Fils, la schiena esige modifiche
“Purtroppo, forse ho ripreso un po’ troppo presto”. Parole di Arthur Fils del novembre scorso, quattro mesi dopo il rientro al Masters 1000 di Toronto, l’unico torneo giocato nella seconda metà della stagione, dopo il forfait al terzo turno dello Slam parigino e la rinuncia allo swing sull’erba. “A 15 anni avevo già avuto alcuni piccoli problemi alla schiena. È una parte del mio corpo che, di tanto in tanto, può essere un po’ fragile. Quando sono arrivato al Roland Garros, sapevo di avere già una frattura da stress. Abbiamo pensato che non potesse peggiorare. Era un infortunio che conoscevo. Con un po’ più di esperienza, non avrei giocato”.
Arthur veniva da un’ottima primavera: quarti di finale consecutivi al Sunshine Double e Monte Carlo e semi a Barcellona con vittorie anche su Zverev, Musetti e Rublev, mentre il ranking ne prendeva atto collocandolo alla 14^ posizione. Attualmente Fils è quarantesimo ed era atteso all’ATP di Hong Kong al via il 4 gennaio, ma ha deciso di posticipare il ritorno alle competizioni. Al rientro, dovrà cercare di mettere in campo i piccoli cambiamenti su cui sta lavorando: “I medici hanno stabilito un piano con il fisioterapista, con il preparatore atletico e con l’allenatore per cercare di ridurre l’impatto sulla mia schiena”.
Tsitsipas, la schiena tra nuova racchetta e interessi vari
L’ultima apparizione di Stefanos Tsitsipas è dello scorso settembre in Coppa Davis con vittoria su Seyboth Wild e sconfitta da Fonseca. Una stagione decisamente negativa per il ventisettenne di Atene, passato dal n. 11 al 34 ATP, con quel terzo posto del ranking che risale ormai a quattro anni fa.
L’unico acuto è arrivato in febbraio con la vittoria di Dubai, quando sperimentava un nuovo attrezzo, tornando però a impugnare quello di sempre agli Internazionali d’Italia. “Il dolore alla schiena compare soprattutto durante il servizio, uno dei suoi colpi migliori. In queste condizioni inizierebbe ogni partita con uno svantaggio” spiegava il fisioterapista della squadra greca dopo la necessaria assenza al torneo di casa. Tsitsipas aveva però perso fiducia un po’ in ogni comparto del suo gioco, perfino nel dritto. Inoltre, come ha recentemente rivelato, “dopo la sconfitta allo US Open ho avuto davvero paura per la mia schiena, non sono riuscito a camminare per due giorni”. Guai fisici a parte, come dice sua madre, “Stefanos ha tanti interessi al di fuori del tennis. Questo potrebbe essere il suo primo problema nello sport professionistico”.
É già ripartito, in United Cup, vittorioso con la sua Grecia nella sfida contro il Giappone.
Rune, il tendine dello schiaffo
Holger Rune ha subito l’infortunio più grave, almeno sotto l’aspetto traumatico: la rottura del tendine d’Achille. Era il 18 ottobre, sabato, giornata dedicata alle semifinali all’ATP 250 di Stoccolma. Nel quinto game del secondo set dopo aver vinto il primo 6-4, Holger si ferma durante lo scambio, facendo subito intuire la gravità del problema. Il fisioterapista non può fare granché e Rune si ritira in lacrime. Poco dopo viene confermata l’ipotesi più temuta: rottura completa del tendine d’Achille.
L’infortunio scatena polemiche, come quelle di mamma Aneke che dice “ci sono troppi tornei obbligatori”, evidenziando anche che i Masters 1000 allungati tolgono quella che dovrebbe essere una settimana di riposo, ma anche dimenticando che Stoccolma certo non lo è, obbligatorio.
Un mese dopo, senza saperlo Holger chiude quasi poeticamente la tempesta innescata dalla comprensibile reazione di Matteo Berrettini a un’opinione emersa nel corso del podcast Schiaffo al volo, commentando il proprio infortunio con “lo schiaffo in faccia di cui avevo bisogno”. Il riferimento è alla sua crescita tennistica che si è arenata dopo l’exploit a Parigi-Bercy 2022 e il best ranking di numero 4 del mondo nell’agosto successivo.
Nel frattempo il danese classe 2003 aveva già rimesso piede in campo in stile Muster, mentre in dicembre lo abbiamo visto alle prese con i primi passi senza il tutore. Il percorso è ancora parecchio lungo, ma nei piani il rientro sarebbe previsto per agosto sul cemento nordamericano.
Draper, il mio braccio sinistro
Jack Draper è uno dei candidati a ricoprire il ruolo vacante di terzo Big, colui che può mettere un freno al fagocitante dualismo di Sinner e Alcaraz. È piuttosto lunga la lista dei pretendenti – praticamente vi è stato di volta in volta inserito chiunque abbia vinto quattro match di fila purché nato in questo millennio – e al momento il posto in palio esiste solo nella fantasia di appassionati e addetti ai lavori.
Tuttavia, quanto fatto vedere nella prima parte del 2025 da Jack dimostra che il potenziale da top 3 c’è tutto – a partire dal titolo di Indian Wells battendo tre suoi “diretti avversari” (Fonseca, Shelton, Rune) e lo stesso Alcaraz. La continuità dei risultati che per adesso manca agli altri a causa di margini di miglioramento tecnici, atletici o mentali, nel caso di Draper si è interrotta a metà stagione per un infortunio e il fisico sembra l’interrogativo principale – se non l’unico – sul suo percorso. Unico ma, va da sé, molto pesante, visto che i guai fisici sono ricorrenti già da prima del suo prepotente ingresso nel Tour del 2022.
Quest’anno, ha sofferto il ritiro contro Carlos all’Australian Open per un infortunio all’anca originariamente apparso durante la pre-season e la rinuncia a Dubai per un problema alla coscia. La sua presenza in questo articolo deriva però dall’infortunio al braccio sinistro, che lo ha dapprima costretto a saltare i due Masters 1000 nordamericani. In scena per il doppio misto allo US Open in cui pareva aver trasferito i suoi guai alle annunciate compagne (dopo i forfait di Zheng e Badosa ha giocato con Pegula), in singolare non è entrato in campo contro Bergs al secondo turno.
In dicembre si è chiamato fuori dall’esibizione UTS e il rientro era atteso in United Cup, ma il giorno dopo Natale Jack ha fatto sapere che salterà l’intera trasferta australiana. “Sono alle ultimissime fasi del recupero e rimettere piede in campo ‘tre su cinque’ così presto non sembra un decisione intelligente per me e il mio tennis”.
