Lorenzo Musetti, nonostante le difficoltà iniziali dopo aver perso il primo set, completa l’opera approdando al secondo turno. Tre parziali lottati, di ottimo livello, prima del ritiro di Raphael Collignon, hanno caratterizzato l’esordio dell’azzurro. Che analizza lucidamente la partita, finita in trionfo, verso il derby al secondo turno contro Sonego.
Lorenzo, bravo. Come sei riuscito a ribaltare la partita? Collignon è stato molto duro all’inizio del tuo match di primo turno qui.
LORENZO MUSETTI: “Sì, non è stata una partita facile, ma lo sapevo prima di iniziare, perché Raphael è un ottimo giocatore e negli ultimi mesi, a fine anno, ha fatto davvero molto bene. Sapevo che sarebbe stata una partita dura e all’inizio faticavo un po’ a trovare il ritmo e a sbloccarmi dalla modalità “primo match”. Poi però ho invertito un po’ l’inerzia, ho iniziato a comandare di più con il dritto e soprattutto con il servizio, e questo mi ha sicuramente aiutato a portare a casa la partita“.
Lorenzo, puoi parlare un po’ di come ti senti fisicamente, della preparazione con cui sei arrivato qui e di cosa ti ha portato a scegliere Hong Kong invece della United Cup prima del torneo?
LORENZO MUSETTI: “Abbiamo scelto di giocare Hong Kong perché è un posto dove sono già stato diverse volte e che conosco, conoscevo le condizioni e sapevo che mi piacevano. Mi piaceva anche l’idea di spezzare il viaggio, perché per noi è davvero molto lontano. Quindi ho preferito andare lì a giocare, in una città che mi piace e dove mi sento a mio agio, ed è stato un buon torneo per me. Fisicamente mi sento bene, ho avuto una settimana per prepararmi dopo Hong Kong. Mi sento decisamente in forma e anche il corpo sta rispondendo bene dopo la partita di oggi“.
Ciao Lorenzo. Quando sei un po’ in difficoltà, chiaramente Simone ti incita e adesso hai anche José con te, quindi uno diceva “Bravo Lorenzo”, l’altro “Piena, full”. Tu chiedi di essere così consigliato, caricato, ti piace, o è una cosa che viene naturale e spontanea per loro?
LORENZO MUSETTI: “Credo che nei momenti di difficoltà, se i capitani della nave abbandonano la nave, non è quello che un giocatore desidera. Poi ci sono giocatori a cui piace e altri a cui non piace sentirsi dire cose dal box, ma a me piace sentirmi spronato e direi affiancato.
Oggi era una partita in cui il nervosismo iniziale mi ha un po’ condizionato e avere un doppio supporto mi ha aiutato parecchio a rimanere nel match e a cercare quella lucidità che per me è ancora qualcosa che costa tanta energia, soprattutto quando inizio un po’ contratto. Però mi ha aiutato ad avere più chiarezza su cosa fare in campo“.
Le sensazioni di Musetti
Quando ti sei accorto che lui non stava bene?
LORENZO MUSETTI: “Nel game prima che chiamasse il fisio ho visto che c’era qualcosa che non aveva, era successo qualcosa. Ha continuato quasi per un set e niente, però sapevo che se l’avessi breakkato si sarebbe ritirato, lo vedevo abbastanza sofferente verso la fine. Poi gli ho chiesto cosa avesse e mi ha detto crampi, quindi nulla di preoccupante o di grave, ed era la cosa importante“.
Ciao Lorenzo, nel primo set mi è sembrato di sentirti dire “che schifo, che schifo”: con chi ce l’avevi o con cosa?
LORENZO MUSETTI: “Con me stesso, ce l’ho sempre con me stesso. Sicuramente non mi sono piaciuto e, in generale, le sensazioni tennistiche per tutta la partita non sono state delle migliori, anche se nel finale sono riuscito a servire meglio, a essere più incisivo col dritto e a variare di più con il rovescio. Però non è una di quelle partite che finisco dicendo ‘cavolo, come ho giocato’, sicuramente no. Era dovuto un po’ al nervosismo iniziale, un po’ alla tensione, quindi ci sta buttare fuori certe cose e credo mi abbia fatto bene per invertire un po’ il trend“.
Derby e inizio di stagione
Al secondo turno il derby con Sonego: pochi giorni dopo aver giocato con lui in doppio ora ce l’hai di fronte. Che tipo di match ti aspetti questa volta? Lui prima ha parlato del precedente di tre mesi fa, però condizioni diverse, un altro momento della stagione.
LORENZO MUSETTI: “Lorenzo viene da un fine anno in cui, secondo me, ha giocato un buon tennis. Oltre al fatto di avermi battuto a Parigi, in condizioni completamente diverse, indoor, in un momento della stagione quasi opposto. Sicuramente conosce molto bene il torneo, l’anno scorso ha giocato un ottimo Australian Open e anche allora eravamo nello stesso spicchio di tabellone.
Ci siamo allenati tanto insieme, abbiamo condiviso molto negli ultimi anni: non solo la vittoria di Hong Kong, ma anche la finale di Cincinnati l’anno scorso, tanti bei momenti insieme che però purtroppo bisogna lasciare un po’ da parte quando si entrerà in campo dopodomani. L’amicizia resta e resterà sempre, ma deve prevalere la professionalità e la voglia di vincere e di far bene. Quindi come ho già detto in campo gli auguro il meglio, ma non troppo, soprattutto per il prossimo turno“.
Quando hai parlato della tensione di iniziare il torneo, è una tensione “solita”? Oppure c’è qualcosa in più data dalla consapevolezza che hai una testa di serie molto importante e affronti il torneo da top 5?
LORENZO MUSETTI: “La tensione è quella del primo Slam dell’anno, anche se vengo da un’ottima settimana a Hong Kong dove ho giocato tante partite. È sempre un nuovo inizio, soprattutto sul suolo australiano, con un fuso orario diverso e condizioni diverse rispetto a Hong Kong. Il fatto di voler far bene e venire qui con tante ambizioni, ovviamente positive e non per mettermi pressione, crea comunque un minimo di tensione. L’importante è saperci passare sopra e mi ha fatto bene aver sofferto questo primo set e questi momenti, che sicuramente mi faranno bene anche per la prossima partita“.
