In attesa della finale del torneo, dell’appuntamento con la storia di Jannik Sinner, è tempo di tirare le prime somme degli Internazionali d’Italia 2026. Lo fa nella consueta conferenza stampa di fine torneo il presidente FITP Angelo Binaghi, affiancato da Diego Nepi Molineris di Sport e Salute. Tessendo le lodi di un’edizione in ogni caso storica, tra record di incassi e di presenze. Con il tennis che sempre più sta assurgendo al ruolo di sport timoniere in Italia.
Binaghi e FITP: numeri impressionanti
Il dato che più spicca è chiaramente quello riguardante i le presenze registrate quest’anno al Foro Italico: “418.815 presenze senza contare i ground di oggi. I badge sono circa 161.000, tra stand, sicurezza, giornalisti, quindi si supera il mezzo milione di presenze. Un dato che risente anche della pioggia, altrimenti avremmo di certo fatto meglio. La crescita fintanto che non arriverà il tetto potrà esserci, con condizioni meteorologiche migliori. Poi la crescita del tennis italiano è netta, e non è finita. Il prossimo passo, dopo gli ampliamenti vari, sarà la copertura. E questo ci darà circa 2.000 posti, che avremmo occupato quasi in tutte le sessioni. Circa 35.000 posti in più facilmente riempibili“.
Chiaramente il numero impressiona anche perché non si riferisce soltanto agli spettatori nostrani. I fan ormai arrivano da qualsiasi parte del mondo al Foro Italico: “Abbiamo avuto il 4% in più di spettatori internazionali. Gli appassionati sono attratti dal miracolo italiano di Sinner“. Per quanto il discorso non si fermi a risultati e biglietti, toccando anche aspetti più delicati: “Il tennis fa particolarmente bene al servizio sanitario nazionale, allunga la vita di 9 anni se praticato con costanza. Abbiamo inoltre sviluppato un protocollo col Ministero della Pubblica Istruzione: potremo formare per la prima volta in tutte le scuole docenti laureati in scienze motorie. Non solo un’invasione festosa, ma avremo avamposti importanti che dovremo far crescere, istruire e motivare“.
Il nodo dei diritti televisivi
La parte più interessante della conferenza, ottenute le conferme sull’inizio della costruzione del tetto già questo giugno (dopo la fine del Major di padel che si disputerà al Foro) è stata chiaramente quella occupata dalle domande. In particolare l’argomento sollevato dal collega Marco Iaria della Gazzetta dello Sport. Riguardante i diritti televisivi degli Internazionali d’Italia, quest’anno trasmessi in chiaro solo su TV8 a livello maschile. “La mancanza di RAI 1 è stata un grandissimo danno“, spiega Binaghi, “anche supponendo che l’appeal sia rimasto costante, e sappiamo che è aumentato, c’è una differenza grande tra il canale che trasmette quest’anno e la RAI. L’anno scorso facevamo il doppio. Il danno è frutto di una negoziazione in cui siamo stati turlupinati“.
“Non permetteremo che il grande tennis possa tornare su un canale non tra i più visti in Italia“, prosegue il presidente, che ha sempre avuto come più grande vanto l’esistenza di SuperTennis, unico canale monotematico in chiaro sul tennis, “perché hanno un effetto trascinamento, non solo sugli appassionati. Questa è una mancata promozione. La finestra dei canali in chiaro è l’unica protezione che abbiamo da Atp Media, su cui abbiamo l’ultima parola, ed intendiamo restringerla. La situazione interna si riflette nella concezione che abbiamo dei diritti e della televisione, strumento fondamentale per promuovere. Questo asset è il più sottovalutato, nessuno ci capisce niente.
Supertennis è un attore incompreso, da un lato porta vantaggi come parlare ogni giorno con più di 1 milione di persone. Tutti ci studiano, capiscono, ma nessuno riesce a fare il canale televisivo, anche all’estero. All’interno di ATP Media ci sono 10 soci, ci sono dei privati a cui interessa poco lo sviluppo dello sport, più i soldi. Che arrivano dalle pay TV maggiormente. Poi ci sono una parte di federazioni che non capiscono la rilevanza dello strumento. Dunque spesso predichiamo nel deserto. Bisognerebbe spingere perché il chiaro sia predominante, nel breve ti porta più sponsor e spettatori, centralità all’interno del sistema sportivo. Ed è miope che federazioni sviluppate non capiscano che questo è lo strumento con il quale diventare sempre più popolari“.
Sguardo alle ATP Finals
L’altro argomento soggetto alle parole Binaghi è la situazione delle ATP Finals, che si terranno per quest’anno ancora a Torino. E che il presidente mira ad espandere: “Faremo la conferenza prima dell’estate per presentare le ATP Finals. E la prevendita sta andando anche meglio dello scorso anno. Siamo positivi, abbiamo seguito le indicazioni di Sport e Salute, avuto un confronto con il Ministero per definire una cornice che sia compatibile con la legge e il contratto che avevamo firmato con l’ATP. Ci sono tutte le condizioni per far bene anche là. Tra l’altro Sport e Salute ci permetterebbe di far uscire la manifestazione dall’ambito del Piemonte, coinvolgendola al territorio. Potremmo fare eventi paralleli, pensare di riprendere le Next Gen Finals. Far vivere tutto l’anno su tutto il territorio le Finals, che hanno rilevanza paragonabile ad Europei e Mondiali“.
Infine, confermando che il torneo su erba che si giocherà dal 2028 grazie alla rilevazione della licenza di Bruxelles avrà luogo probabilmente in Nord Italia, Binaghi strizza l’occhio anche all’ampliamento del site. “Abbiamo delle cose da aggiustare sui due nuovi stadi“, conclude il sardo, “siamo partiti in ritardo quest’anno. La gente si deve abituare al nuovo site così lungo, la distanza non lascia scelta. Ci sono stati incontri straordinari, come quelli di Darderi. La SuperTennis era originale, abbiamo lasciato una parte a disposizione di chi aveva i biglietti del Centrale. Ed anche lì è andata bene“.
