Roland Garros, Vavassori: “Vedere gli altri italiani lottare come dei pazzi ci ha ispirato”

Così Andrea: "Guardare Berrettini mi ha fatto venire i brividi, per tutto quello che ha passato. Tabellone facile? Tra 10 anni non se ne ricorderà nessuno"

Di Pellegrino Dell'Anno
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Simone Bolelli e Andrea Vavassori

Simone Bolelli e Andrea Vavassori raggiungono la semifinale del Roland Garros, due anni dopo l’ultima volta, quando persero in finale. Battono Nouza e Oberleitner al match tie-break, annullando anche due match point, mettendo a segno una prestazione maiuscola. Che lascia ben sperare, come si evince anche dalle dichiarazioni in conferenza stampa.

D: Potete parlarci di questa battaglia che avete vinto, specie del long tie-break?
Vavassori: “È stata una partita molto dura, loro hanno giocato un grande match e il livello mi ha davvero impressionato, ma lo sapevamo perché stanno giocando molto bene, hanno ottenuto grandi risultati nei Challenger vincendo tante partite.
Li avevamo già affrontati a Dubai, non nella stessa squadra: abbiamo giocato contro Oberleitner al primo turno e contro Nouza al secondo, entrambe partite molto tirate che avevamo vinto al super tie-break. Oggi hanno servito in modo incredibile; abbiamo cercato di alzare tanti lob per farli giocare, non era facile, però penso che nei momenti importanti abbiamo giocato molto bene. Alla fine ci sono stati alcuni punti spettacolari e l’atmosfera era davvero bellissima, sicuramente una delle migliori al mondo; siamo molto felici, pieni di emozioni in questo momento, e andiamo avanti“.

Bolelli: “Anche per me è stata una sensazione bellissima: abbiamo giocato una partita molto tirata fino alla fine e Vavassori ha salvato un match point incredibile sul 9-8 nel super tie-break. Come ha detto Andrea è stato un match impressionante, loro hanno giocato in maniera fantastica soprattutto con il servizio, era davvero difficile farli giocare. Abbiamo provato a usare le nostre qualità per giocare qualche scambio da fondo e farli stancare un po’ durante la partita, perché tenevano un livello molto alto. Adesso siamo in semifinale, siamo molto felici e fiduciosi per la prossima partita“.

D: Complimenti ragazzi. L’altro giorno Simone ha detto che tutto sommato il match tie-break al terzo ti piace negli Slam; non so se oggi, quando eravate lì nella lotta, ci hai un po’ ripensato e, in generale, che sensazione dà giocare un match tie-break così sapendo che state giocando molto bene, ma che l’equilibrio tra vincere e perdere è sempre su un filo di lana.
Vavassori: “Quando arrivi a quei momenti l’equilibrio è davvero al limite, però secondo me abbiamo raggiunto una consapevolezza tale per cui ci piace trovarci lì e giocare quei punti. Non siamo partiti benissimo, siamo andati sotto 0-2, poi siamo saliti subito 7-4, ci hanno ripreso, ma è stata una partita intensissima dall’inizio alla fine; ci hanno costretto ad alzare tantissimi lob, soprattutto Nouza serviva molto bene sia la prima sia la seconda e tirava gli smash altrettanto bene, quindi la chiave era farli giocare il più possibile. Secondo me nel terzo set abbiamo avuto qualche chance per scappare, ma loro hanno sempre giocato molto bene, così siamo arrivati al tie-break, che è una battaglia in cui ogni punto conta.

Andrea ha salvato quel match point in modo incredibile, con un rovescio di controbalzo su una risposta di Nouza, poi è venuto a rete e ha chiuso con un passante slice stretto pazzesco; ne siamo venuti fuori con colpi anche spettacolari. È una partita che ci dà grande carica per la prossima: abbiamo giocato un match di altissimo livello in un torneo pazzesco come Parigi, su uno dei campi più belli del mondo, quindi sicuramente questo ci dà ulteriore energia per la semifinale“.

D: Domanda per Andrea: come hai fatto a giocare quel punto clamoroso sul match point, nel momento decisivo? C’era anche Errani in tribuna, quindi l’ha visto…
Vavassori: “Sara è stata lì per tutta la partita e mi ha aiutato molto, ogni tanto guardavo il box e poi lei e il suo team. Su quei punti si pensa poco, si gioca d’istinto; sul primo match point Nouza aveva risposto molto bene lungolinea, quindi ho pensato che avrebbe coperto ancora il lungolinea e ho deciso di andare incrociato. Non ho servito al corpo sul dritto ma sul rovescio e lui ha incrociato molto bene in diagonale; lì sono andato d’istinto, ho giocato quel rovescio basso e poi il colpo stretto mi è venuto molto bene.

Come ha detto Simo, bisogna essere bravi a farli giocare il più possibile: loro hanno concesso pochissimo sia a rete che con gli smash. Abbiamo fatto un sacco di lob e, a parte l’ultimo smash di Oberleitner che è andato lungo, credo che Nouza abbia sbagliato un solo smash in tutta la partita; hanno giocato molto bene e ci hanno portato al limite. Secondo me, come ha detto Simone, abbiamo avuto un po’ più di chance noi perché non siamo mai stati brekkati e abbiamo avuto più palle break, però loro sono stati bravi ad alzare il livello nei momenti giusti“.

