ATP Barcellona, Alcaraz: “Le condizioni non erano delle migliori. Avambraccio? Vedremo con il team”

Dopo il debutto vincente a Barcellona, Carlos Alcaraz parla delle sue condizioni fisiche, difende i tornei di una settimana e incorona Rafa Jodar

Di Federico Bertelli
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Carlos Alcaraz - ATP Barcellona 2026 (@ X Barcelona Open Banc Sabadell)

Dopo il successo contro Otto Virtanen al Barcelona Open Banc Sabadell 2026 di Barcellona, Carlos Alcaraz è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti italiani e spagnoli.

D: Carlos, raccontaci come ti sei sentito oggi in campo
Carlos Alcaraz: “Oggi le condizioni non erano delle migliori. Ho fatto solo un’ora di allenamento per prendere confidenza e questo ha reso le cose un po’ più difficili. Alla fine le condizioni sono totalmente diverse, quindi mi è costato un po’, soprattutto all’inizio, trovare il ritmo giusto e la giusta dinamica. Però, poco a poco, credo che alla fine siamo riusciti a sentirmi meglio, ad adattarmi sempre di più alle condizioni di Barcellona e a chiudere a un buon livello”.

D: Ciao Carlos, come stai? Complimenti per la vittoria. Volevo chiederti come sta l’avambraccio e come ti senti.
Carlos Alcaraz: “Grazie. Sono fastidi che vengono fuori quando hai pochissimi giorni di recupero. Quando le partite sono una dopo l’altra, alla fine saltano fuori cose in qualche movimento non così abituale. Abbiamo cercato di tranquillizzarci e di andare avanti. Soprattutto ho cercato di essere più rilassato nel secondo set e vedere cosa succedeva. Adesso mi valuterà il fisioterapista, parleremo presto con il team e vedremo. Credo che sia un fastidio che ho già avuto in precedenza e che non è mai diventato qualcosa di più serio, quindi speriamo che sia così anche stavolta”.

D: Carlos, vieni da Montecarlo, un Masters 1000 di una settimana, e adesso sei qui a Barcellona. Non c’è molto tempo per adattarsi. Tra questa sequenza di due tornei di una settimana e la combinazione dei Master 1000 su 10 giorni, in quale ti senti più a tuo agio?
Carlos Alcaraz: “Io ho sempre difeso i tornei di una settimana e credo che continuerò a difenderli. Per me sono sempre migliori. In questo caso, per esempio, se Madrid fosse di una settimana, avrei la settimana successiva libera, e questo aiuterebbe. E se anche Roma fosse di una settimana, avrei libera pure quella dopo”.

“Quindi alla fine io difenderò sempre i tornei di una settimana. E credo anche che si veda un tennis migliore, soprattutto nei Masters 1000. A Montecarlo abbiamo già visto che dal primo giorno c’erano partite incredibili, e penso che questo sia anche più attraente e più bello per attirare quelle persone che magari non sono così abituate a guardare il tennis. Quindi io continuerò sempre a preferire i tornei di una settimana”.

D: Ciao Carlos, ti ha sorpreso Virtanen? Voglio dire: non so se ci avessi già giocato prima. Affrontare uno sconosciuto può complicare le cose o metterti più in difficoltà?
Carlos Alcaraz: “No, non mi ha sorpreso molto, la verità. So che è un grande giocatore, ma credo che sia un giocatore più da superfici veloci, più da indoor. Penso che sia cresciuto soprattutto giocando su quelle superfici e sulla terra faccia un po’ più fatica. Però è anche vero che l’ho seguito abbastanza. Credo che sia più abituato a giocare challenger e simili, ma ho sempre tenuto d’occhio i suoi risultati, che sono molto buoni. Quindi non mi sorprende e sono sicuro che continuerà a salire”.

D: Ciao Carlos, complimenti per la vittoria. È un tema molto ricorrente quello dei social network e dell’odio che i tennisti ricevono dopo le partite. Ti volevo chiedere che tipo di rapporto hai oggi con i social: li usi molto, preferisci guardarli poco? E capita anche a te di leggere ogni tanto messaggi negativi?
Carlos Alcaraz: “Sì, l’ho già detto: forse guardo i social più di quanto dovrei. Sono una persona sensibile. Alla fine credo che tutti siano umani, e certi commenti ti fanno dubitare un pochino di quanto vali, di ciò di cui sei capace”.

“In certe sconfitte, in certi momenti, quei commenti ti fanno pensare che non sei abbastanza bravo. E questo è successo anche a me. Lì devi avere accanto le persone giuste. Io, grazie a Dio, ho la mia famiglia e ho un team meraviglioso che, ogni volta che ne ho bisogno, mi aiuta e mi protegge. Sono loro quelli che mi tirano su, soprattutto nei momenti difficili. Quindi torno al punto di partenza: sì, guardo i social più di quanto dovrei”.

D: Tornando un po’ sul tema del polso, domani farai trattamento? Ti allenerai normalmente? Qual è più o meno il piano da seguire?
Carlos Alcaraz: “Ancora non lo so. Ho parlato un po’ con il mio staff, ho raccontato le mie sensazioni, ma non mi hanno ancora potuto valutare fino in fondo. Quindi adesso mi farò la doccia, andrò in albergo e da lì valuteremo cosa faremo domani, quale sarà il piano da seguire. So che riposerò, quello sì, ma il piano è cercare di stare il meglio possibile per poter giocare ed essere in buone condizioni per giovedì”.

D: Ciao Carlos, vorrei che ci dessi la tua opinione sull’esplosione che sta avendo Rafa Jodar, che ha appena vinto anche il suo primo titolo ATP a 19 anni, e che consigli gli daresti. Tu hai vissuto una situazione simile, emergendo giovanissimo, e sai cosa significa. Mi piacerebbe che commentassi cosa pensi di Rafa Jodar e che consiglio gli daresti in questa fase iniziale che ha davanti.
Carlos Alcaraz: “Io credo che Rafa sia un grandissimo giocatore, sinceramente. L’ho seguito e penso che sia entrato nel tour e si sia ambientato molto, molto rapidamente. Ho avuto l’opportunità di allenarmi con lui quando è stato sparring in Coppa Davis e lì avevo già visto di cosa fosse capace. Poi, quest’anno in Australia, ho potuto addirittura giocarci un set di allenamento e lì ho visto ancora meglio il livello che aveva”.

“E poi, soprattutto dall’Australia a oggi, quello che ha ottenuto è stato impressionante. La verità è che sono molto felice per lui, perché si vede che è un ragazzo eccezionale sia dentro sia fuori dal campo, con valori incredibili e soprattutto molto tranquillo fuori dal campo. Quindi gli auguro davvero tutto il meglio. Ogni volta che gioca bene, che vince un torneo o che ottiene un bel risultato, cerco di fargli i complimenti e soprattutto sono molto contento per lui. Credo che lo aiuti molto anche il fatto che ci siano altri giocatori molto giovani della sua età che stanno emergendo, come per esempio Landaluce, che per me è anche lui un giocatore impressionante e con cui ho avuto la possibilità di allenarmi prima di andare a Montecarlo. Credo che loro due si aiuteranno a vicenda per continuare a migliorare e a salire, perché hanno un grande futuro”.

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