Non tutte le vittorie hanno lo stesso significato, alcune di queste rappresentano il punto in cui una carriera può assumere altri significati; vittorie che vanno oltre il punteggio. Joao Fonseca batte Matteo Berrettini 6-3 6-2 e centra il suo primo quarto di finale in un Masters 1000, confermando di essere a pieno titolo quello che potrebbe definire come “il nuovo che avanza”. Anzi, che è arrivato.
“È stata una partita molto buona fin dall’inizio, ho giocato in modo aggressivo, mettendo tanta pressione in risposta e servendo bene”, spiega il brasiliano, un match quasi senza sbavature, con l’unico passaggio a vuoto nel secondo set: “L’unico momento in cui ho perso un po’ il focus è stato sul 2-1, ma sono rimasto positivo, ho continuato a spingere e sono riuscito a recuperare il break”.
Un segnale di maturità, più ancora del risultato: “Sono molto felice di come sono rimasto concentrato e di aver raggiunto i miei primi quarti in un Masters 1000”.
Dati, istinto e un piano chiaro
Nel tennis moderno anche i numeri fanno la loro parte, ma Fonseca sembra aver trovato il giusto equilibrio. “Il mio coach studia molto, analizza dati e statistiche. A me piace quando mi riassume le cose importanti prima del match”, racconta.
Non un approccio ossessivo, ma mirato: “Voglio sapere cosa fa l’avversario nei punti importanti, ad esempio se serve più spesso esterno o al centro. Sono dettagli che aiutano a costruire il piano partita”.
Poi però resta lo spazio per il gioco, per le sensazioni: “Capire dove sto perdendo punti, cosa devo migliorare, essere più aggressivo… tutto questo ci aiuta a diventare migliori”. Un lavoro condiviso, dove l’analisi diventa strumento fondamentale per capire dove si vuole arrivare.
Crescita fisica e mentalità: “Voglio stare con i migliori”
Con un avversario come Berrettini, anche sul piano della potenza, Fonseca ha tenuto testa senza timori: “Il suo dritto è potente, la prima volta che ci ho giocato era difficilissimo. Oggi ho sentito bene la palla”. E sui riferimenti: “Carlos ha un grande dritto, anche Tsitsipas è molto solido con questo colpo”.
Il vero salto sembra però arrivare dal lavoro fisico: “Abbiamo lavorato tanto sui movimenti, sulla terra e sul cemento. Se voglio arrivare tra i top 10 o top 5, devo muovermi come loro”.
E infine la visione su quella che sarà la stagione sulla terra, sugli obiettivi e sulla soddisfazione di aver raggiunto un livello che va oltre i risultati: “Alla fine sella stagione sarei felice se ottenessi buoni risultati, se giocassi buone partite.
Anche se dovessi perdere, voglio farlo giocando bene, con una mentalità positiva, andando a cercare i miei colpi. La mia mentalità ora è questa: ogni partita è un’opportunità per imparare e voglio affrontarla dando il massimo, cercando di vincere a tutti i costi. Alla fine della stagione sulla terra, voglio essere soddisfatto di me stesso, sapendo di aver fatto tutto il possibile per essere al meglio e ottenere i migliori risultati”.
Ora, all’orizzonte, c’è Alexander Zverev; un ulteriore banco di prova per il futuro già presente.
