Roland Garros: Berrettini sogna ancora, supera Cerundolo in tre set e torna ai quarti a Parigi dopo 5 anni

Matteo torna negli ultimi otto di uno Slam dopo US Open 2022 e aspetta il vincitore di Tiafoe-Arnaldi

Di Danilo Gori
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Matteo Berrettini - Roland Garros 2026 (Photo © Ray Giubilo)

M. Berrettini b. J. M. Cerundolo 6-3 7-6(2) 7-6(6)

Matteo Berrettini torna nei quarti di finale di un torneo Major, a quasi quattro anni dalla sconfitta con Casper Ruud a New York. È una notizia strepitosa, anche perché si cominciava a dubitare di poterlo rivedere a questi livelli. Lui invece ci è riuscito, approfittando con grinta e cuore fino in fondo della desertificazione della parte alta del tabellone, di cui l’avversario di lunedì Juan Manuel Cerundolo è uno dei principali protagonisti (Sinner ma anche Landaluce).

The Hammer ha vinto in tre set contro un avversario che, sebbene più in alto di lui in classifica, è apparso subito ampiamente alla sua portata: non abbastanza potente e troppo dipendente dal dritto, Cerundolo ha servito nel complesso molto bene ma non ha saputo mettere alla frusta l’azzurro sul rovescio e sul movimento in uscita al servizio che sporadicamente.

L’azzurro ha faticato comunque in risposta, circostanza non nuova e per cui non ha mostrato miglioramenti, ma Matteo ha imposto la sua personalità ogni volta in cui serviva, ovvero nella rimonta del terzo set e del tie-break, quando Juan ha raggiunto il 6-3. Bravissimo Berrettini, felicissimo nelle chiacchiere sul court con Mats Wilander. Il finalista di Wimbledon 2021 riassapora dolci sensazioni senza il peso di particolari sensibilità e prova a entrare in semifinale. Il suo rivale sarà Tiafoe oppure Matteo Arnaldi.

Primo set: Berrettini si impone con sicurezza

È subito lavoro duro per Berrettini, che srotola subito il campionario della mercanzia più pregiata per non farsi abbindolare dal palleggio per il momento lento e ritmato di Juan Cerundolo. Dritti a sventaglio, servizio e palla corta di dritto rispondono egregiamente, considerando che si è nella fase di collaudo. Il tennista argentino acchiappa un drive corto di Matteo e forgia un bel lungolinea vincente in corsa, ma in generale si sposta un po’ troppo sulla destra per favorire il suo forehand mancino.

A Berrettini non par vero di vedere cotanto spazio libero per la soluzione inside out e la cerca anche se il rivale è già in buona posizione per accogliere la pallina. Matteo difende con successo una palla-break nel game d’esordio, poi toglie la battuta all’atleta sudamericano e si issa sul 3-0. Cerundolo per ora non offre più di una discreta resistenza, senza mai mettere sotto pressione l’azzurro sul rovescio . E anzi, denotando una certa imprecisione con il proprio backhand.

Colui il quale ha battuto Sinner serve sullo 0-3 e 0-40 e appena prima del possibile doppio break trova la battuta e il tempo per sollecitare Matteo sulla sua sinistra. Il tennista romano manca l’occasione ma resta sufficientemente attento per tenere il rivale a distanza sulla propria battuta. Cerundolo denuncia scarsa sensibilità nell’esecuzione della palla corta ma serve bene, non perde ulteriore terreno. Ma la percentuale di prime palle di Berrettini gli impedisce di farsi pericoloso in risposta e propizia il 5-2 per l’azzurro dopo 35 minuti.

La tendenza si conferma quando Matteo chiude il secondo turno di battuta consecutivo in quattro punti e si impone per 6-3.

