Roland Garros: Zverev, ora o mai più? Batte Mensik e prova l’assalto allo Slam per la quarta volta

Alexander Zverev supera Jakub Mensik in quattro set e si prende la seconda finale al Roland Garros. È il suo momento? Quello del ceco sicuramente verrà. Intanto Cobolli irrompe in top 10

Di Beatrice Becattini
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Alexander Zverev – Roland Garros 2026 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

[2] A. Zverev b. [26] J. Mensik 7-5 6-2 3-6 6-3

Alexander Zverev batte Jakub Mensik in quattro set, con il punteggio di 7-5 6-2 3-6 6-3, e si qualifica per la finale del Roland Garros.

La seconda testa di serie, divenuto il favorito assoluto dopo le uscite di scena degli avversari più accreditati, conduce il match con attenzione, limitando i passi falsi. E per due set ci riesce con successo. Poi un calo di tensione gli costa il terzo parziale, a fronte anche di un momento di furore tennistico da parte di Mensik. Ciononostante riprende subito le fila della partita, aiutandosi con un servizio che per tutta la sfida funziona a meraviglia – il tedesco serve il 75% di prime, con una percentuale realizzativa dell’80% e anche con la seconda fa 16 punti su 26. Zverev è bravo a spostare il ceco, che fisicamente appare scarico e tatticamente è spesso confuso sul da farsi. Anche il diritto non tradisce Sascha, se non in qualche circostanza.

La vittoria su Mensik – l’11esima semifinale Slam – vale a Zverev la quarta finale Major in carriera, la seconda al Roland Garros. Il numero 3 del mondo andrà a caccia del 25esimo titolo, il più importante della sua vita tennistica. Contro Matteo Arnaldi o Flavio Cobolli, Alexander scenderà in campo per sfatare l’ultimo tabù che gli è rimasto. È arrivato il suo momento?

Sicuramente quello di Mensik arriverà. Il 19enne di Prostejov termina in semifinale la sua corsa parigina. Nonostante la prestazione un po’ incolore, Jakub ha dimostrato di saper alzare il livello, consacrandosi come il primo giocatore nato dopo il 2004 a iscriversi tra i migliori quattro di uno Slam. La sensazione è che sia solo l’inizio per lui.

Flavio Cobolli irrompe in top 10

La sconfitta di Mensik porta con sé una notizia assai lieta per il tennis azzurro. Dal prossimo aggiornamento del ranking, Flavio Cobolli farà irruzione in top 10. Comunque vada il derby tricolore con Arnaldi, il tennista romano sarà almeno numero 10 del mondo – se dovesse laurearsi campione del Roland Garros scalerebbe ulteriormente la classifica, piazzandosi alla quinta posizione.

Cobolli è il settimo giocatore italiano a iscriversi nel ristretto club dei migliori 10 del mondo. Prima di lui c’erano riusciti Jannik Sinner, ancora saldamente al comando, Adriano Panatta, spintosi fino al quarto posto, Lorenzo Musetti, che il tennis nostrano aspetta di rivedere al livello del suo best ranking di numero 5, Matteo Berrettini, ex 6 del mondo, Corrado Barazzutti, arrivato al numero 7, e Fabio Fognini, che ha impreziosito la carriera con una nona posizione.

Primo set: Mensik manca tre palle break, Zverev capitalizza l’unica opportunità passata dalla sua racchetta e fa 7-5

La prima semifinale del Roland Garros coincide con il secondo confronto in poche settimane tra Alexander Zverev e Jakub Mensiksulla terra di Madrid il tedesco si è imposto in tre set.

Mensik è, sulla carta, il giocatore che meno ha da perdere in questa sfida. E il suo approccio al match apre andare in questa direzione. Il ceco rinnova tutto l’arsenale di colpi a sua disposizione: solidità con i fondamentali da fondocampo e smorzate millimetriche. Tuttavia, dopo essersi portato 40-15, qualche errore di troppo lo condanna ai vantaggi, che il 20enne di Prostejov risolve con due serve and volley, per completare tutte le soluzioni a sua disposizione. Anche Zverev nel proprio turno di servizio si fa recuperare dalla medesima situazione e a sua volta tiene la battuta ai vantaggi.