D: Quello smash sbagliato è incredibile, però come dici tu uno può capitare, magari nel momento più importante è più facile sbagliarlo, no?
Vavassori: “Io ero impressionato dal fatto che fare uno smash in avanzamento non è facile; per me è molto più naturale farlo andando indietro, in sforbiciata. Fare uno smash in avanzamento, con la palla che non è neanche così alta, è complicato: oggi ne ho sbagliati pochissimi. In quei casi non smasci andando dritto in avanti, ma avanzando e cambiando lato, con la palla un po’ più bassa; ci sta sbagliarne qualcuno. Secondo me, per quanti ne fanno, sbagliano davvero poco: ci sono giocatori che sbagliano molti più smash di questi due. Oggi loro hanno giocato bene, anche la volée di rovescio sul match point, quando ho tirato il dritto incrociato sulla prima, è stata una volée pazzesca, lunga e incrociata; sono colpi che puoi sbagliare, alla fine gli smash li sbaglia anche Djokovic“.

Ubaldo Scanagatta: Volevo chiedervi un parere sui tre italiani ai quarti. Al di là del fatto che uno ha avuto un tabellone più facile e l’altro meno, o che da qualcuno ci si poteva aspettare di più: cosa vi ha sorpreso di più di quello che è successo, al di là della contemporaneità, e che cosa vi aspettate possa succedere domani? Per esempio tra i due Matteo, in condizioni normali ti aspetteresti che Arnaldi fosse favorito se lo scambio si prolunga, però con 17 ore giocate in tre giorni magari dovrà fare più in fretta. Vorrei qualche annotazione, una sorta di presentazione dei match di domani fatta da voi.

Vavassori: “Quando abbiamo perso il primo set ho pensato che gli altri italiani stavano lottando come dei pazzi e che dovevamo farlo anche noi; mi hanno aiutato molto in questo e li ringrazio. Sul discorso del tabellone facile o difficile, se uno di loro vincesse il torneo tra dieci anni nessuno si ricorderebbe che tabellone ha avuto, ma solo il nome sulla bacheca. Tabellone facile o difficile, bisogna vincere le partite e saper portare a casa anche quelle in cui si è favoriti, che non è sempre semplice. Quello che stanno facendo è incredibile e mi hanno emozionato tutti: Matteo mi ha emozionato tantissimo nella vittoria pazzesca con Comesana, ho guardato il tie-break e avevo i brividi perché sappiamo tutti cosa ha dovuto superare.

Arnaldi ha ottenuto due vittorie pazzesche con Colignon e poi ieri con Tiafoe; stamattina abbiamo rivisto alcuni punti, erano 4-1 40-15 Tiafoe e ci siamo riguardati un po’ di scambi. Cobolli ha fatto un percorso autorevole, essendo spesso favorito e vincendo sempre in quel modo: tanto di cappello. È bellissimo il match che aspetta i due Matteo, non voglio indicare un favorito: sarà bello guardare due italiani che lottano uno contro l’altro, ce la godremo senza tifare per nessuno. Per quanto riguarda Cobolli, speriamo che realizzi il sogno di avere comunque un italiano in finale“.

Bolelli: “Secondo me Cobolli sta dimostrando una grande solidità, di essere già un giocatore ben formato e capace di portare a casa match importanti, gestendo situazioni delicate; sta mostrando una crescita verso il vertice. Per Arnaldi e Berrettini sono molto contento, perché con questo risultato entrambi tornano a un ranking molto diverso rispetto a due settimane fa, una posizione che meritano. Sono usciti dai piani alti per vari motivi, infortuni e difficoltà: il tennis non è facile, ma hanno dimostrato di essere campioni e di valere ancora molto.
Sono contento per loro soprattutto per quello che potranno costruire da qui in avanti, più che per il singolo risultato di domani, che lo deciderà il campo. Entrambi, con questo torneo, sono rientrati più o meno intorno alla posizione 50, hanno recuperato gran parte della classifica e torneranno a giocare i tornei che meritano: questo è ciò che mi rende più felice“.

D: Tornando al vostro doppio: la prossima partita come la state studiando e cosa immaginate di fare, se si può dire?
Vavassori: “Adesso ci stiamo ancora godendo questo momento, abbiamo un giorno libero quindi me lo voglio godere. Domani però ho il doppio misto, quindi sarò concentrato su quello: studierò bene gli avversari, che sono Siegemund e Roger-Vasselin, e devo prendermi la rivincita dopo l’Australian Open. Per quanto riguarda il doppio maschile conosciamo molto bene entrambe le coppie, sia Nys/Roger-Vasselin, sia Granollers/Zeballos; aspetteremo di sapere chi arriva e li studieremo, probabilmente guarderò la partita domani sera. È una sfida che sappiamo come affrontare: la finale di Roma è stata una grandissima partita che abbiamo vinto ma che poteva girare su pochi punti“.

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