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Australian Open

Australian Open, il violino di Djokovic suona la sinfonia n. 400: battuto Van de Zandschulp, ora Mensik

Diciottesima volta agli ottavi di Melbourne per Djokovic che gestisce un problema alla caviglia e controlla il match con l'olandese in tre set. Ora la sfida a Mensik. Avanza Ruud che stende Cilic

Ultimo aggiornamento: 25/01/2026 15:25
Di Manuel Ventriglia Pubblicato il 24/01/2026
8 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Novak Djokovic – Australian Open 2026 (foto via Twitter @AustralianOpen)
Novak Djokovic – Australian Open 2026 (foto via Twitter @AustralianOpen)

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[4] N. Djokovic b. B. Van de Zandschulp 6-3 6-4 7-6(4)

Il violino suona la sinfonia numero 400 negli Slam. Basterebbe questo dato a far impallidire le statistiche, ma i numeri di Novak Djokovic non sembrano essere in arresto nel breve periodo, continuando ad essere un esempio per le nuove generazioni. Nella propria sfida di terzo turno l’unica preoccupazione arriva dalla caviglia destra, la torsione non è limitante e il serbo si sbarazza in tre set di Botic Van de Zandschulp con il punteggio di 6-3 6-4 7-6(4) in due ore e quarantacinque minuti di gioco. L’olandese, al netto di alcuni errori, fornisce una prova generosa sin dai primi giochi della contesa, provando a sorprendere l’avversario con esito negativo. Nole vola agli ottavi dell’Australian Open, sensazione provata diciotto volte nella Melbourne che l’ha visto trionfare in ben dieci occasioni.

La prima palla break è fiamminga nell’arco del terzo game, ma Nole si salva e fa valere la regola più vecchia del tennis: break fallito, break subito. L’uomo di Belgrado vola 3-1 e conduce senza rischiare nulla sino al 6-3 con cui si porta 1-0. L’inerzia non cambia nel secondo set e per Van de Zandschulp piove sul bagnato lamentando un problema alla spalla che ne limita la potenza al servizio: conditio sine qua non per rimanere aggrappato al match.

Djokovic ne approfitta per strappare subito la battuta al rivale, si avvale di tre ace per confermare il break e salire 2-0. L’olandese annaspa ancora e dopo aver ceduto ancora il servizio, chiede un medical time out per avere un po’ di sollievo. I 3 minuti di pausa fanno calare l’asticella dell’attenzione del dieci volte vincitore di Melbourne che per gentile concessione rende al rivale uno dei due break di vantaggio. Regalo indolore per Nole che da lì in poi non sbaglia più e chiude 6-4, portandosi sul 2-0.

Come nel gioco del Monopoli, l’imprevisto sembra dietro l’angolo per Djokovic che nell’arco del quarto game, sotto 2-1, cade a terra con la caviglia destra soggetta a una singolare torsione che obbliga l’ingresso del fisioterapista. Sembra nulla di grave, abbondante fasciatura e rientro in campo. Nonostante l’ok dello staff medico, al rientro in campo il balcanico sbaglia una volée e apre la porta al numero 75 del ranking che prende in prestito uno dei colpi preferiti dell’avversario e, con una risposta laser vincente, si guadagna tre palle break. La testa di serie numero 4 rimedia alle prime due, ma con l’aiuto del nastro, Van de Zandschulp piazza la zampata del 3-1. L’olandese pecca di killer instinct, non riesce a scappare e subisce l’immediato ritorno di Nole.

Il match va on serve sino al dodicesimo game quando Djokovic serve per arrivare al tie break. Il numero 4 al mondo pasticcia e concede due set point che allungherebbero il match al quarto. Lo scenario non lo stuzzica, sale in cattedra e zittisce platealmente il pubblico di Melbourne portando il dito alla bocca. Nonostante due doppi falli commessi nel tie break, Novak è padrone del “tredicesimo game”, Van de Zandschulp non è perfetto con il rovescio e cede 7-3 dopo due ore e quarantacinque minuti di gioco.

