Dei cinque italiani in gara questo giovedì, 3 hanno vinto e 2 hanno perso. Era un bilancio che si poteva considerare abbastanza prevedibile alle vigilia. Ma nessuno poteva pensare che Sinner perdesse da Juan Manuel Cerundolo, soprattutto quando era avanti 63 62 51, e forse non molti credevano che Berrettini potesse battere – e in 3 set – Rinderknech, testa di serie n.22. Gli altri due azzurri vittoriosi sono Cobolli e Arnaldi (bravo a battere Tsitsipas, cinque anni fa qui finalista), l’altro italiano sconfitto è stato Darderi (con Comesana che, essendo rimasto argentino al contrario di Luciano, ha avuto dalla sua parte tutto il pubblico dei connazionali, per nulla teneri con il transfuga).
Lo sport, tutto lo sport, può dare gloria e grandissimi soddisfazioni, ma può essere anche terribilmente crudele. Chiedetene conferma al “signore degli anelli” Jury Chechi, grande favorito alle Olimpiadi di Barcellona che si ruppe alla vigilia il tendine di Achille. Chiedetelo anche a GianMarco Tamberi che poco prima delle Olimpiadi di Rio si ruppe il legamento deltoideo lacerandosi la capsula articolare della caviglia sinistra…
Potrei andare avanti ricordando le “disgrazie” di tanti atleti che, non meno favoriti di Jannik Sinner in questo Roland Garros, hanno visto sfumare i loro sogni di gloria per quello che era il loro primario obiettivo di una stagione, e di una vita, in taluni casi.
La saltatrice in lungo, figlia di Fiona May, Larissa Iapichino prima delle Olimpiadi di Tokyo, la ginnasta Vanessa Ferrari prima di quelle di Parigi non erano così favorite come Sinner, ma invece il primatista mondiale di salto con l’asta Sergey Bubka, ucraino, prima delle Olimpiadi di Atlanta 1996 era uno che non aveva praticamente avversari.
Un tifoso viola come me non può aver dimenticato la sfortuna di Giancarlo Antognoni che non potè giocare la finale del 1982, così come quelli del Cagliari non dimenticheranno mai l’infortunio più grave, dei diversi, di Gigi Riva.
Chiamasi destino. Che ti premia tante volte, ma che quando decide di punirti lo fa severamente. Lo ha fatto con Carlos Alcaraz per tutta la stagione sulla terra e sull’erba, lo ha fatto con Jannik Sinner nel corso dell’appuntamento cui lui – dichiaratamente – teneva di più. Lo aveva detto mille volte.
Oggi sono sicuro che qualcuno imputerà la triste vicenda al fatto che ha giocato troppo. Io mi permetto di non condividere. Queste giornate di caldo atroce e disumano, che hanno costretto al limite e al ritiro più tennisti, sono state la causa primaria che ha influenzato l’evento. Fosse stata una giornata come mille che ho vissuto negli anni al Roland Garros Jannik sarebbe approdato al terzo turno.
Ma non solo quella. Avevo scritto, e detto nei vari video sul canale YouTube di Ubitennis, che stante l’assenza di Carlos Alcaraz, il principale avversario di Jannik in questo torneo era lui stesso, il suo fisico, la sua stanchezza, ma più ancora il caldo che il meteo preannunciava..
Avrei potuto aggiungere più dettagliatamente anche la sua idiosincrasia alle temperature troppe elevate, ricordando quanto accadutogli in Australia con Spizzirri, a Shanghai con Griekspoor e in altre situazioni simili.
Questi episodi precedenti mi hanno fatto venire in mente Pete Sampras che soffriva di anemia mediterranea e l’ho visto più di una volta perdere improvvisamente forza ed energie, proprio come racconta di aver accusato anche Sinner.
