Roddick non ha dubbi: “Wimbledon è la miglior chance per il 25° di Djokovic”

"Senza Alcaraz e con i punti di domanda che ci sono intorno a Sinner, questa è una chance concreta per Nole", ha detto l'ex n. 1 del mondo

Di Redazione
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Novak Djokovic - Roland Garros 2026 (foto X @usopen)

Manca sempre meno all’inizio di Wimbledon e, come di consueto, nei giorni di vigilia c’è chi si sbilancia in previsioni, pronostici e profezie varie. Andy Roddick, nel suo podcast Served, si è fatto portavoce di una sensazione comune che aleggia attorno a Novak Djokovic: se non ora, quando?

Roddick, ormai una delle voci più ascoltate ed autorevoli nel panorama tennistico, nel suo ultimo episodio ha cercato anche di smontare la narrazione del feeling tra l’erba e i grandi battitori: “La cosa più importante che viene trascurata quando si parla dell’erba riguarda i ‘big server’ – spiega l’ex n. 1 del mondo -. C’è una narrativa secondo la quale se servi bene puoi andare lontano sull’erba, ma se non sai rispondere… Ora ditemi, quanti giocatori che rispondevano male hanno vinto Wimbledon?”.

Tornando indietro con il pensiero, lo statunitense non ha trovato risposte (“Dagli anni ’70 in avanti direi nessuno”) e ha portato l’esempio di Lleyton Hewitt, non certo noto per le sue qualità da ‘big server’ (“Affrontarlo su erba era un incubo). In relazione alla superficie, poi, Roddick ha analizzato quanto la profondità sull’erba venga premiata più che su qualsiasi altra superficie; così come il movimento, è troppo importante”. Volendo invece trovare un aspetto poco convincente nel gioco su erba, “Il topspin esagerato per toglierti dai guai, stile Chwalińska al Roland Garros per intenderci, non funziona”, argomenta Andy.

Ora o mai più, però: il tema centrale del pensiero di Roddick resta questo e riguarda ovviamente Novak Djokovic, a caccia di un titolo Slam che manca dallo US Open 2023 e che rappresenterebbe il record dei record. Già 7 volte campione a Wimbledon, Nole avrebbe anche l’occasione di eguagliare Roger Federer come il più vincente di sempre nel torneo più prestigioso di tutti. La chance è ghiotta: Non credo che ci sia un esperto che non pensi che Wimbledon sia la miglior opportunità per Djokovic, specialmente senza Alcaraz e con i punti di domanda che ci sono intorno a Jannik – dice l’ex n. 1 -. Io penso questa sia una chance concreta per lui”.

Ovviamente l’assenza di Alcaraz, che ha battuto lo stesso Djokovic in finale nel 2023 e nel 2024, aumenta le chance del serbo di arrivare in fondo, ma è ragionevole pensare che prima o poi, sulla strada verso un eventuale titolo, dovrà fare i conti con Sinner. Benché l’azzurro arrivi a Wimbledon senza aver giocato tornei di preparazione, “Sinner resta Sinner – riconosce Roddick – ma Nole può pensare di essere il miglior giocatore su erba in tabellone… E anche se non è più nel suo prime, se fossi nel suo team potrei convincerlo abbastanza facilmente che le cose stanno così. Non mi importa che non abbia fatto semifinale al Roland Garros, posso garantire che lui sa bene che questa è una buona opportunità. E se è vero che c’è pure chi torna a giocare a 44 anni, per i 39 di Nole questa potrebbe davvero essere l’opportunità di scrivere un’ultima, indelebile pagina di storia.

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