Lo Slam più prestigioso del calendario ha finalmente dato il via alle danze, con il tabellone cadetto. Il lunedì londinese ha già premiato diversi degli atleti azzurri iscritti alle qualificazioni di Wimbledon, come Cinà e Guerrieri, altri invece si sono già arresi al primo turno. Nel pomeriggio, Pellegrino, Nardi e Travaglia hanno dato man forte alla flotta tricolore, che invece ha perso Marco Cecchinato e Francesco Maestrelli, sconfitti dai rispettivi avversari Barrios Vera e Basing.
[17] A. Pellegrino b. J. Clarke 2-6 7-6(5) 6-4 (di Pellegrino Dell’Anno)
Un primo set di spavento, per aprire la propria campagna nelle qualificazioni di Wimbledon, e poi la barca di Andrea Pellegrino torna sulla giusta corrente. Il pugliese, dopo l’esordio Slam allo scorso Roland Garros, punta ad entrare per la prima volta in main draw ai Championships. Batte in tre set il padrone di casa Jay Clarke in circa 2 ore e un quarto di gioco, sfruttando una maggiore solidità da fondo e qualche concessione del britannico, protagonista di ben otto doppi falli. Pellegrino non ne commette neanche uno, pur non piazzando però neanche un ace. La vince di carattere ed esperienza, continuando la rincorsa per una qualificazione che saprebbe di sogno. Affronterà al prossimo turno Tristan Boyer.
L. Nardi b. R. Noguchi 6-2 6-3 (di Pellegrino Dell’Anno)
Finalmente si torna ad intravedere, almeno per le qualificazioni di Wimbledon, un Luca Nardi quasi da corsa. Il pesarese, scivolato al n.169 del mondo, batte senza mai mettere in dubbio la propria vittoria il giapponese Rio Noguchi. Un 6-2 6-3 inesorabile, con un solo break subito e il 78% dei punti vinti con la prima da parte dell’azzurro. Che commette 15 non forzati, a fronte di ben 24 vincenti, apparendo in forma smagliante e nuovamente convinto dei propri mezzi. Una rondine non fa primavera, ma è indubbio che a Nardi servisse una vittoria del genere per aprire al meglio il percorso di qualificazioni verso Wimbledon. L’anno scorso ebbe anche la chance di assaggiare il Campo 1, perdendo contro Sinner. Al prossimo turno, per tenere vivo il sogno, sfiderà il finlandese Otto Virtanen.
[16] S. Travaglia b. L. Mikrut 7-5 7-6(3) (di Pellegrino Dell’Anno)
Esordio col botto in qualificazioni a Wimbledon, e non era scontato, anche per Stefano Travaglia. Il veterano azzurro sconfigge in due set un avversario più giovane come Luka Mikrut, croato di belle speranze. Un match molto equilibrato, in cui Travaglia ha ben sfruttato la rapidità della superficie per fare la differenza con il servizio. 85% di punti vinti con la prima, 10 ace e un solo break subito. Molto freddo tra l’altro ad annullare una chance a Mikrut sul 5-5 nel secondo set, che avrebbe potuto indirizzare diversamente l’incontro. Alla fine, in un’ora e 40 minuti, l’esperienza e la voglia di Stefano, che ha giocato tre volte il tabellone principale dei Championships senza mai vincere un match (ultima nel 2021), ha prevalso. Al prossimo turno se la vedrà con Yi Zhou, n.239 ATP.
[20] T. Barrios Vera b. M. Cecchinato 7-6 (2) 6-3
Termina soltanto al primo turno l’avventura del palermitano Marco Cecchinato, che non è riuscito ad opporre resistenza alla testa di serie numero 20 del tabellone cadetto, Tomas Barrios Vera. Il tennista azzurro non è mai riuscito a far sbocciare l’amore con i Championship, non oltrepassando mai il primo turno nel corso della sua carriera. Soltanto nel 2018 – anno magico per Marco, in virtù della semifinale raggiunta al Roland Garros – è riuscito ad ottenere dei convincenti risultati sul manto verde, conquistando la prima ed unica semi su erba ad Eastbourne. Il poco entusiasmo di giocare su questa superficie si è intravisto anche nel match odierno, durante il quale si è avvicinato soltanto una volta a palla break, capitalizzando, quantomeno, l’occasione. Sin dal primo “15”, Barrios Vera ha messo grande pressione a Cecchinato, costretto a lottare costantemente per tenere in modo agevole un turno di servizio. Dopo aver ceduto facilmente il tiebreak del primo set, Marco ha provato a scuotersi assumendosi grandi rischi, ma il break di vantaggio acquisito non gli ha consentito di cambiare passo, ed il numero 20 del seeding lo ha dunque liquidato in due set (7-6 6-3).
[10] F. Maestrelli b. [WC] M. Basing 4-6 6-6(2) 6-4
Esito duro da digerire, per Francesco Maestrelli, che ha salutato anzitempo lo Slam di Wimbledon. Il tennista pisano è stato beffato in rimonta dalla wild card di casa, Max Basing, tipologia d’avversario scomodissimo da affrontare in un primo turno di qualificazioni del Major su erba. L’azzurro è partito benissimo, gestendo egregiamente gli alti e bassi del suo primo set, e costringendo alla rincorsa Basing dopo avergli rifilato un 6-4.
Il britannico è rimasto aggrappato al match in ogni modo, e nel secondo parziale ha messo in seria crisi Maestrelli, il quale ha abbassato drasticamente la percentuale con la prima di servizio (55%) offrendo più chance all’inglese di attaccare in risposta. Il tiebreak del secondo parziale è stato monopolizzato dal tennista di casa, concedendo solo 2 punti all’azzurro. La volata finale è stata pirotecnica, ma altrettanto beffarda per Maestrelli. La testa di serie numero 10 delle qualy si è ritrovato in vantaggio per 3-1, prima di subire un’inaspettata rimonta. Con un 6-4 finale, Basing ha blindato l’accesso al secondo turno, costringendo alla resa Maestrelli.
