Pegula e Svitolina: la classe 1994 alla riscossa
Forse è prematuro parlarne, e vedremo se il WTA 1000 di Miami confermerà o smentirà i valori emersi in questo inizio di 2026. Fatto sta che dopo alcuni anni nei quali i vertici sono stati quasi sempre occupati dalla triade Sabalenka – Swiatek – Gauff, i numeri di questa stagione dicono altro. Sabalenka e Rybakina sono le due leader del circuito in termini di punti: Sabalenka comanda davanti a Rybakina il Ranking calcolato sulle 52 settimane, mentre Rybakina è davanti a Sabalenka nella Race relativa al 2026. Non solo: Aryna ed Elena sono anche le protagoniste delle due finali più importanti sinora disputate, cioè Australian Open e Indian Wells.
Al contrario Swiatek e Gauff non sono riuscite a mantenersi sui livelli del passato. Lasciando da parte la United Cup, evento a squadre nel quale i risultati non rispecchiano sempre il rendimento individuale, entrambe faticano ad andare oltre i quarti di finale, visto che l’unica semifinale l’ha raggiunta Gauff a Dubai. Di conseguenza ne risente la classifica: nella Race di questa settimana sono al numero 8 (Gauff) e 9 (Swiatek) con circa un terzo dei punti conquistati dalle prime.
Il dato non del tutto atteso arriva invece da due tenniste nate nel 1994, che hanno vissuto un percorso di carriera diversissimo: Jessica Pegula ed Elina Svitolina. La numero 3 della Race (con 2190 punti), infatti, è Pegula, nata nel febbraio 2024, che prosegue la sua maturazione tardiva: nel 2026 vanta un record da non sottovalutare di 16 vittorie e solo 3 sconfitte. Ricordo che Jessica è entrata per la prima volta in Top 20 nel febbraio 2022 e poi in Top 10 qualche settimana dopo, a 28 anni compiuti. Prima di allora aveva trascorso la maggior parte delle stagioni in WTA da comprimaria.
Numero 4 della Race (anche lei con 2190 punti come Pegula, ma con meno punti conquistati nei WTA mandatory) è Elina Svitolina, altra giocatrice nata nel 1994, il 12 settembre. Svitolina ha vissuto una carriera quasi opposta a quella di Pegula: Top 20 già a vent’anni, Top 10 a 22 anni e poi stabilmente fra le prime per molte stagioni, con il picco legato al successo delle WTA Finals del 2018. Elina si è fermata per maternità proprio nel 2022, esattamente quando Pegula si affacciava ad alti livelli; sul piano del rendimento un involontario passaggio di testimone fra due tenniste della stessa generazione. Dopo la maternità, nel 2023 Svitolina è tornata nel circuito WTA (ripartendo dalla posizione 1344) ed è risalita in classifica.
Prima dell’ultimo progresso che l’ha di nuovo portata in Top 10 c’è stata la scelta di fermarsi in anticipo nel 2025: stop a qualsiasi attività agonistica dopo il negativo turno di Billie Jean King Cup di settembre con diverse settimane lontane dal tennis. In questo modo Svitolina è rientrata con nuove energie e ora sta disputando un 2026 davvero positivo. A oggi il suo dato stagionale è di 19 vittorie e 4 sconfitte. Ha raggiunto la semifinale all’Australian Open e a Indian Wells, risultati che insieme alla vittoria di Auckland e alla finale a Dubai (persa proprio contro Pegula) le hanno permesso di tornare ai vertici delle classifiche.
Nella conferenza stampa tenuta dopo il successo contro Swiatek nei quarti di finale di Indian Wells, Svitolina ha spiegato che la pausa le ha permesso di rientrare nel circuito rigenerata, e con la convinzione che sia sempre possibile migliorarsi, fosse anche solo una questione di dettagli. Ha raccontato: “Il tempo che mi sono presa, soprattutto a livello mentale, ha fatto la differenza. Ero sopraffatta e stanca, completamente svuotata. Forse mi mettevo anche troppa pressione addosso, ma con tutto quello che ho nella mia vita da gestire era comunque molto. A volte è importante prendersi del tempo. Nel mio caso mi ha aiutato a ricominciare da zero. Non ho giocato per un mese”.
E poi: “Ho analizzato anche alcune statistiche delle partite: cosa funzionava e cosa non funzionava. Per me era importante vedere con i miei occhi i risultati. (…). Ho avuto il tempo di lavorare su alcune cose: il servizio, la risposta e in generale su tutto. Perché a questo livello altissimo sono proprio le piccole differenze, i piccoli aggiustamenti che funzionano e fanno la differenza tra essere costanti oppure avere solo qualche buona settimana ogni tanto”.
Di sicuro la Svitolina attuale scende in campo con un atteggiamento più offensivo rispetto alla versione pre-maternità. Da giocatrice prevalentemente difensiva si è trasformata in una tennista più a tutto tondo: quando ci sono le occasioni non rinuncia più a spingere e a cercare il vincente, anche se questo non è proprio nelle sue corde naturali. Direi che molto del suo rendimento attuale passa dall’efficacia del colpo meno spontaneo, vale a dire il dritto: in passato era il colpo che faticava maggiormente a utilizzare come arma offensiva, ma nel tennis aggressivo di oggi rinunciare a certe occasioni per chiudere il punto può risultare controproducente. Svitolina, che in campo è sempre stata una giocatrice piuttosto lucida sul piano tattico, ne è consapevole, e quindi accetta di prendere più rischi. E quando il dritto funziona, i risultati sono spesso dalla sua parte.
Scopriremo come evolveranno le cose in stagione, anche perché nella Race alle spalle di Pegula e Svitolina preme la più grande novità degli ultimi mesi del tennis femminile: numero 5 è Victoria Mboko, che sembra migliorare la qualità del suo tennis a vista d’occhio: progredisce davvero di settimana in settimana. Così come al recente Australian Open, anche in California a fermarla è stata Sabalenka, eppure proprio i due confronti hanno dimostrato quanto sia cresciuta Victoria rispetto a Melbourne. Nel prossimo impegno di Miami Mboko è stata sorteggiata nello stesso settore di Mirra Andreeva: se non inciamperanno prima, si prospetta un interessante quarto turno fra le migliori teeenager del circuito. Sarebbe il terzo incrocio nel giro di pochi mesi: in gennaio aveva vinto Andreeva (finale ad Adelaide), ma in febbraio Mboko si era presa la rivincita (terzo turno a Doha). Vedremo se ci sara la “bella”.
