Roland Garros, Mauresmo: “L’arbitraggio elettronico su terra non è ancora affidabile”

Tanti temi toccati dalla direttice del Roland Garros Mauresmo. Caldo, programmazione, Hawk-eye, multe e PSG

Di Vanni Gibertini
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Amelie Mauresmo (sinistra) e Gilles Moretton (destra) - Roland Garros 2026 (foto X @rolandgarros)

Protesta del Media Day

Con i rappresentanti dei giocatori che avevano deciso di protestare contro il “modesto” aumento del montepremi limitando la loro partecipazione al Media Day, Mauresmo ha detto che ci sono state delle riunioni molto soddisfacenti, nonostante il potenziale conflitto provocato dalla causa in corso tra la PTPA e gli organizzatori degli Slam (tranne Tennis Australia che ha scelto di patteggiare).

AMELIE MAURESMO: Quello che vedo è che abbiamo riavviato il dialogo con i giocatori, cosa che, se vogliamo essere precisi dal punto di vista legale a causa della causa in corso, teoricamente non avremmo dovuto fare. È anche una spiegazione del perché si era arrivati a quel punto: gli avvocati ci dicevano di non farlo, a noi e praticamente a tutti. A un certo punto abbiamo detto “basta”, perché la cosa più importante è avere questa partnership con i giocatori, parlando ora come direttrice del torneo di Roland Garros. Dal momento che la comunicazione è ripresa, sono fiduciosa che le cose andranno avanti e che tutti si comprenderanno a vicenda. Come ho detto, devono esserci passi da entrambe le parti per far funzionare questa partnership.

Domanda: Questo dialogo avviene solo tra Roland Garros e i giocatori, o è qualcosa che coinvolge tutti gli Slam?

AMELIE MAURESMO: Per ora possiamo parlare solo di ciò che facciamo noi. Invitiamo tutti al tavolo di queste discussioni, perché per il tennis sarebbe molto positivo, ma ad oggi il dialogo è tra noi e i giocatori. E, sinceramente, siamo nel mezzo del torneo e abbiamo molte cose da gestire, quindi probabilmente andremo un po’ più avanti dopo il torneo e, entro la fine di Wimbledon, avremo un quadro più chiaro.

Domanda: Pensi che, in molti casi, i giocatori non capiscano e non apprezzino quello che fa uno Slam, e il fatto che gran parte dei fondi generati vada di nuovo nello sport e nel tennis di base, con le federazioni che finanziano altri eventi e creano posti di lavoro per i giocatori?

AMELIE MAURESMO: Abbiamo un ruolo e credo che il modello della Federazione e di Roland Garros comporti anche il dovere di spiegarlo meglio. È un modello economico in cui siamo no profit, quindi tutto torna alle radici del tennis: alla ITF, all’ATP, alla WTA. Dobbiamo assicurarci di spiegarlo meglio, in modo che tutti comprendano la situazione. Per questo dico che da entrambe le parti ci dovranno essere passi l’uno verso l’altro in una logica di beneficio reciproco, che nasce sia dalla comprensione sia da una migliore comunicazione, secondo me.

Domanda: L’incontro tra la FFT e il gruppo di giocatori della settimana scorsa è stato giudicato molto positivo da loro. Qual è la tua percezione?

AMELIE MAURESMO: Per me è stato molto positivo per tutti. Sinceramente non vedo perché non dovrebbe portare a qualcosa che renda tutti contenti.

Roland PSGarros

Lo scorso anno, dopo la vittoria del Paris Saint-Germain nella finale di Champions League, alcuni dei giocatori furono invitati, insieme con la coppa, ad assistere ad alcune sessioni del Roland Garros. Data la vicinanza (il Parco dei Principi è davvero a pochi passi dalla sede del torneo), l’esperienza potrebbe essere ripetuta

Domanda: Sull’eventuale presentazione della Champions League del PSG qui a Roland Garros. Sappiamo che è sempre molto organizzato: c’è la volontà da parte vostra di accoglierli oppure dipende solo da loro?

AMELIE MAURESMO: L’anno scorso non era poi così organizzato, ma è andato tutto bene lo stesso. Anche noi ci stiamo strutturando. Però al momento non ho più informazioni da darvi.

Domanda: Ma c’è la volontà, da parte di Roland Garros, di averli qui?

AMELIE MAURESMO: Sì, c’è stata una bella complicità l’anno scorso. Se avranno il tempo e l’opportunità di tornare, li accoglieremo con grande piacere.

Vallejo multato

Infine è stata confermata la multa comminata ad Adolfo Daniel Vallejo, il tennista paraguaiano che aveva espresso valutazioni discriminatorie nei confronti dell’arbitro della sua partita con Kouame.

È stata decisa un’ammenda di circa 65.000 euro, circa la metà del suo prize money – ha confermato Mauresmo – È chiaramente qualcosa di inaccettabile per noi, per il torneo e per la Federazione, anche oltre il torneo. Ancora una volta, questo tipo di dichiarazioni non ha posto qui.”

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