“Ha dimostrato di poter giocare cinque ore e di essere il migliore del mondo, non c’è nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45”. Andre Agassi, ex numero uno del mondo e vincitore di otto prove dello Slam tra gli anni Novanta e gli anni Duemila, critica apertamente Jannik Sinner. Il tema dell’eliminazione del tennista azzurro al secondo turno del Roland Garros, caduto al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo complice un crollo fisico, continua a far discutere. Se ne è parlato negli studi di TNT Sports, l’emittente che trasmette il Roland Garros negli Stati Uniti, che ha avuto come ospite proprio l’ex “Kid di Las Vegas”.
"There's no excuse for [Sinner] to run into a wall at 1:45." 👀@AndreAgassi discusses Jannik Sinner's surprising Round 2 upset. pic.twitter.com/E1WhjODa3n
— TNT Sports U.S. (@TNTSportsUS) June 4, 2026
“L’eliminazione di Sinner è stata una cosa enorme. Quando giocavo, io avevo un orologio fisico: potevo giocare circa quattro ore. Se le condizioni erano particolarmente dure, scendevo a 3 ore e 45. Se c’erano condizioni ideali potevano arrivare a 4 ore e 10 minuti. Ma c’è una differenza tra essere in forma ed essere preparati – ha detto Agassi, che durante la sua carriera ha avuto come coach anche Darren Cahill -. Non voglio dire che Jannik non lavori e non sia in forma, ma è crollato dopo un’ora e quarantacinque minuti dopo aver giocato l’anno scorso una finale di cinque ore e mezza. Tutti si aspettavano che potesse vincere il torneo senza perdere un set. Non so nulla sulla sua preparazione, e so che ha una ottima squadra intorno a sé, ma c’è qualcosa che deve cambiare, forse deve inserire un’altra figura”.
Agassi su Sinner: “Potrebbe esserci un problema di idratazione”
L’ex campione statunitense, dall’alto della sua esperienza, ricorda come era solito preparare le partite da giocare in condizioni di caldo. “Oggi il tema è approcciato in maniera scientifica. Quello che si dovrebbe evitare è aspettarsi risultati diversi quando si continua a fare la stessa cosa… Magari c’è stato un problema di idratazione. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita, il mio rapporto carboidrati-proteine era 4 a 1, il ‘recovery drink’ era fatto in un certo modo… In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni. Sono cose che è meglio fare, e poi scoprire di non averne bisogno, che non farle e scoprire che erano necessarie”.
