ATP Stoccarda, Struff risponde ai giovani giornalisti in erba: “I miei figli la gioia più grande”

In occasione del Kids Day alcuni ragazzi hanno avuto la possibilità di vestire i panni del reporter per un giorno. Struff ha risposto alle loro curiosità con sincerità e ironia

Di Matteo Beltrami
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Jan-Lennard Struff – US Open 2025 (fotoManuela Davies/USTA)

Alla viglia del suo esordio al Boss Open, il beniamino di casa Jan-Lennard Struff si è sottoposto a un divertente, quanto insolito, media day. A fargli le domane non erano i soliti addetti ai lavori, ma piuttosto giovani giornalisti in erba, o aspiranti tali, in occasione del Kids Day.

Questi ragazzi hanno avuto l’occasione di vestire per un giorno i panni del reporter, potendo rivolgere a Struff i quesiti più disparati, ai quali il giocatore 36enne non si è sottratto.

Struff: “Mai stato il migliore, ma il divertimento e il lavoro hanno fatto la differenza”

Domande su chi fosse l’avversario più difficile, passando per i suoi idoli d’infanzia, fino alla domanda su cosa sia necessario fare per diventare un tennista professionista. Partendo da quest’ultima, Struff ha dichiarato che: “Da bambino non sono mai stato il migliore né il più talentuoso. Ciò che ha fatto la differenza, secondo lui, è stato il divertimento che provava giocando a tennis e la sua disponibilità a lavorare duramente. Il suo messaggio ai giovani ascoltatori è il seguente: si possono raggiungere grandi risultati anche se all’inizio gli altri sembrano più forti.

L’ex numero 21 ATP ha iniziato a praticare il tennis all’età di sei anni, dato che entrambi i suoi genitori sono allenatori di tennis. Fino ai 12 o 13 anni, però, ha giocato anche a calcio in parallelo, optando solamente in seguito di dedicarsi definitivamente alla racchetta.

Per quanto riguarda i suoi idoli, Struff ha citato Pete Sampras, Boris Becker e Lleyton Hewitt, rivolgendosi poi ai bambini con un goliardico: “Conoscete ancora Pete Sampras?”. Tra i ricordi più preziosi della sua infanzia il tennista tedesco ha menzionato un autografo di Boris Becker ricevuto all’età di dieci anni durante una competizione a Düsseldorf.

Non sono mancati poi alcuni dettagli personali: alla domanda sul suo piatto preferito, Struff ha ammesso che la pizza occupa un posto molto alto nella sua classifica, anche se probabilmente il suo allenatore non sarebbe entusiasta di vederla nel menu prima di ogni partita. Ha però sottolineato che concedersi qualche sfizio ogni tanto è assolutamente possibile, purché si segua generalmente un’alimentazione sana.

Alla fine l’incontro si è concluso con una menzione ai suoi cari. Alla domanda su che cosa conta di più per lui oltre al tennis, la risposta è arrivata senza esitazioni: la sua famiglia. La mia famiglia e i miei figli sono ciò che mi rende più felice”, ha dichiarato Struff.

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