[26] J. Mensik b. [28] J. Fonseca 6-4 6-3 7-6(3)
La sfida dei quarti di finale del Roland Garros mette di fronte due dei dei giovani dal taento più cristallino del circuito mondiale: Jakub Mensik, classe 2005 ceco (testa di serie numero 26) che ha già dimostrato di poter valere la top 15 mondiale e che vanta in bacheca un Masters 1000 a Miami, e João Fonseca, il diciannovenne carioca (testa di serie numero 28) esploso definitivamente nell’ultimo biennio e spintosi fino a ridosso della top 20, caratterizzato da una rapidità di braccio spaventosa e dalla tipica garra sudamericana. Sulla terra rossa di Parigi, sotto il tetto chiuso dello Chatrier, va in scena un match che vede un’ottima vittoria da parte del ceco, che può essere un’iniezione di fiducia in vista della prima semifinale slam in carriera, quella di venerdì contro uno che ne ha giocate un po’ di più come Sascha Zverev. Mensik sarà il primo giocatore nato dopo il 2004 a raggiungere una semifinale Slam e il primo tennista ceco così avanti in un Major da Berdych a Wimbledon 2017.
Primo set: un Mensik ordinato strappa il break e si porta avanti
Il set comincia senza grandi sussulti, incamminandosi fin dalle prime battute sul filo dei servizi, con entrambi che tengono senza particolari affanni, con Fonseca che spinge forte sulla prima e il ceco che si difende con ordine, non concedendo mai l’impressione di essere in difficoltà e risponde colpo su colpo alla grande esplosività dell’avversario. Nel frattempo il tetto dello Chatrier rimane chiuso, nonostante ormai la luna si stagli alta nel cielo senza nemmeno tante nuvole a coprirne la visuale, strano.
La prima crepa arriva nel quinto game. Mensik costruisce tre palle break consecutive: Fonseca annulla la prima e la seconda con carattere, tenendo la battuta con due grandi prime di servizio sopra i 200 km/h. Sulla terza, però, il brasiliano serve la seconda, la palla gli torna profonda e si ritrova costretto a un rovescio incrociato complicato che finisce largo. Break Menšík e vantaggio per 3-2. Da lì il ceco gestisce con sicurezza i propri turni di battuta, senza concedere aperture. Fonseca, sotto 4-2, si ritrova nuovamente in difficoltà sul proprio servizio: 30-40 e con un’altra palla break da annullare. Stavolta il brasiliano tiene la testa, rimonta fino al vantaggio e chiude il game riportandosi a un solo break di distanza: 4-3. Non basta. Mensik continua a servire bene e nonostante nell’ottavo game si ritrovi ad affrontare la fase più lunga e fisicamente intensa del set, caratterizzata da scambi lunghissimi e vari vantaggi, tiene il punto quando conta. Il primo set va al ceco.
Secondo set: due break valgono l’allungo del giovane ceco
Fonseca apre il parziale come aveva aperto il primo, con un turno di servizio tenuto a zero e un chiaro segnale all’avversario. Nel game successivo però il brasiliano comincia a mostrare i primi cenni di cedimento emotivo, gettando a terra la racchetta dopo un errore non forzato che vale il 15-0 per la ventiseiesima testa di serie; la frustrazione dura un secondo, perché sul punto successivo il brasiliano carica il dritto con tutta la rabbia accumulata e lo spara addosso all’avversario. Mensik incassa e vince il game lo stesso: 1-1. Fonseca tiene ancora, poi sul 2-1 arriva il momento più caldo del set. Mensik va sotto 0-30 sul proprio servizio e il Chatrier si accende: tutto lo stadio spinge per il break del brasiliano. Il ceco non si scompone: una prima precisa e un serve and volley ben eseguita lo riportano in parità; da lì allunga e chiude per il 2-2.
Il game successivo è quello che cambia il set. Il classe 2006 sale 40-0 sul suo turno di servizio, salvo poi regalare due punti di fila: una palla corta mal calibrata e un errore pesante col dritto riaprono tutto. Rinvigorito, il ceco estrae dal cilindro un tennis di tutt’altra qualità: due volée pulite, costruite e risolte con sicurezza, e il break arriva in modo quasi incredibile. Nei game finali Mensik tiene con autorità, e quando ha l’opportunità di breakkare nuovamente il ceco manda il dritto in rete e Fonseca si salva sul primo set point. Sul secondo set point, però, Mensik è più lucido e chiude.
Terzo set: Mensik vince un set bellissimo e si porta a casa la semifinale
Il set si apre con un game che racconta tutto il nervosismo accumulato. Mensik commette due doppi falli di fila che portano il game sul 40 pari, poi regala un errore non forzato di rovescio che consegna la palla break a Fonseca; sul terzo doppio fallo consecutivo il brasiliano ringrazia e incassa il break. 1-0 Fonseca. I due tengono i propri servizi fino al 2-1, quando Mensik ricomincia a spingere in risposta: prima suscita l’errore di dritto del brasiliano, poi sulla palla break si ritrova una palla corta di Fonseca che finisce in rete. Controbreak immediato e 2-2. Il set scorre sui servizi fino al settimo game, quando Fonseca strappa di nuovo la battuta al ceco spingendo aggressivamente col rovescio e sfruttando qualche errore di troppo dell’avversario. Il momento chiave arriva sul 5-4, quando il brasiliano va a servire per accorciare nel conto dei set, ma Mensik tira fuori tutto.
Prima un grande attacco col dritto inside-out termina sulla riga, poi sfrutta un dritto sbagliato e un doppio fallo di Fonseca. Si arriva ai vantaggi, e il ceco costruisce cinque palle break consecutive, Fonseca le annulla tutte con coraggio, ma al quinto tentativo Mensik spinge col rovescio e la risposta del brasiliano finisce in rete. Sul 6-5 Mensik ha addirittura sei match point, Fonseca li annulla uno dopo l’altro, con la tipica garra sudamericana al termine di uno dei game più belli dell’anno. Si va al tie-break.
Il primo mini-break è del ceco: Fonseca gioca una palla corta ben costruita, ma Mensik ci arriva e trova una volée vincente incredibile. Da lì i due tengono i rispettivi punti al servizio fino al 6-3, quando Fonseca prova ancora la soluzione corta: stavolta Mensik risponde con una contro-smorzata perfetta che trova il campo e chiude il punto, il tie-break e la partita. 7-3, tre set a zero: Jakub Mensik è in semifinale al Roland Garros al termine di una partita giocata in maniera sublime.
