Casper Ruud potrebbe lasciare l’Australia anche senza essere sconfitto sul campo. Tre volte finalista Slam, la permanenza down under del norvegese ora numero 13 del mondo e 12^ testa di serie all’Australian Open non è infatti solamente legata ai risultati, bensì anche – e soprattutto – a una… questione di famiglia. La sua compagna, Maria Galligani, è in Norvegia in attesa della prima figlia e Casper non ha dubbi sulle priorità.
“Sarà un anno divertente”
“Per me è la prima volta per un po’ di cose” ha detto Ruud ad Auckland, dove esordirà contro Marozsan e Monfils. “Uno dei momenti più importanti sarà accogliere la nostra prima figlia. Può arrivare da un momento all’altro. Spero di poter restare per il resto del torneo, ma non si può mai sapere. Posso ricevere una telefonata ed essere sull’aereo diretto a casa. Ma non è un viaggio breve, quindi speriamo che aspetti qualche altra settimana così che io possa essere lì per il parto. Più avanti quest’anno ci saranno le nozze e celebreremo il matrimonio. Sarà un anno divertente”.
Secondo quanto riportato dai media norvegesi, Casper e Maria si sono sposati al municipio di Oslo a metà dicembre lontano dai riflettori. “A parte questo” ha continuato, “parlando di tennis credo che sarà un anno emozionante. La stagione scorsa non è andata come speravo, ma allo stesso tempo ho espresso dell’ottimo tennis quando ho giocato bene. Ho vinto due titoli e spero di giocare più tempo come quelle due settimane”.
Al passo con i nuovi arrivati
“I ragazzi più giovani giocano un tennis un po’ diverso rispetto a quello di quando sono arrivato sul Tour. Il mio primo main draw è stato nel 2016, sono passati dieci anni. Ora c’è questa nuova generazione, con Sinner che è il più vecchio fino a Fonseca, il più giovane. Spaccano la palla e devo abituarmi a questo stile un po’ differente. Non hanno un solo colpo, dritto e rovescio sono entrambi ottimi. Ho capito che forse ho bisogno di cambiare qualcosa anch’io. Li sto studiando da qualche mese per capire come sviluppare il mio gioco per gestire il loro tennis”.
Con i suoi ventisette anni Ruud dice di sentirsi a metà strada tra i giovani e i veterani. “Ho compiuto gli anni in dicembre, non sono vecchio, ma in termini tennistici comincio a parlare di decenni. Fa un po’ paura, però è così che funziona. Ma non vedo perché i prossimi cinque anni della mia carriera non possano essere buoni come gli ultimi cinque. Spero che gli anni dai 26-27 ai 32-33 siano il mio periodo migliore. Ho raggiunto grandi risultati ma ne voglio altri”.
