Gli amanti del buon tennis sono in fibrillazione per la sfilza di partite che il weekend offre loro, nel buon nome della contemporaneità. Sì, perché se i circuiti maggiori non si fermano con l’ATP di Montepellier e il WTA di Cluj-Napoca, l’attenzione si sposta soprattutto sul primo turno della Coppa Davis 2026. Dove ci sono 26 Nazionali impegnate in 13 accoppiamenti al fine di regalarsi il passaggio alla fase successiva. Oltre all’Italia tris campione e paese ospitante delle prossime Final Eight, sul divano ci sarà la Spagna beneficiaria di un bye che attende Cile o Serbia per conoscere l’entità del proprio avversario: i sudamericani sono avanti 2-0.
La Serbia è a un passo dall’eliminazione, pagando il roster sicuramente non all’altezza con cui si è presentata al match. Oltre all’assenza di Novak Djokovic, anche Miomir Kecmanovic, Hamad Medjedovic e Laslo Djere hanno dato forfait lasciando Dusan Lajovic, unico singolarista nei primi 400 al mondo, a reggere la baracca. Proprio il finalista di Montecarlo 2019, però, non riesce nel compito e nel primo incontro lotta, ma cede in poco più di due ore di gioco a Tomas Barrios Vera che si impone 7-5 7-6(7). Il secondo ballo sulla terra battuta dell’Estadio Nacional di Santiago vede come protagonisti Alejandro Tablio e Ognjen Milic. Il cileno parte male, ma grazie al calore della torcida stile Coppa Davis, ribalta il risultato e chiude 6-7(3) 6-2 6-4.
Nella serata italiana di sabato 7 febbraio la palla passerà al doppio con lo stesso Tabilo, in coppia con Nicolas Jarry, ad avere una grossa chance contro il tandem serbo Ivan Sabanov/ Matej Sabanov. I fratelli gemelli sono chiamati all’impresa di riaccendere una speranza, nonostante la storia dica che la Serbia non è mai riuscita a risalire da uno svantaggio simile.
Germania e Croazia
La pratica non è archiviata come la Gran Bretagna, che nel suo 4-0 festeggia anche il ritorno di Jack Draper, ma anche la Germania mette più di un mattoncino alla seconda fase di Coppa Davis. Sul cemento di Dussendorf, i tedeschi si affidano all’esperienza con Hanfmann e Jan Struff che portano in vantaggio 2-0 la propria squadra contro il Perù. Entrambi incontri senza particolari patemi, con Yannick bravo a regolare Gonzalo Bueno con un doppio 6-4, fa ancora meglio Jan-Lennard che batte Juan Pablo Varillas in 74′.
Il confronto tra Croazia e Danimarca, invece, è fermo sull’1-1. Sul cemento di Varadzin, partono male i padroni di casa con Matej Dodig che si arrende 6-4 7-6(3) ad Elmer Moller. Nel secondo incontro la gioventù paga, con Dino Prizmic a fare la voce grossa. Il classe 2005 rimonta August Holmgren 5-7 6-0 6-2. Medesimo risultato anche per altri due tie. Canada e Brasile sono in parità dopo la vittoria di Draxl 6-3 6-3 su Reis Da Silva e il punto carioca a firma di Gustavo Heide su Gabriel Diallo 7-6(4) 3-6 7-6(4). Regna l’equilibrio anche tra Sud Corea e Argentina. Niente da fare per Hyon Chung: Tirante la spunta in tre set. Ci pensa a Soonwoo Kwon a regolare i conti: 7-6 6-2 a Marco Trungelliti.
Bublik, unico top 10 in Coppa Davis
Tie in bilico, invece, per quanto concerne Austria e Giappone. I nipponici puntano a tornare alle Finals dopo l’esperienza nel 2019, mentre lo scorso anno gli austriaci furono sconfitti ai quarti di finale dall’Italia campione. Sul cemento indoor di Tokyo è Watanuki a portare avanti i suoi con un 6-3 6-4 rifilato a Sebastian Ofner. Reazione degli ospiti con Rodionov che supera Mochizuki 6-4 7-5. Il doppio sorride al Paese del Sol Levante, mentre Neumayer fa 2-2 rifilando la seconda sconfitta a Mochizuki, doppio 6-3, e rimanda il verdetto al quinto e decisivo match.
Per quanto concerne il World Group I merita una menzione speciale l’accoppiamento tra Kazakistan e Principato di Monaco, dove tra le tante assenza dei big, c’è Sascha Bublik contro Valentin Vacherot. I due hanno dominato i rispettivi impegni con lo stesso score, con il kazako a liquidare Hugo Nys 6-3 6-0 e il monegasco a fare lo stesso con Aleksandr Shevchenko.
