ATP Roma, Sinner: “Cerco sempre di fare i miei compiti prima di entrare in campo”

“Non c’è stato un momento specifico in cui mi sono reso conto di poter competere con i Big Three”, ha affermato Jannik Sinner. “E’ una cosa che arriva con il tempo”

Di Andrea Binotto
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Jannik Sinner - Roma 2026 (foto Francesca Micheli)

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Come da programma, Jannik Sinner ha regolato senza troppe difficoltà Andrea Pellegrino. Agli ottavi di finale degli Internazionali BNL d’Italia, il 24enne di Sesto Pusteria ha lasciato solamente cinque game al suo avversario. Ventiseiesima vittoria consecutiva (suo record personale eguagliato), trentunesimo successo filato nei 1000 (alla pari del primato di Novak Djokovic), diciannovesima affermazione nei derby (con 0 sconfitte all’attivo nei main draw ATP) e cinquantottesima vittoria consecutiva contro tennisti fuori dalla top 50. Questi i numeri impressionanti del numero 1 del mondo, che dopo il match è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti.

Sinner: “Non sono il tipo di giocatore che fa numeri in campo”

“Penso che siamo in un grande momento per l’Italia. Ci sono grandissimi giocatori, puoi vederlo anche da questo torneo, in cui ci sono molti tifosi. È bello fare parte di questo movimento. Andrea ha giocato un grande torneo, con molti ricordi che si porterà dietro. È stato un match fisico, abbiamo giocato un gran tennis e sono contento del mio livello. Spero che questo gli possa dare un bel boost di fiducia per il futuro. Gli auguro il meglio per il resto della stagione e della carriera”.

“Sui social a volte ti escono i punti di molto tempo fa, ma non ho mai guardato una partita completa di tempo fa. Una persona una volta mi ha regalato una racchetta di legno, ma non so dove sia finita onestamente (sorride, ndr).

“La scelta del colpo e del punto in cui lo sferri è importante. Non sono il tipo che fa numeri in campo. A volte nella semplicità c’è il risultato migliore. Stiamo cercando di aggiungere alcune cose, come andare a rete. Oggi l’ho fatto abbastanza bene”.

Sinner: “Cerco sempre di fare i miei compiti prima di entrare in campo”

“Se guardiamo gli ultimi tornei, Jodar sta giocando molto bene, molto libero. È un tennista di alto livello. Non ha paura. Ce ne sono tanti di giovani che stanno stupendo. Oggi, comunque, la mia è stata una partita con molto vento. Queste sono le partite che mi portano al limite e che servono in vista di Parigi.

Io cerco sempre di fare i miei compiti prima di entrare in campo. Fa parte del lavoro. Sono molto attento su tanti dettagli. A volte prepari bene la partita, altre volte devi cambiare il piano durante il match”.

Sinner: “Il mio lavoro è rimanere sul presente e capire come sarà il tennis in futuro”

“Non mi sono reso conto in un momento specifico di poter competere con i Big Three. È una cosa che arriva con il tempo. Se vuoi essere un tennista forte, devi saper giocare su tutte le superfici e devi fare tutti i tornei al massimo. La testa fa molta differenza e dipende come gestisci alcune cose durante il torneo. Con il team stiamo andando verso la direzione giusta. Il mio lavoro è rimanere sul presente e capire come sarà il tennis in futuro. Secondo me sarà sempre più veloce e il servizio sarà un’arma ancora più importante”.

La racchetta? Tengo questa perché mi piace di più questo colore che sto utilizzando. Credo che tra cinque anni le racchette avranno qualcosina in più di quello che hanno ora. È anche una questione di confidenza con l’attrezzo. Avendo fatto buoni risultati, non volevo cambiarla”.

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