Se la stagione tennistica 2024 era stata clamorosa e sorprendente per i colori azzurri, il 2025 è stato “un anno incredibilmente esagerato”, ha dichiarato Angelo Binaghi. Il Presidente della FITP è stato intervistato per lo speciale sui grandi eventi del 2025 di Tv7, il settimanale di approfondimento del TG1.
Tra le immagini mandate in onda, quella di Jannik Sinner vincitore a Wimbledon ha un sapore speciale per l’Italia, che mai aveva avuto un campione ai Championships in 148 anni di storia dell’evento. “Non l’avevo mai nemmeno sognato”, ha raccontato Binaghi. “Non avevo mai visto una finale di Wimbledon prima di quella di Berrettini nel 2021. Sono i nostri giocatori che mi hanno portato a scoprire che si poteva arrivare in finale e poi addirittura che si poteva vincere. Credo che nessuno che abbia seguito le vicende del tennis italiano negli ultimi decenni lo avesse mai potuto sognare”.
Poi il titolo in singolare di Jasmine Paolini a Roma, il bis in Billie Jean King Cup e il tris in Coppa Davis. “L’abbiamo vinta giocandola in casa e facendola trasmettere a Rai 1”, ha affermato il Presidente FITP, che in seguito ha parlato anche delle sue speranze per il 2026. “Noi saremmo contentissimi se riuscissimo a vincere un quinto di quello che siamo riusciti a vincere nel 2025. Premesso che abbiamo vinto due Slam in singolare (Sinner con Australian Open e Wimbledon, ndr), due campionati del mondo a squadre e le ATP Finals (con il bis sempre di Jannik, ndr). Basterebbe vincerne uno su cinque”.
Non solo Sinner e Jasmine
Oltre ai già assodati Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e Jasmine Paolini, la stagione appena andata in archivio ha visto l’ascesa di Flavio Cobolli, campione nel 250 di Bucarest, nel 500 di Amburgo e nel finale di stagione vincitore in Coppa Davis con la maglia azzurra. Ma l’investitura ufficiale è arrivata in estate, a Wimbledon, dove ha dovuto deporre le armi ai quarti di finale dopo aver lottato per quattro set contro la leggenda Novak Djokovic.
“Ha detto che sarei arrivato presto nei primi 10 (suo prossimo obiettivo, ndr) e che ci sarei rimasto a lungo”, ha raccontato Flavio a Tv7, riferendosi a ciò che Nole gli aveva detto a fine partita. “Magari è una cosa detta lì così. Ma mi sembrava sincero, l’ho apprezzato molto. Solo il tempo ci dirà se aveva ragione o no. Non mi metto mai limiti. Lavoro tutti i giorni per raggiungere Jannik Sinner. Però riconosco anche che adesso è molto lontano da me”.