Symphony No. 400 in D Major 👀💯@wwos • @espn • @tntsports • @wowowtennis • #AO26 pic.twitter.com/vaqBK3jFeN

— #AusOpen (@AustralianOpen) January 24, 2026

[16] J. Mensik b. E. Quinn 6-2 7-6(5) 7-6(5)

Dal sole di Miami a quello di Melbourne. Jakub Mensik continua il suo percorso all’Australian Open risolvendo la pratica Ethan Quinn in tre set e regalandosi una nuova sfida con il totem Novak Djokovic, con il serbo che avrà il dente avvelenato dopo la finale persa nel Master in Florida. Il ceco sta ritrovando il suo tennis e l’ultimo a farne le spese è stato il giovane americano che nonostante abbia lottato nel secondo e terzo set, alla fine, ha alzato bandiera bianca 6-2 7-6(5) 7-6(5) in poco più di due ore e mezza di gioco. Primo set senza storia, coinciso con un 6-2 dove il nativo della Moravia è stato inarrivabile al servizio per una grossa fetta di parziale sino a una piccola distrazione nel sesto game, neutralizzate due palle break, dove non ha pagato dazio.

Il match si scalda nel secondo parziale dove entrambi i giocatori perdono il servizio due volte, con un equilibrio che trova la sua rottura definitiva solo nel tie break: Mensik è più cinico e la risolve a suo favore 7-5. Quinn prova una reazione nel terzo set quando strappa il servizio nel quarto game, ma viene prontamente ripreso e, anche in questo caso, si va al “tredicesimo game”. L’americano parte meglio e sembra più in palla, ma sopra 5-4 e due servizi a favore per allungare il match, subisce il ritorno di un Mensik sugli scudi: due risposte da fenomeno e servizio vincente: altro 7-5 e testa a Djokovic.

[12] C. Ruud b. M. Cilic 6-4 6-4 3-6 7-5

Grande giornata anche per Casper Ruud che eguaglia il suo miglior piazzamento all’Australian Open e torna agli ottavi di finale del primo Slam dell’anno. Se il traguardo raggiunto è lo stesso del 2021, la sfida vinta in quattro set con Marin Cilic fa registrare un nuovo record per il norvegese: sono 25 gli ace piazzati contro il croato, superando i 21 messi a referto nell’edizione di cinque anni fa. Il servizio, arma non usuale, è stata sicuramente una chiave nel successo della testa di serie numero 12 che scrive 6-4 6-4 3-6 7-5 in poco più di tre ore di gioco. Primi due set in fotocopia dove lo scandinavo detta il ritmo già dai primi game, brekkando l’avversario al pronti via e andando in controllo prima di aver più di qualche tentennamento in fase di chiusura.

Il decimo game come filo conduttore del primo e secondo parziale dove Cilic manca quattro chance per accedere al long set. Doppio 6-4 e strada pianata per Ruud. Il vincitore dell’US Open 2014 sembra spalle al muro, ma grazie a un pizzico di fortuna, rientra in partita. Marin sale 15-40 nel nevralgico ottavo game del terzo set con il rivale al servizio. Alla prima opportunità di break la risposta del balcanico bacia il nastro e atterra nel campo opposto.

E’ il viatico per il 6-3 che manda il match al quarto. Anche in questo parziale c’è più di qualche rimpianto per il giocatore più esperto che, sopra 4-3 e servizio, si smarrisce, sanguinoso rovescio fuori a campo aperto e doppio fallo, contro un avversario che non ha di certo bisogno di regali. Si ritorna on serve e quando il tie break sembra alle porte Cilic completa il disastro: si fa riprendere da 40-0 e con un dritto completamente sballato si concede al nativo di Oslo 7-5. Il classe 1998 troverà sulla sua strada Ben Shelton.


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TAGGED:Australian Open 2026Botic Van de Zandschulpcasper ruudJakub MensikMarin CilicNovak Djokovic
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