente Alex de Minaur. In finale l’Italia si scontra con i Paesi Bassi di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp. La sfida per il titolo è rapida, aperta da Matteo Berrettini che batte con autorità Botic van de Zandschulp (6-4, 6-2) e decisa da Jannik Sinner che completa l’opera, regolando l’olandese Griekspoor (7-6[2], 6-2) per il secondo trofeo consecutivo e il terzo titolo assoluto nella storia della Coppa Davis italiana.

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