WTA Roma, Paolini: “Gli Slam per ora non vengono incontro ai giocatori. Si può pensare di boicottarli”

La n.1 azzurra: "La WTA sta venendo incontro anche per pensioni e maternità. Gli Slam no, e non alzano abbastanza i montepremi in percentuale al guadagno"

Di Pellegrino Dell'Anno
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Da Roma, il nostro inviato


Jasmine Paolini arriva a Roma, agli Internazionali d’Italia 2026, con il peso più grave sulle spalle. Il peso della campionessa in carica, eredità del 2025, anno in cui ha scritto la storia del tennis azzurro. Dovrà ritrovare il miglior stato di forma, dopo un periodo poco felice, per provare a ripetersi, per tenere salda la posizione in classifica. Tutte cose che Paolini, che arriva in ogni caso da n.8 del mondo, sa benissimo. Come ha anche confermato in conferenza stampa. Ampliando la discussione anche al tema montepremi Slam e richieste dei giocatori. Facendo eco alla proposta, abbozzata da Sabalenka, di addirittura un eventuale boicottaggio.

D: Tutti voi top player state chiedendo maggiori guadagni nei tornei dello Slam, basandovi sulle percentuali. Sabalenka si è detta disposta a boicottare i tornei se la situazione non cambia. Come ti poni? Se ne parla?

Paolini: “È un tema che gira, credo che stiamo facendo questo perché ci sia una situazione migliore per i giocatori, soprattutto sulla questione delle pensioni e della maternità. Gli Slam non stanno provvedendo, mentre la WTA sì. C’è questa differenza qui, stiamo lottando per quello. La cosa positiva è che siamo tutti uniti, tutti nella stessa direzione. Gli Slam alzano un po’ i montepremi ma non in percentuale a quanto guadagnano di più. Ma soprattutto non contribuiscono ad altre questioni. Se siamo tutti d’accordo, e secondo me lo siamo, si potrebbe pensare a boicottare“.

D: I primi mesi non hanno avuto i risultati che probabilmente ti aspettavi. Hai capito cosa è successo, qual è stato il problema?
Paolini: “Credo sia difficile mantenere consistenza per un lungo periodo. Non ho iniziato l’anno benissimo, volevo fare meglio. Sto cercando di aggiustare le cose, di colpire tanto, focalizzarmi sull’allenamento, tornare a un livello che mi permetta di essere competitiva“.

D: L’anno scorso qui hai vinto il torneo, come ti poni al riguardo? La cosa ti causa più pressione o ti dà una bella carica emotiva?
Paolini: “Per il momento non ci sto neanche pensando troppo. Tornare è stata una bellissima sensazione. mi sono venuti alla mente tanti bei ricordi. Spero di portarmi tanta energia positiva. Ma quello che ho fatto l’anno scorso è passato, ora è una nuova edizione. Cerco di concentrarmi sulla prima partita, la più importante. Spero di mettere dentro un buon tennis e un buon allenamento“.

D: Sinner dice sempre che cerca di mettersi nelle migliori condizioni per esprimere la versione migliore di sé stesso. Guardando avanti hai un obiettivo? Essere sempre migliore o la gioia che al momento non puoi avere per i risultati?

Paolini: “Credo che quando entro in campo cerco sempre di fare quello che so fare meglio, ma non sempre ci si riesce. Sto cercando di tornare a buon livello per più partite. È importante trovare quel livello che mi fa essere competitiva in questi tornei più complicati, che è quello che mi piace, mi diverte. C’è continua ricerca di quel livello, lo sto facendo, non so quando arriverà ma è una cosa a cui non penso. Cerco di fare le cose bene e raccogliere i frutti“.

D: Quanto influiscono vittorie e sconfitte su Jasmine Paolini? Sei sempre felice, sorridente, riesci a farti scivolare tutto addosso?
Paolini
: “Nì. Ovviamente ci tengo molto, spero sempre di poter far bene, sentirmi bene in campo, sicuro vincere aiuta. Giocare tante partite fa sentire meglio, più fiducia, un mood positivo. Bisogna esser bravi a credere in sé stessi anche quando le cose non vanno come si vorrebbe“.

D: Quali sono stati i momenti migliori per te da Roma dello scorso anno? Momenti in cui ti sei sentita te stessa? E i peggiori?
Paolini: “Anche nei momenti meno buoni sono sempre io, mi sento comunque me stessa. Nell’ultima parte dello scorso anno ho espresso buon livello di tennis, alto per tre tornei di fila in Cina. In quei tornei sono riuscita ad essere continua, una cosa che stiamo cercando di fare. A inizio anno Doha e Dubai sono stati un po’ strani, brutti da parte mia anche come modo di scendere in campo. Potevo fare un pochino di più anche per rimanere positiva“.

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