Sin da Rafael Nadal, nessuno aveva vinto così giovane un match ATP su tre superfici diverse. E ci sono diversi motivi per credere che Justin Engel possa crescere e diventare il leader della Germania in coppa Davis e dei nati nel 2007. Per quanto mostri un tennis a tratti ancora acerbo, il dritto del tedesco è micidiale e il ritmo che propone nello scambio è elevatissimo. Non parliamo di un talento ai livelli del già citato spagnolo, ma fa specie pensare che a 16 anni vinse il suo primo titolo da professionista, quando la maggior parte dei suoi coetanei sgomita per un trofeo del circuito under 18. Justin è sicuramente speciale.
Un talento coltivato nel tempo
Mentre altri giovani partecipanti alle Next Gen ATP Finals, a causa di percorsi differenti, non hanno brillato immediatamente, come nel caso di Nicolai Budkov Kjaer, Justin si distinse fin dal circuito Under 14. Fu top 5 in quella categoria di età, partecipando, come innumerevoli campioni, a Les Petits As, dove raggiunse i quarti di finale in singolo e in doppio. A quindici anni, era già solidamente tra i migliori Under 16, senza aver più nemmeno giocato un torneo di Tennis Europe.
Questo perché i punti di quel circuito sono costruiti sommando, a quelli ottenuti nei tornei di categoria, anche i punti ATP e i punti ITF. Nel 2023, a 16 anni, Engel vinse il primo titolo junior ad Amburgo (un J100; nella stessa città vincerà anche il primo titolo Challenger), mentre l’unico altro successo arrivò nel 2024 a Oberhaching (un J200). Qui, Justin sconfisse altri due prospetti tedeschi di cui sentiremo parlare in futuro, ovvero Diego Dedura e Max Schoenhaus.
Dopo altri pochi tornei, a metà 2024 Justin fermò la sua attività Junior per dedicarsi unicamente al circuito pro. Qui i risultati non si fecero attendere, con quattro titoli ITF raccolti tra maggio e agosto. Nello stesso periodo, arrivò anche la sua prima apparizione nel circuito maggiore, con una Wildcard al 250 su cemento di Almaty. Qui, il tedesco vinse all’esordio contro Coleman Wong, diventando il primo 2007 a vincere un incontro nel circuito ATP. Nel 2025, Justin ha raccolto altre tre vittorie nel tour maggiore, due a Stoccarda, su erba e una al 500 di Amburgo, su terra. Il livello di gioco c’è, ma è necessario uniformarlo per ottenere buoni risultati con costanza. Per quanto il 2025 fosse la sua prima intera stagione da professionista, il bilancio è di 18 vittorie e 19 sconfitte a livello Challenger. C’è molto margine.
Un futuro solido per la Germania
Il neo-ingresso alle Next Gen ATP Finals di Gedda (a causa del ritiro improvviso di Jakub Mensik per problemi fisici), potrebbe diventare la bandiera del tennis tedesco del futuro, non solo per il suo livello di gioco. Dal punto di vista personale, è ben più maturo di un diciottenne. Intervistato in esclusiva da Ubitennis, al Challenger di Bergamo, Justin ha dato l’impressione di poter diventare un campione carismatico.
Oltre a lui, il tennis tedesco sembra avere sulla linea di partenza altri talenti. “Voi italiani avete così tanti giocatori…è incredibile.
E ora anche in Germania stiamo migliorando sempre di più.
Come hai detto, Diego, Max Schoenhaus, Neils McDonald… tutti questi ragazzi stanno giocando davvero bene. Spero che tutti noi possiamo fare il grande salto verso il circuito ATP. Diamo il massimo e spero che saremo tutti lì insieme, in alto.”
Justin ha già avuto modo di onorare il suo paese anche in Coppa Davis, sconfiggendo il giapponese Rei Sakamoto per 10-7 al terzo set nel round di qualificazione. Per andare a Gedda sono stati fondamentali i punti raccolti da Engel al Challenger di Bergamo, che si disputava nella settimana delle Davis Cup Finals. Tra ottenere dei punti in più per garantirsi la qualificazione alle Next Gen Finals e giocare per il suo paese, Justin non ha però avuto dubbi. “Io amo giocare per il mio Paese e voglio aiutarli…Sceglierei sicuramente la Davis Cup, perché la nostra squadra è composta da ragazzi davvero fantastici e li adoro, sono incredibili.”
Un percorso tutto da scrivere
La qualificazione a Gedda, a soli 18 anni, è solo il primo passo verso una carriera che potrebbe rivelarsi piena di sorprese. Manca ancora del tempo perché Justin, che ne ha le capacità, possa arrivare tra i migliori del mondo in assoluto, ma intanto si parte da qui. E visti i gironi, un pensierino alle final four se lo può sicuramente permettere. “È qualcosa di davvero speciale per me, è come vedere il duro lavoro che paga. Ed è questa la sensazione che ho quando vedo il mio nome nei post della Next Gen o nella classifica della Race verso Gedda.”
“Il tennis non è così diverso, ma la mentalità è una differenza davvero molto, molto grande tra i giocatori dei Challenger e quelli di un evento ATP. Negli eventi ATP, quando c’è un break point, loro sono super concentrati e vincono tantissimi punti decisivi. E questo è ciò che cerco di imparare: essere concentrato e non fare le scelte sbagliate nei punti importanti.” Con il 2025 che si chiude all’evento coi migliori under 20 del mondo, Justin può iniziare a porre le basi, mentalmente e tecnicamente, per un 2026 che si spera lo lancerà alla cima del tennis mondiale.
