Da Bertolucci e Barazzutti a Cobolli-Darderi: le 5 settimane in cui l’Italia ha fatto doppietta

Cobolli vince ad Acapulco e Darderi a Santiago. E' la quinta volta che due azzurri vincono tornei nella stessa settimana: la seconda su due superfici diverse

Di Manuel Ventriglia
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Flavio Cobolli - Finali Coppa Davis 2025 Bologna (foto X @CopaDavis)

Calare il bis o fare doppietta. A prescindere dalla forma espressiva, la sostanza è indistintamente a base di gioia e orgoglio azzurro. Soprattutto se in ambito sportivo le soddisfazioni targate Italia arrivano nell’arco di una settimana, a volte esultando lo stesso giorno a distanza di ore. E’ quello a cui il Bel Paese della racchetta ha assistito il 1 Marzo, per la quinta volta nella sua storia tennistica. Ci hanno pensato Flavio Cobolli ad Acapulco e Luciano Darderi a Santiago a portare a casa i rispettivi tornei e bagnare nel migliore dei modi sette giorni di grande tennis, portando l’ennesimo mattone allo sviluppo di un movimento restio a conoscere battute d’arresto.

Se Cobolli aveva regalato un dolce buongiorno all’Italia superando sul cemento messicano quel Frances Tiafoe che lo aveva sempre battuto nei precedenti, la finale vinta da Darderi contro Yannick Hanfmann sul rosso cileno, iniziata poco prima della mezzanotte, è sfociata anche nella giornata seguente. E’ la seconda volta che due italiani ci riescono su due superfici diverse, ma Flavio e Luciano non sono nuovi a gesta del genere, ripetendosi con un perfetto sincronismo a distanza di un anno da Bucarest e Marrakech. Ma andiamo con ordine, perchè la storia delle doppiette azzurre parte da lontano.

Terra rossa e terra verde. Chi sta strabuzzando gli occhi sulla seconda superficie, non deve sorprendersi affatto. Era il 1977 e, un anno dopo l’immortale trionfo della Coppa Davis, tocca a due degli eroi di quella squadra far sorridere l’italia in appena due giorni: Paolo Bertolucci e Corrado Barazzutti. Il nativo di Forte dei Marmi, dopo aver perso in finale contro l’amico fraterno Panatta nel 1974, vince tre edizioni consecutive del torneo di casa: l’ATP di Firenze. Proprio l’ultima finisce sotto la nostra lente di ingrandimento. Il 18 Aprile 1977 l’ex numero 12 al mondo si sbarazza in tre set del britannico John Feaver 6-4 6-1 7-5.

Il giorno dopo Barazzutti vince su terra verde quella che sarà l’ultima edizione del Carolinas International Tennis, torneo disputato a Charlotte appartenente al circuito WCT (World Championship Tennis). Il fruilano superò in finale l’americano Eddie Dibbs 7-6 6-0 conquistando il secondo dei cinque titoli in carriera. Due giorni di festa per il tennis azzurro, ancora all’oscuro del fatto che bisognerà attendere ben 39 anni per un traguardo analogo.

Piccoli bagliori di quello che poi sarà il Rinascimento odierno del tennis italiano, li fecero intravedere Paolo Lorenzi e Fabio Fognini nel 2016. Per l’ex giocatore romano, allora trentaquattrenne, sembrava un discorso chiuso il primo sigillo ATP e, invece, la terra rossa di Kitzbuhel rappresentò la sua volta buona. Il n.4 del seeding austriaco dominò contro il georgiano Basilashvili 6-3 6-4 e stuzzicò il connazionale impegnato in quel di Umago andando a svecchiare le immagini di Bertolucci e Barazzutti. Sul rosso croato non c’è partita, Fognini concede solo cinque game ad Andrej Martin e con un netto 6-4 6-1 si regala il quarto titolo ATP.

Gli azzurri iniziano a prenderci gusto, con ancora Fognini protagonista. Il ligure in quegli anni ha di fatto rappresentato un’ancora a cui aggrapparsi quando i risultati non erano scintillanti come in tempi moderni. Il 22 luglio 2018, a distanze di poche ore, trionfano sia l’ex numero 9 al mondo che un Cecchinato ancora raggiante per l’exploit al Roland Garros. Fabio a Bastad e Marco ad Umago con gli azzurri che finiranno per brindare partendo entrambi come testa di serie numero 3.

Fognini è autore di una grande settimana e trionfa su Richard Gasquet con il punteggio di 6-3 3-6 6-1. A Cecchinato bastano due set, invece, per avere la meglio sull’argentino Guido Pella con lo score di 6-2 7-6(4). Ellissi temporale, ed eccoci al luminosissimo oggi di marca italica con Cobolli e Darderi. La vittoria del romano a Bucarest dell’anno scorso, con Sebastian Baez 6-4 6-4, e quella dell’italo-argentino a Marrakech, doppio tie break con Tallon Griekspoor, sembrava una coincidenza. Oggi, dopo Acapulco e Santiago, l’augurio è che diventi una splendida abitudine.

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