Mensik affronta poi un paio di giochi al servizio con qualche difficoltà, ma riesce a ribaltare due insidiosi 0-30, con al complicità di Zverev, indeciso in alcune occasioni quando gli si presenta lo spiraglio. È invece Jakub a prendersi le prime palle break dell’incontro nell’ottavo gioco. La testa di serie numero 26 prende le misure in risposta, anticipa, togliendo il tempo all’avversario, e sale 15-40 grazie a un pregevole passante in slice. Se la prima occasione sfuma con una grande prima del tedesco, Mensik ha qualche rimpianto sulla seconda e sulla terza, con un errore per lato. Nonostante al contraccolpo risponda con un gioco a 0, sul 5-5 il passaggio a vuoto del numero 27 del mondo è evidente. Due doppi falli, traiettorie che si accorciano e un passante di diritto che si ferma in rete propiziano il break per Zverev, che serve per chiudere il primo parziale. Sascha spreca due occasioni, ma alla terza sigla il 7-5.

Secondo set: Zverev rompe subito gli indugi contro un Mensik che smarrisce se stesso

Nel secondo set gli equilibri sono meno resistenti. Se nella frazione inaugurale la sfida è andata avanti quasi punto a punto fino alla svolta finale, nel parziale seguente Zverev rompe gli indugi nel terzo gioco. Mensik ha smarrito il piano gara e fatica a sbrogliare la matassa venutasi a creare, offrendo altre due palle break. Il secondo favorito del seeding fiuta il momento e capitalizza la prima possibilità con un recupero sull’ennesimo drop shot da parte del ceco, seguito da un secondo passante con il rovescio che pizzica in controtempo il rivale. Sul 4-2 il 29enne di Amburgo rimpingua il vantaggio alla seconda occasione del gioco. Jakub si salva sul 40-15 facendo buona guardia a rete, ma poi commette il quinto doppio fallo della sua partita e si autocondanna. Zverev può così apporre la firma anche sul secondo set, con un turno di battuta a 0. Il tennis di Mensik va spegnendosi, con un disordine tattico a fare compagnia a una fretta incredibile nel voler chiudere lo scambio.

Terzo set: Zverev si addormenta quando deve dare la sterzata definitiva, Mensik accorcia le distanze

Il punteggio compromesso non toglie a Mensik le speranze di poter resistere e contrattaccare. Sul 2-1, Jakub è costretto a chiedere il medical time out per un problema al collo che rischia di complicare ancora di più un match già intricato. Alla ripresa del gioco, Zverev non pare aver accusato la pausa e tiene il servizio a 15, giocando in scioltezza. Nel quinto gioco, seppur in risposta, il tedesco però inizia a concedere qualcosa con i colpi a rimbalzo. Situazione che si protrae anche nel settimo game, con la conseguenza di una palla break per il ceco. La seconda smorzata efficace gli regala il 4-2 in un momento in cui la partita sembrava essersi addormentata. Se dal lato di campo di Sascha gli errori si accumulano, Mensik pare aver riordinato le idee. Adesso le smorzate sono più ragionate e meno impulsive e le chiusure a rete arrivano puntuali. Così, il numero 27 del mondo dimezza lo svantaggio nel computo dei set per 6-3.

Quarto set: Zverev rialza l’attenzione, batte Mensik e vola in finale al Roland Garros

Dopo aver ripreso a macinare punti al servizio, Zverev torna a incidere in risposta o almeno torna a metterla in campo. E questo basta per far riaffiorare dubbi e tentennamenti nel tennis di Mensik, che sbaglia troppo e cede la battuta ai vantaggi. Il tedesco non spicca per coraggio nei momenti caldi, ciononostante conferma il break e si arrampica 3-0. Il momento complicato per Jakub prosegue nel quarto gioco, quando fronteggia una palla break annullata da un serve and volley capolavoro. Poco dopo è chiamato a cancellare anche la seconda chance di 4-0, con uno scambio in progressione. Il ceco resiste infine al forcing dell’avversario e smuove il punteggio, con lecite speranze di potersi rimettere in carreggiata, visto il solo break a separarlo dal suo avversario. Il 19enne di Prostejov risponde con assiduità anche alla prima di servizio di Sascha, ma raramente riesce a prendere in mano gli scambi nei game in risposta. Neppure nel gioco che sigilla Mensik può niente e si arrende a Zverev, che si prende la seconda finale al Roland Garros a due anni di distanza dalla sconfitta per mano di Carlos Alcaraz.

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