Musetti: “Alcaraz gioca il tennis più bello. Sinner ha una costanza impressionante”

L'azzurro: "Da quando avevo quattro anni ho sempre sognato di fare il tennista. La mia sconfitta più sofferta? Il ritiro contro Djokovic all'Australian Open"

Di Pellegrino Dell'Anno
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Lorenzo Musetti – ATP Roma 2026 (foto: Francesca Micheli/Ubitennis)

Lorenzo Musetti manca al tennis. L’azzurro aveva iniziato la stagione benissimo, andando ad un set dalla semifinale dell’Australian Open e dalla terza posizione mondiale, costretto poi al ritiro contro Novak Djokovic. Da lì la situazione del carrarino è precipitata, come dimostrato dal ritiro dal Roland Garros e, in precedenza, da una stagione su terra decisamente al di sotto delle aspettative. Quella giocata a Melbourne è stata la partita probabilmente più dolorosa della carriera, stando anche alle parole dell’azzurro rilasciate a L’Officiel Italia.

La partita che mi ha dato più soddisfazione? Quando vinsi contro Novak Djokovic ai Masters di Montecarlo nel 2023. Lui allora era il numero uno al mondo, un giocatore che ho sempre ammirato sin da piccolo. La sconfitta più sofferta? Sempre con Nole, all’inizio di quest’anno all’Australian Open, quando stavo vincendo 2 set a 0 e poi mi sono dovuto ritirare per un infortunio“.

Musetti tra il suo gioco e quello altrui

Lorenzo Musetti porta con sé un tennis molto elegante, bello da vedere ma anche concreto. Un po’ come quello del n.2 del mondo Carlos Alcaraz. Nelle parole dell’azzurro, uno dei più belli da vedere: “Il tennis più bello e più completo? Forse quello giocato da Alcaraz, credo sia il tennis più contemporaneo. Sinner è impressionante, quasi perfetto in termini di freddezza, lucidità mentale, mantenimento costante di uno standard incredibile. Però in termini di estetica, di bellezza del gioco, direi Alcaraz. Quando sono al loro meglio sono i due campioni che esprimono il miglior tennis di oggi“. Per quanto Musetti segua i risultati senza essere un grande fan del tennis, ne guarda ben poco in tv.

Non ha mai però pensato ad altro, da fare nella vita. Diventare tennista professionista è sempre stato l’obiettivo, più che un sogno: “Ho iniziato a giocare a quattro anni, ho sempre sognato di diventare un tennista professionista e ho sempre lavorato per questo. Poi, per fortuna, ho fatto un percorso dove a 18 anni ero già professionista, quindi ho subito trovato la mia indipendenza da un punto di vista lavorativo“.

La vita oltre il tennis

Musetti ha una vita che gli propone sfide quotidiane ben oltre il campo da tennis. A 25 anni è infatti già papà di due bambini, e imparare ad essere genitore è ben più difficile di colpire bene il rovescio: “Non è facile a meno di 21 anni ritrovarsi papà e intraprendere un cambio di vita così radicale, però per la gioia che danno alla mia compagna e a me i nostri bimbi, è un cambio che siamo entrambi molto, molto contenti di aver fatto. Il loro futuro? Non voglio essere assolutamente l’ex tennista o il tennista che spinge per forza i suoi figli a giocare, però il più grande ha già la sua racchettina, e vedo che gli piace“.

Ma qual è, tolto il tennis e la famiglia, la grande passione di Lorenzo? “La cucina. Nel senso che sono una buona forchetta e che mi piace anche cucinare. Sono sempre stato abituato molto bene da mia nonna, da mia mamma, grandissime cuoche. Per fortuna ho una compagna che non è ancora ai loro livelli, però ci arriverà. La mia specialità? Qualsiasi tipo di risotto“.

Leave a comment