La Top 10 rimane sostanzialmente invariata anche analizzando la percentuale di vittorie, sebbene si registrino alcuni scostamenti. Mirra Andreeva e Madison Keys guadagnano terreno grazie a una maggiore efficienza nei tornei disputati. Jessica Pegula e Jasmine Paolini, invece, perdono qualche posizione in questa specifica classifica; un dato fisiologico, avendo disputato rispetto alle tenniste sopra citate un maggior numero di match nel corso dell’anno, fattore che tende a normalizzare le percentuali. L’unica intrusa in questa top 10 statistica è Elina Svitolina, la cui maggiore efficienza le permette di scalzare la numero 10 del mondo, Ekaterina Alexandrova, che ha giocato (e perso) tanto.
Bencic e Osaka su, Kessler e Fernandez giù
Alle posizioni 11 e 12 iniziano ad emergere i casi particolari. Il primo riguarda Belinda Bencic. Se considerassimo nel conteggio anche i match di qualificazione (seguendo la metodologia WTA che include ogni livello torneo), la svizzera scavalcherebbe Paolini. Grazie anche ai due turni superati nelle qualificazioni di Adelaide, Bencic balzerebbe al 69.6% di vittorie (39-17), confermando come il suo rientro nel circuito sia stato uno dei più solidi ed efficienti della stagione 2025. Stesso discorso per Naomi Osaka che con le 5 vittorie necessarie per vincere il Challenger 125 di Saint Malo raggiungerebbe il 70% di vittorie.
Tra coloro che non rientrano in questa top25 ma che si sono fatte valere in stagione portando comunque a casa ben due titoli sono Mccartney Kessler e Leylah Fernandez. La statunitense Kessler ha vinto 31 dei 54 match disputati a WTA, il 57.4% (percentuale che sale al 60.7% se allarghiamo il perimetro). La tennista nordamericana nel corso di questo 2025 ha vinto a inizio stagione a Hobart e sull’erba di Nottingham, a cui aggiunge la finale di Austin persa contro Pegula. Fernandez, invece, ha performato leggermente peggio della statunitenee con il 56.4% di vittorie, 31 match vinti su 55, numero che migliora leggermente se consideriamo le 3 vittorie (e 1 sconfitta) ottenute nelle quali di Adelaide e al WTA 125 di Vic (57.6%). La canadese ha comunque conquistato un pesante titolo WTA 500 a Washington e il WTA 250 di Osaka.
Le tenniste meno efficienti: dal curioso caso Ostapenko ai numeri impietosi di Frech, Vekic e Haddad Maia
Se analizziamo le prime 50 giocatrici del mondo, notiamo che tutte hanno disputato almeno 20 match nel circuito principale; tuttavia, è interessante segnalare che ben 7 di loro presentano una percentuale di successo inferiore al 50%. Questa lista comprende (in ordine di efficienza) Krueger (n. 44), Ostapenko (n. 23), Siegemund (n. 46), Kasatkina (n. 37), Arango (n. 49), Siniakova (n. 48) e Tatjana Maria (n. 45). Il caso più emblematico è proprio quello della tedesca Maria, che ha vinto solo 14 match su 35 (40%), riuscendo però a conquistare il titolo sull’erba del Queen’s. Il suo bilancio non migliorerebbe in modo significativo nemmeno includendo i match disputati a tutti i livelli, chiudendo comunque con un saldo negativo di 31 vittorie e 32 sconfitte. Allargando il perimetro dell’analisi (includendo qualificazioni, ITF e WTA 125), il quadro statistico rimane deficitario anche per Kasaktina (46.3% di vittorie) e Krueger (48.1%). Curiosa la situazione di Ostapenko che ha comunque impreziosito la stagione con il titolo a Stoccarda e la finale a Doha e si è confermata in top 25 nonostante il saldo negativo (18 vittorie e 20 sconfitte). La prospettiva cambia per altre atlete con Katerina Siniakova che mostrerebbe il miglioramento più netto: la ceca ha chiuso la stagione con un totale di 37 match vinti (di cui 17 nel circuito maggiore, 12 nei tabelloni di qualificazione e 8 nel circuito WTA 125), portando a casa anche il titolo nel 125 di Varsavia. Siegemund e Arango, invece, si limiterebbe a vedere la propria percentuale salire leggermente sopra la soglia del 50%, con la colombiana che ha comunque raggiunto due finali WTA 250 a Guadalajara e Merida.
Allargando l’ambito di analisi alla top 100 e considerando tutte le competizioni ecco che la meno efficiente si rivela la polacca Magdalena Frech solo 15 vittorie in stagione in 40 match disputati (37.5%) tutti a livello WTA. Per la polacca solo due quarti di finale a Washington e Guadalajara e due terzi turni Slam a Melbourne e New York che hanno evitato il crollo in classifica. Una vittoria in meno ma percentuale leggermente maggiore per la croata Donna Vekic (37.8% di successo in 37 match disputati). Vekic ha iniziato l’anno da top 20 e ha chiuso alla posizione 69 alla luce delle diverse sconfitte. Nonostante la poca continuità, gli ottavi a Madrid, Indian Wells e soprattutto all’Australian Open si sono rivelati un toccasana per il suo ranking. Stesso scenario per quanto riguarda Beatriz Haddad Maia da top 20 alla posizione 58 complice il solo 38.1% di match vinti. Per la brasiliana gli ottavi allo US Open e la semifinale al WTA 500 di Strasburgo i momenti di continuità che le hanno dato la giusta spinta in classifica. Poco brillante anche Alycia Parks con solo il 41.8% di vittorie e Moyuka Uchijima con il 42.9%.
a pagina 3 l’analisi dei numeri a tutti i livelli