Mi è rimasta impressa, più di altre, la partita di quarti di finale dell’US Open 1996 che Sampras contro lo spagnolo Alex Corretja vinse 7-6 al quinto, dopo aver dato l’impressione di essere sul punto di svenire più volte fin dal quarto set.
Alla fine, conquistato a fatica il 6 pari nel quinto, Pete finì per vomitare proprio nel tiebreak. Accadde sull’1 pari di quel tiebreak: l’US Open era il solo torneo nel quale lo si giocava anche nel tiebreak nel quinto set. L’arbitrò inflisse, fra i fischi più assordanti, un warning a Sampras per “Time Violation”.
Pete si riprese dall’aver vomitato a fondocampo, rivolto al telone di fondo, proprio vicino a dove ero seduto. Avrei potuto fotografare quel momento se non mi fosse parso di pessimo gusto. Poco dopo Corretja approdò comunque al matchpoint sul servizio di Sampras. Poi andarono 7 pari, mi ha ricordato Alex Corretja che ho incontrato poco fa (e ricordava a menadito tutti i punti finali): “Sampras con la seconda palla, quella della disperazione perché non si reggeva più in piedi, mi fece ace! Poi vinse con una volee”
Insomma, a differenza di Sinner che non è riuscito a riprendersi, Sampras vinse quella partita che sembrava persa. Poi in semifinale Sampras battè Ivanisevic e in finale Chang vincendo il suo terzo US Open in un anno in cui non aveva vinto nessuno Slam. A Wimbledon la sua serie di 3 vittorie di fila (’93-’95) era stata interrotta nei quarti da Kraijcek.
L’anemia mediterranea, scoprii allora, era una sindrome che colpisce persone dalle origini appunto mediterranee… Sampras era nato in California, ma papà e mamma erano greci. Mi sono chiesto, mentre nessuno sembra capire né sapere perché Sinner soffra così tanto i colpi di calore o le partite estenuanti – non ne ha mai vinto una che abbia superato le 3 ore e 50 di gioco – se perfino un tennista nato nella Val Pusteria – luogo che a tutto fa pensare fuorchè al Mar Mediterraneo – potesse soffrire di quella sindrome.
Onestamente che possa essersi contagiato durante la sua prolungata permanenza a Bordighera …mi sembra una teoria fantascientifica. Non la prenderei insomma sul serio. Però che il suo team disponga un serio check-up clinico, secondo me a questo punto diventa d’obbligo. C’è un lettore della newsletter di Claudio Giuliani, un medico, che mi pare piuttosto preparato e che ha scritto quanto segue (e lo riporto con beneficio d’inventario, sebbene lo avesse già scritto mesi fa prima di ribadirlo oggi):”Credo che quello che è accaduto oggi a Sinner, non sia da attribuire solamente al caldo: ormai sono diversi gli episodi in cui, piuttosto invariabilmente, compaiono conati di vomito che hanno una relazione più con l’ansia che con altri disturbi organici che in un atleta di questo livello, a mio avviso, sono da escludere. Soprattutto perché non è quasi mai presente un recupero fisico, classico della prostrazione che colpisce dopo un attacco di panico.
Sicuramente il caldo incide nella sintomatologia, nel senso però di uno stimolo o di un innesco del DAP (disturbo attacco di panico), che lo costringe successivamente ad interrompersi e che, per mezzo di uno stimolo vagale, induce nausea e senso di vomito (si ricorda Messi prima di alcune partite?)”.
Ci sta tutto. Anche che questa teoria sia attendibile. Di sicuro il team Sinner non dà l’idea di aver capito cosa gli accada. Oppure non ce lo dice. Tanti sostengono che Jannik sia particolarmente sensibile al dolore, ai primi accenni di un qualche fastidio fisico, quasi fosse un po’ ipocondriaco, ma siamo nel campo delle supposizioni. Non tocca a noi, e di certo non al sottoscritto, indagare sulle cause. L’importante è che lo faccia il suo team e con cognizione di causa.
