Dal campo al tempo: Sinner e Alcaraz, Rolex e il doppio palcoscenico tra Monte Carlo e Ginevra

C’è un filo che unisce la terra rossa del Principato e i saloni dell’alta orologeria: è quello di Rolex, che nel giro di pochi giorni ha visto i suoi due testimonial più rappresentativi, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, protagonisti tra il Rolex Monte-Carlo Masters e Watches and Wonders

Di Carlo Galati
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jannik Sinner - Credits: IG @watchesandwonders

Gli orologi si sono visti prima in campo, poi sotto i riflettori di Ginevra. La finale del Rolex Monte-Carlo Masters ha messo di fronte Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, non solo i due riferimenti tecnici del tennis mondiale, ma anche i volti più riconoscibili della maison ginevrina. Un passaggio quasi naturale, perché pochi giorni dopo proprio Sinner è stato ospite della casa coronata a Watches and Wonders, l’evento più atteso dell’alta orologeria.

Il salto dal campo allo stand Rolex non è soltanto geografico, ma anche molto simbolico. Da un lato il tempo scandito dai punti, dai game, dalle finali; dall’altro quello misurato con precisione assoluta da movimenti meccanici che rappresentano l’eccellenza, nell’evento più atteso dell’anno. In mezzo, una continuità che Rolex ha costruito negli anni, legando il proprio nome ai grandi tornei e ai loro protagonisti. Non è un caso che il torneo del Principato è sponsorizzato da Rolex, che in campo ci fossero i due migliori ambassador possibili e che tutto fosse in continuità con W&W. Difficile incastrare tutto meglio di così.

Sinner, continuità e precisione: il Daytona Everose

A Monte Carlo e poi a Ginevra, Jannik Sinner è stato visto con un Rolex Cosmograph Daytona Everose Ref. 126515LN, modello che racconta molto della sua identità attuale. Cassa in oro Everose da 40 mm, lunetta in ceramica nera, quadrante sundust e nero vivo, cinturino Oysterflex: una sintesi di eleganza sportiva che si riflette anche nel suo tennis.

Il calibro 4131, cronografo meccanico a carica automatica, garantisce precisione certificata (-2/+2 secondi al giorno) e una riserva di carica di circa 72 ore. Dati tecnici che trovano un parallelo quasi naturale con la sua crescita in campo: solidità, affidabilità, capacità di mantenere il livello nei momenti chiave. Non più il Submariner degli inizi, ma un Daytona che segna un’evoluzione, proprio come il suo percorso.

Alcaraz, estro e ricerca: il Daytona Le Mans

Se Sinner rappresenta la continuità, Carlos Alcaraz incarna il movimento, entrambi perpetui come i movimenti dei segnatempo. Anche lui protagonista a Monte-Carlo, anche lui volto Rolex, ma con un approccio diverso, più istintivo e sperimentale. Negli ultimi giorni lo spagnolo è stato avvistato con un Rolex Cosmograph Daytona 126528LN, il cosiddetto “Le Mans”, uno dei modelli più affascinanti e ricercati.

Cassa da 40 mm in oro giallo 18 carati, lunetta Cerachrom con il “100” in rosso, quadrante nero reverse panda, calibro 4132 con contatore sulle 24 ore e fondello in vetro zaffiro: un orologio che esce dai codici tradizionali, proprio come il suo tennis. Più che un accessorio, una dichiarazione di stile.

In fondo, il legame tra Rolex e il tennis sta anche qui. Non solo nella presenza sui campi o nei grandi eventi, ma nella capacità di raccontare personalità diverse attraverso lo stesso linguaggio che passa attraverso l’eccellenza della manifattura e la riconoscibilità del brand. Monte-Carlo e Ginevra, il campo e la vetrina internazionale, Sinner e Alcaraz: due modi di interpretare il tempo, un’unica visione di eccellenza.

Leave a comment