2. Quante wild card supereranno il primo turno?
Com’è ormai consuetudine, praticamente tutte le wild card per i tabelloni principali e delle qualificazioni vengono assegnate a giocatori e giocatrici italiane. Se da una parte la Federazione continua le sue operazioni di sostegno al tennis tricolore prendendo di fatto due piccioni con una fava (l’assegno del primo turno va staccato comunque, quindi tanto vale darlo a un italiano), l’altro lato della medaglia offre talvolta partite ben poco competitive.
Nel tabellone maschile le wild card sono andate ad Arnaldi, Cadenasso, Cinà, Maestrelli e Nardi, mentre nel main draw femminile ne hanno beneficiato Brancaccio, Bronzetti, Grant, Pigato, Ruggeri, Stefanini e Trevisan (oltre a quella riservata, come da accordi, a Tennis Canada). Almeno una approderà di certo al secondo turno, visto il derby all’esordio tra Grant e Pigato (chi vince trova Mboko). Ma le altre? Visti gli accoppiamenti, trovare 4/5 wild card al secondo turno – considerati entrambi i tabelloni – potrebbe già essere un risultato più che discreto.
3. Iga Swiatek raggiungerà la prima finale del 2026?
Una delle più grandi delusioni di questo primo quadrimestre del 2026 è senza dubbio Iga Swiatek, ancora a secco di finali quest’anno (United Cup esclusa). L’ultima volta che la polacca si è giocata un titolo risale a metà settembre 2025, quando rimontò Alexandrova in finale a Seoul.
Quarti all’Australian Open, a Doha, a Indian Wells e a Stoccarda, terzo turno a Madrid e addirittura sconfitta all’esordio a Miami non sono risultati all’altezza di una ex numero 1 del mondo e dominatrice come Swiatek, che ha provato a darsi una scossa anche con il cambio di allenatore a inizio aprile. Il lavoro da fare per Francisco Roig non manca, in attesa che magari le sessioni intense con Rafa Nadal inizino a portare i frutti sperati… a partire da quel brivido dell’ultimo atto che manca da otto mesi ma che, considerato il tabellone di Swiatek a Roma (dove ha comunque già vintro tre volte), sarebbe già una piccola impresa tornare ad assaporare.
a pagina 3 uno sguardo a Jodar, Musetti e Djokovic