Qualunque fosse la diagnosi… un campione come lui va protetto e, se possibile, curato.
Certo la delusione è enorme. Adriano Panatta non potrà venire a premiare lui. E se potesse premiare un altro italiano? E’ quello che Jannik Sinner si è augurato con le ultime parole del suo intervento in conferenza stampa. Cresce il rimpianto per un’altra assenza che non avremmo voluto registrare: quella del semifinalista di un anno fa Lorenzo Musetti. Chissà, magari avrebbe potuto fare ancora meglio. Adesso le nostre speranze sono affidate forse principalmente a Flavio Cobolli, testa di serie n.10. Tien, testa di serie n.18, è il suo prossimo avversario. L’americano di origini vietnamite era sotto due set a uno con l’argentino Diaz Acosta, ha vinto il quarto al tiebreak e il quinto per 6-3. Ma nel quarto era sotto 41 e ha dovuto annullare due matchpoint. Sembrerebbe francamente battibile per il miglior Cobolli, anche se i mancini sono sempre brutti avversari. Non che poi al turno successivo in ottavi il Cerundolo (testa di serie n.25) più forte (o Svajda) siano avversari facilmente addomesticabili.
Però la sola testa di serie meglio piazzata di Flavio in tutta la metà alta del tabellone che era presidiata da Sinner è Auger Aliassime n.4
Ciò dopo che Shelton n.6 ha perso da Collignon e sono saltati prima o dopo anche Bublik n.9, Darderi n.14 (battuto per la terza volta di fila dal connazionale Comesana, al quinto set stavolta), Vacherot n.16, Norrie n.20, Rinderknech n.22, Griekspoor n.29, Moutet n.30. Insomma Cobolli è la seconda testa di serie fra le superstiti della metà alta del tabellone, preceduto soltanto da Aliassime n.4.
Osservare che il canadese si trovi nello suo stesso quarto si può dirlo, ma oggi appare comunque prematuro. Però si può già dire senza tema di smentita che in finale dalla parte alta del tabellone arriverà sicuramente un tennista che non ne ha mai giocata una al Roland Garros.
Inutile dire che i francesi sognano si tratti del loro Kouamè, il diciassettenne eroe di giornata per aver battuto al tiebreak del quinto set (10-8) il paraguagio dopo 4 ore e 56.
Noi oltre a Cobolli possiamo ancora sperare che Berrettini riesca a ripetere altre performances come quella offerta contro Rinderknech, battuto con un triplice 64, stesso identico triplice 64 con cui l’altro tennista romano Cobolli si era imposto sul cinese Wu. Per la metà bassa Vuk Brajovic è convinto che se Djokovic batterà stasera Fonseca sarà in grado di arrivare lui in finale e di vincere il torneo. Zverev, che meriterebbe di vincere finalmente uno Slam non sarà d’accordo. Con Halys, intanto, non dovrebbe davvero perdere, anche se in questo torneo sta succedendo di tutto.
Post scriptum – Roland Garros Aces sparsi qua e là
L’infortunio di Hailey Baptiste ha “fregato” Venus Williams. Che ha fatto a Parigi un viaggio a vuoto che, alla sua età, 45 anni, ne avrebbe fatto volentieri a meno. Dovevano giocarci insieme il doppio. Venus è stata coinvolta nel ritiro.
Jannik Sinner, soffre il caldo in modo pazzesco. Le riprove ormai sono tante. Ma il punto è che i suoi problemi sono… contagiosi. In questi giorni si era allenato con tre giocatori: Blockx, Baez e Vacherot. Ebbene, sia pure per motivi diversi tutti e tre i suoi sparring partner si sono ritirati! Vacherot per un problema al piede sinistro, Blockx per essere inciampato sul telone di fondocampo, Baez per un problema il ginocchio destro. I tennisti superstiziosi prossimamente eviteranno di …allenarsi con Sinner.
