ATP Roma, Medvedev: “Crampi? Bisogna consentire l’assistenza medica”

Il russo: "Regolarizzando il medical timeout non ci sarebbero problemi. Contro Sinner mi sento un po' come contro Djokovic. Punto alle ATP Finals"

Di Pellegrino Dell'Anno
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Daniil Medvedev - Roma 2026 (foto Francesca Micheli)

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Da Roma, il nostro inviato
Ascoltare le conferenze stampa di Daniil Medvedev è un piacere. Anche quando perde, specie se poi è stato capace di lottare e quasi portare al limite Jannik Sinner. Impresa attualmente per pochi. Nonostante avesse mostrato qualche lamentela di troppo ieri, prima dell’interruzione per pioggia, riguardo i crampi dell’azzurro. Argomento che era chiaramente centrale anche nella sua analisi post match. Medvedev ha preferito una risposta democristiana, senza probabilmente dare fino in fondo la sua opinione dopo le lamentele di ieri sera. Con un “bisognerebbe concedere tre minuti per i crampi”.

D: Sono sicuro che non sei contento di aver perso, ma quanta fiducia ti dà il fatto di aver giocato a un livello così alto contro il miglior giocatore del mondo?

Medvedev: “Anche nel primo set pensavo di non aver giocato poi così male. Nel secondo set sono riuscito a alzare il mio livello. Oggi è stato un po’ tutto veloce. Sono abbastanza contento di come ho giocato sul 30-30, salvando un paio di match point sul mio servizio. Sono molto soddisfatto del livello, ma deluso per la sconfitta. Per quanto riguarda la fiducia, ogni settimana è una nuova settimana. È positivo raggiungere questo livello prima del Roland Garros, ma lì sarà una nuova avventura. Vediamo cosa ci riserva“.

Ubaldo Scanagatta: Durante l’Australian Open c’è stato un giorno in cui Zverev si è lamentato del fatto che Alcaraz avesse i crampi e ha chiamato il fisioterapista e cose del genere. Ieri la pensavi più o meno allo stesso modo? Come pensi che si possa risolvere il problema? Per un arbitro è impossibile stabilire se qualcuno abbia i crampi o qualcos’altro. Cosa faresti, alla fine, per cambiare quella regola, se fosse possibile?

Medvedev: “All’inizio volevo dire che è impossibile da accettare, ma in realtà ho una soluzione: consentire l’assistenza medica, ovvero tre minuti di fisioterapia, quando si hanno i crampi. Allora non ci sarebbero problemi perché un giocatore potrebbe dire: ‘Ho i crampi, ho bisogno di un fisioterapista’. Per il momento non è consentito. Lo capisco perfettamente. Naturalmente, se inizi ad avere i crampi – forse lui non li aveva, non ne ho idea – quello che fai è chiedere un fisioterapista e dire di avere un leggero fastidio alla gamba. Probabilmente l’ho fatto anch’io nella mia carriera. Se fosse consentito l’intervento medico per i crampi, non ci sarebbero problemi, quindi questa è una soluzione“.

D: Cosa ne pensi dei cali di forma di Jannik? Gli capitano ogni tanto. Ne ha avuto uno proprio contro di te a Wimbledon un paio di anni fa. Qual è la tua opinione al riguardo? È un avversario molto tosto. Voi ragazzi nello spogliatoio ne parlate, non tu e Jannik, ma gli altri, e vi chiedete cosa stia succedendo quando lui non si sente bene?

Medvedev: “Giocare contro di lui è molto difficile. Per vincere un punto, devi tirare un sacco di colpi. Cerco di vincere i punti, quindi tiro un sacco di colpi. Non so se forse ci fosse qualcos’altro, ma gli scambi erano duri sul piano fisico. È stata dura anche per me. Lui stava faticando. Ogni volta che gioco contro Novak, è un po’ la stessa cosa. Novak molte volte ha faticato fisicamente contro di me. Abbiamo giocato molti colpi perché è così che gioco anch’io. Non credo ci sia altro da dire al riguardo.

Ripeto, ogni volta che qualcuno è abbastanza bravo da giocare contro Jannik in un game da fondo campo, perché non c’è altro modo per vincere, sarà una lotta per entrambi. L’abbiamo visto a Montecarlo, anche lì era in difficoltà, ma ha vinto. Il fatto che sia in difficoltà non costituisce per lui un problema per vincere. L’unica possibilità che hai è giocare questi scambi da 30 colpi, cercando di vincerli“.

D: Attualmente sei n.9 in classifica. Visto il tuo livello di gioco attuale, non ti senti n.3?

Medvedev: “Per quanto si è visto a Roma forse. A Montecarlo, no (sorride). Sto solo facendo del mio meglio. Penso che nella Race probabilmente sono quarto, dietro a Zverev e a ‘quei due’ (sorride). Sto solo facendo del mio meglio e vedremo alla fine. L’obiettivo è sicuramente quello di arrivare a Torino. Prima pensavo: sto giocando bene, ci sarò a Torino. L’anno scorso non c’ero.

L’obiettivo è cercare di arrivare a Torino, cercare di mantenere il livello che sono riuscito a trovare sia a Madrid che a Roma. A Madrid ho giocato bene, ma ho perso contro Cobolli, che ha disputato un’ottima partita. Cercherò di ripetere lo stesso al Roland Garros. E cercherò di giocare bene sull’erba. Se finisco al n. 3, mi sentirò benissimo quest’anno. Ma siamo lontani da lì. Sasha sta giocando in modo incredibile, in realtà molto meglio di me in termini di risultati. Sono felice di essere il n. 4 al momento“.

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