Roland Garros: tabù spezzato. Zverev è finalmente campione Slam! Cobolli si arrende solo al 5° set [VIDEO]

Zverev è il nuovo Re di Parigi. Sascha riporta in Germania un titolo Slam che mancava da 30 anni

Di Pietro Sanò
12 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Alexander Zverev - Roland Garros 2026 (foto X @rolandgarros)

[2] A. Zverev b. [10] F. Cobolli 6-1 4-6 6-4 (5)6-7 6-1

Il Philippe Chatrier consacra un nuovo campione del Grand Slam. Alexander Zverev si prende la corona del Roland Garros, dopo tre occasioni Slam mancate in carriera. L’inseguimento di un sogno si è tramutato in uno psicodramma per Sascha, giunto per ben due volte ad un solo set di distanza dal traguardo – US Open 2020. Nel massacrante atto decisivo dell’Open di Francia, il numero 3 del mondo ha superato in cinque set l’azzurro Flavio Cobolli, per il quale vanno spese soltanto parole d’elogio, in virtù del sensazionale percorso, e della splendida lotta ad armi pari con il tedesco. Zverev spezza dunque la famigerata “maledizione Slam” , interrompendo anche un lunghissimo digiuno: con la vittoria del Roland Garros, Sascha riporta in Germania un titolo Major che mancava nel singolare maschile da 30 anni (Becker agli Australian Open del 1996).

Primo set: Cobolli divorato dalla tensione. Zverev impeccabile

Il peso della finale Slam si avverte nell’immediato per i due protagonisti, divorati dalla tensione nei primi punti. Braccia rigide, gambe ancora atrofizzate. Flavio esordisce con in maniera maldestra, commettendo un doppio fallo che quasi emette un suono di paura. È doppia palla break per Zverev al primo gioco, ma anche il tedesco non è da meno quanto a rigidità, e su un rovescio lungolinea singhiozza, stampando la palla in rete. Game già piuttosto complicato, il primo, per Flavio, costretto a cedere il servizio in apertura di match – a causa di un dritto steccato, finito sugli spalti dello Chatrier. Il vantaggio acquisito rapidamente dal numero 3 del mondo lo mette in condizioni decisamente favorevoli, in relazione al fattore “tensione”, ancora fortemente presente nell’azzurro. Sascha si “stappa”, e come previsto, il suo servizio funziona a meraviglia, proprio come nel match con Mensik. Nel terzo game, il Capitolino s’iscrive finalmente all’incontro, sbiancando l’incrocio delle righe con un inside-in fenomenale (2-1).
I turni di risposta sono faticosi per il neo Top 10. Colpi ancora eccessivamente corti, coi quali Zverev va a nozze, piantando bene i piedi in campo, e prendendo la via della rete in modo naturale. Pressione devastante messa in atto dal tre volte finalista Slam, il quale mette alle corde Flavio con entrambi i fondamentali, esortandolo a prendere i massimi rischi per portare a casa il punto. Nel quinto gioco, Cobolli è ancora in apnea nel punteggio – e nello scambio -, ma quando Sascha (per la prima volta) gli offre la possibilità di bucare la metà campo con il dritto, il classe 2002 va fuori giri. Doppio break di vantaggio per Zverev, dominatore incontrastato del primo parziale. Alle difficoltà di Flavio si somma anche un nastro decisamente imparziale, che continua a dare una mano a Sascha, aggravando la situazione psicologica dell’azzurro. Il primo set della finale parigina termina tra le mani del numero 3 del mondo con lo score (nettissimo) di 6-1.

Secondo set: Cobolli prende coraggio, cambiando volto al match

Parvenza di fluidità da parte di Flavio, che sembra finalmente sciogliersi. Il secondo parziale inizia decisamente meglio del precedente, anche perché l’azzurro – questa volta – parte bene al servizio, mantenendo la parità nel punteggio. Nemmeno Cobolli si aspettava tale rendimento di Zverev sul lato del dritto. Il colpo che storicamente ha sempre rappresentato un limite nel tennis del tedesco, in finale sembra non avere alcun tipo di intoppi, anzi. Anche da fondo campo, lo sventaglio inside-out – che solitamente non raggiunge chissà che velocità – risulta imprendibile anche per un felino come Flavio, il quale, al momento – e con umiltà – accetta la legge del più forte. Se i fondamentali eccellono, la prima di servizio del tedesco fa tutta la differenza del mondo nella sfida odierna con l’atleta nativo di Firenze. A metà del secondo parziale, Sascha vanta il 100% di punti conquistati con la prima (10/10), con soltanto tre sole seconde piazzate. Flavio si lamenta col primo angolo circa l’altezza della palla dell’avversario, agevolato anche dalle condizioni atmosferiche che fanno saltare ancor di più la sfera gialla. Passata la prima ora di gioco, sul Philippe Chatrier inizia a intravedersi un vero e proprio duello. Il settimo game del secondo parziale è il più lungo, ed il primo nel quale Cobolli fronteggia finalmente una palla break. Da un passante di rovescio lungolinea messo a segno dall’azzurro, persino il pubblico percepisce che il match può cambiare volto, e lasciarsi alle spalle la tediante monotonia. Uno Zverev perfetto – sino a quel punto – viene assalito dai dubbi dopo le inedite iniziative di Flavio. Doppi falli che ricordano versioni opache del tedesco, e dritti sparacchiati in corridoio. Cobolli stringe i denti, induce all’errore Sascha, conquistando il primo break dell’incontro.
Inerzia praticamente ribaltata dopo una prima frazione parecchio scoraggiante. Sascha non è affatto quello d’inizio partita. Cobolli interpreta bene il momento dell’incontro, e dal punto di vista psicofisico, adesso, rasenta quasi la perfezione. Un’armonia eccezionale, una serenità diversa. L’azzurro lascia fermo Zverev su un paio di risposte, ma il tedesco riesce comunque a metterci una pezza, tenendo il turno di battuta. Nel gioco decisivo per la conquista del secondo set, Flavio è esemplare. Un set pari sul Philippe Chatrier (6-4).

