Finalista in singolare, campione in doppio. È un inizio di stagione più che positivo per Lorenzo Musetti, su cui pesa sì il record negativo delle sette finali ATP perse di fila (nove considerando anche i Challenger), ma che ha regalato all’azzurro una nuova finale e soprattutto l’ingresso in top 5. E poi, come detto, un titolo è comunque arrivato, in coppia con l’amico Lorenzo Sonego.
“Ero deluso dal risultato della finale di singolare, ma Sasha ha giocato un tennis incredibile e siamo stati vicini – ha detto il nuovo n. 5 del mondo in conferenza stampa -. So di avere il livello per restare lì. Era importante tenere la testa alta. Penso che la migliore opportunità che potessi cogliere fosse quella di giocare la finale di doppio, come ho poi fatto. Questo è un altro passo avanti per me. Sono davvero felice di aver vinto il primo titolo di doppio della mia carriera insieme a un amico come Lorenzo, che mi ha sempre sostenuto. Sapeva che ce l’avrei fatta, anche nella situazione non semplice come quella in cui mi trovavo dopo una partita difficile e una sconfitta dura. Ma sapevo che volevo vincere, volevo prendermi una sorta di rivincita personale. Credo si vedesse l’energia che abbiamo portato in doppio”.
Anche Sonego ha specificato l’importanza del titolo in doppio per Musetti: “Credo sia stato molto importante per lui. Lorenzo ha raggiunto tante finali negli ultimi due anni ed è un giocatore straordinario: è dura perdere in finale ogni volta che ci arrivi, perché hai lavorato duramente per arrivare lì. Poi lui ha vinto molte partite prima della finale, questo è importante ricordarlo. Io non sono arrivato in finale come lui, anche se avrei voluto. Lui può ancora migliorare molto nel suo gioco e vincere molti titoli. Vincerà le prossime finali che giocherà“, ha detto il torinese.
Quanto a Musetti, c’erano forse un po’ di dubbi riguardo alla sua partecipazione alla finale di doppio visti i problemi al braccio destro accusati durante l’ultimo atto in singolare. “Va tutto bene, non credo che mi darà fastidio nei prossimi giorni. Ho una settimana per prepararmi al meglio prima dell’Australian Open e ho visto che fisicamente mi sentivo benissimo, quindi non c’è di che preoccuparsi. Ho preso un antidolorifico, ma ci è voluto un po’ di tempo prima che facesse effetto. Ma ripeto, Sasha ha meritato la vittoria, ha semplicemente giocato meglio di me. La prossima volta saremo più preparati e avremo più esperienza in tal senso”.