Secondo set: nessuna palla-break e Berrettini primeggia nello jeu decisif

Berrettini ha servito con il 69% di prime palle, dato sufficiente per intimidire Cerundolo, il quale ha bisogno di movimentare la fase di ribattuta per provare a cambiare il match. L’argentino peraltro sta servendo a sua volta piuttosto bene. E si porta sul 2-1 completando il quarto turno di battuta consecutivo senza palle-break concesse, né soluzioni ai vantaggi.

Questo potrebbe diventare un problema per Matteo, che vuole abbreviare il match. Per ora l’azzurro si limita a difendere i propri turni e nel quarto game si esibisce in una combinazione demi-volée di dritto e volée incrociata di rovescio invero elegante. Matteo sigla lo scambio che gli vale il 3-3, un dialogo improvviso e insolito di soluzioni slice da entrambe le parti, tradendo il fiorettista che si cela sotto l’armatura di The Hammer. Ma l’argentino seguita a non concedere chance al servizio e si porta sul 4-3.

Berrettini serve sul 4-5 in un set sinora senza palle-break, con Cerundolo che viaggia a pieno vapore con il colpo di inizio gioco. Matteo non gli è da meno, ma sulla seconda palla ha un misero 1 su 5. Il 5-5 viene completato da due game bianchi e il tie-break arriva, inevitabile. Il primo punto per chi risponde se lo aggiudica l’atleta di Roma: è il 3-1 per lui, mentre Cerundolo tentando di aggirare la pallina stecca il dritto. La sfida su pochi punti viene vinta con merito da Matteo che si conferma più potente e completo, devastante con lo sventaglio e charmant quando sul setpoint raggiunge la palla corta dell’argentino e rimanda un passante strettissimo di rovescio slice.

Terzo set: Matteo annulla tre setpoint e trionfa al tie-break

Matteo sale sul 2-1 completando il settimo gioco consecutivo con il ribattitore che non oltrepassa quota 15, Cerundolo ha all’attivo dodici ace. Mentre Berrettini si ferma a due, servendo la prima con grande oculatezza. In questo contesto il quinto game è una autentica anomalia e Berrettini paga con il break alcune iniziative svogliate e pigre. Il davisman italiano attraversa una fase opaca dell’incontro e Cerundolo prova anche ad avanzare la posizione di attesa con determinazione.

L’azzurro ritrova confidenza con il servizio ma la contabilità in risposta langue sempre più, con il rovescio del 3-5 che si tuffa mesto in mezzo alla rete. Per lui dal secondo set in poi il bottino è di dieci punti, di cui appena due in opposizione alla prima palla. Con simili cifre ogni distrazione alla battuta può essere esiziale, Berrettini scrive 4-5 e si accosta all’ultima chance per evitare il quarto set.

Il colpo, insospettabilmente, riesce. Cerundolo ha ragione con una prima palla corta ma sceglie di insistere e ne confeziona una decisamente extralarge, su cui Matteo arriva come un predatore e tratteggia un contro-dropshot ineccepibile. Il ragazzo argentino dimostra una certa impreparazione ai momenti clou sui grandi palcoscenici. E lascia l’iniziativa all’azzurro, che gli toglie il servizio e fugge subito sul 30-0. Qui il fratello di Francisco scappa a rete a prendersi una volée di rovescio. Ma l’entusiasmo di Berrettini fa la differenza e spinge l’ex numero sei del mondo sul 6-5.

Il tie-break arriva poco dopo. Il 2-2 è frutto di quattro risposte fuori misura contro altrettanti servizi tutt’altro che formidabili. E Matteo non riscatta la mediocrità perché affonda in rete uno spento rovescio liftato per il 2-3. Cerundolo è più pimpante e fa la differenza a rete fino al 6-3. Poi sceglie di chiudere la frazione con il serve and volley, ma il colpo di volo casca ampiamente in corridoio.

Di nuovo il sudamericano sperimenta le vertigini e Berrettini ritorna a galla. Vince una lotta a rete e sul 7-6 tira di dritto in risposta, trovando l’ultimo errore di Juan Manuel. “We missed you, Matteo” gli dice con affetto Wilander, e noi ci associamo al grande svedese.

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