Terzo set: l’azzurro pasticcia a fine set. Zverev intravede il trionfo lo Slam

L’alba del terzo parziale non vede accadere nulla di sorprendente. I turni di servizio scivolano via lisci come l’olio, ma giunti al terzo gioco, è Flavio il primo ad andare in difficoltà. Zverev sferra qualche buona soluzione da fondo campo, tornando a mettere pressione all’azzurro. Sascha sollecita il rovescio di Cobolli, che in spaccata, manda out il recupero. Il numero 3 del seeding torna ad avere chance di break, ma il suo approccio è tutt’altro che encomiabile. Dritto carico di paura, fermatosi a rete. Grande coraggio, invece, per il neo top 10 del ranking, che esegue il serve&volley togliendosi dai guai. Il ragazzone che a Parigi ha già disputato una finale – nel 2024 -, inserisce il pilota automatico, e in questo terzo parziale proprio non ne vuol sapere di avvicinare l’avversario a palla break. Il servizio ed il rovescio gli danno una grossa mano, e nell’ottavo game, Sascha mette il muso avanti anche in risposta. Cobolli affronta un pressure point con una sicurezza da veterano, uscendo da una di servizio con un fendente di rovescio. Poi il ricamino a rete, ed è tutto sistemato. Flavio giunge a pochi passi dal 5-5, ma dopo esser stato in vantaggio per 30-0, commette 4 errori consecutivi che lo condannano a cedere il terzo parziale, e rincorrere nuovamente. (6-4)

Quarto Set: Zverev intravede il traguardo, ma Cobolli sopravvive

Dopo il triste epilogo del terzo set, ci si aspettava una piccola fuga da parte di Zverev nel quarto parziale. Ma il tedesco quasi restituisce il favore all’avversario, disputando un primo game catastrofico. Due doppi falli, due errori, e break tricolore. Dispendio d’energie importante per Flavio, mosso spessissimo da Zverev, poiché è quasi sempre lui a comandare lo scambio dal centro lo scambio. Corse laterali innumerevoli per Cobolli, indotto a spingere oltre il limite per non perdere metri contro il numero due del seeding. Il sesto game si rivela uno snodo fondamentale per il quarto parziale. L’azzurro cala vistosamente di lucidità, e il numero di gratuiti commessi aumenta considerevolmente. La testa di serie numero 10 sprofonda in un preoccupante 0-40, poi si aggrappa al servizio, salvando temporaneamente il punteggio. La profondità di Sascha è fastidiosa, e Flavio non regge l’urto, cedendo il servizio. Il body language del Capitolino non è poi così incoraggiante, ma quando lo shot clock si azzera, il numero dieci del seeding cancella le vibes negative e torna a lottare. Dopo aver perso il turno di battuta, Cobolli si riscatta con una fase di risposta entusiasmante: passanti fenomenali, lampi da fondo campo e… buona complicità del tedesco. Flavio si trova dinanzi alla possibilità di conquistare il quarto set, e giocarsi il tutto per tutto nella volata finale. Il tennis dell’azzurro è adesso meno vigoroso, mentre Zverev capisce che deve prendere grossi rischi per evitare un quinto set ansiogeno. Così è. Il tedesco pesca jolly su jolly, disputando probabilmente il miglior game del match – specialmente per il peso del gioco stesso. Controbreak ottenuto in extremis. Sascha si assicura il tiebreak con un ace che fa parecchio discutere, ma comunque sia, passa il testimone della “pressione” all’azzurro. Flavio lo raggiunge al tiebreak a velocità supersonica, ma la lotteria dei sette punti è un frangente drammatico di questa finale. Zverev conquista il minibreak di vantaggio che sembra definitivo, ma Flavio ricuce il gap con giocate da fenomeno. Sul primo set point, l’azzurro manca una volée alta, e lo Chatrier quasi ammutolisce. Nel punto successivo, Flavio si riscatta con un dritto lungolinea fenomenale. Il titolo Slam verrà assegnato al set decisivo. (7-6)

Quinto Set: Flavio stremato. Zverev è finalmente campione Slam

Il quinto set di uno slam è una vera e propria opera cinematografica. Sofferenza, enfasi delle emozioni. E così accade già all’alba della volata finale. Flavio torna ad avvertire della tensione in corpo, e da un vincente mancato, il primo game si trasforma in un inferno. Il dritto continua a tradirlo, e una volta concesso il break in apertura, il tennista capitolino si volta verso il box e ne dice di ogni. La qualità del tennis di Flavio crolla a picco, mentre da fondo campo Zverev è molto più incisivo. I due doppi falli commessi dal numero 2 del seed sembravano suggerire una riapertura del parziale, ma al contrario delle aspettative, il tedesco è scappato via nel punteggio, appiedando uno stanchissimo Cobolli.

Flavio esce dal match, a causa della mancanza di energie. Sascha Zverev conquista meritamente la finale di Parigi, mettendo in bacheca il primo Slam della carriera.

Leave a comment