Sinner: “Roland Garros? Abbiamo fatto un paio di errori di gestione. Mi servirà per il futuro”

Di Gianluca Sartori
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Jannik Sinner - Roma 2026 (x @atptour)
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Sono giorni speciali per Jannik Sinner. Il ritorno a Wimbledon da campione in carica è un momento dolce, i ricordi del trionfo di un anno fa tornano alla mente e consolidano la consapevolezza di aver fatto qualcosa di speciale. Danno poi la spinta per cercare di riviverli di nuovo, nel momento in cui i Championships sono alle porte. Jannik, che ha scelto quest’anno di prepararsi solo con l’esibizione di Hurlingham, è reduce da circa un mese lontano dai campi. Uno stop necessario, dopo quanto accaduto al Roland Garros, con quell’eliminazione al secondo turno che inevitabilmente ha fatto molto discutere, perchè motivata da problemi extra-tennistici. Sinner ne ha parlato in un’intervista esclusiva con il media australiano Stan Sport, senza scendere nei dettagli, ma ammettendo che qualcosina poteva essere fatto meglio.

Sinner: “Dopo Parigi abbiamo riflettuto molto”

“Io penso sempre che tutto accada per una ragione – ha detto Jannik -. Abbiamo avuto lunghe conversazioni all’interno del team dopo Parigi, cercando di capire se quel problema fisico sarebbe successo lo stesso anche se non avessi giocato un paio di tornei in precedenza. Non possiamo saperlo con certezza“. Il riferimento è, ovviamente, all’intensissima primavera che ha visto protagonista Sinner, vincitore dei tre Masters 1000 che si sono giocati sulla terra.

Alla fine ogni giorno è diverso e, se commetti un paio di errori di gestione in determinati giorni, poi ne paghi il prezzo. Avremmo potuto gestire sicuramente un paio di cose un po’ meglio, ma ricordo a me stesso che finora ho avuto una stagione incredibile, vincendo molte partite e grandi tornei. Ho imparato da quello che è successo, penso sia qualcosa che può rendermi più forte in futuro”.

Sinner: “Fisicamente sto benissimo, il riposo mi è servito”

Quella giornata amara ha fatto sì che Jannik scegliesse di sottoporsi a un accurato check-up medico, svolto in una giornata e mezza all’ospedale San Raffaele di Milano. “Ora sto benissimo – ha rassicurato Sinner -. Abbiamo fatto tutti i controlli medici e i risultati sono molto buoni, quindi sono davvero felice. Avevo proprio bisogno di un po’ di tempo libero dopo Parigi. Ho trascorso 10 giorni a casa con la mia famiglia e i miei amici, e ho apprezzato moltissimo quel momento di stacco. Come è una mia giornata libera? Sicuramente quando c’è un torneo ancora in corso è difficile staccare completamente. Però il relax è la cosa principale. Dormire, giocare a carte, parlare con gli amici e con la famiglia, persone che mi conoscono da quando ero piccolo, e con cui è bello scherzare”.

E’ un Sinner apparentemente ritemprato nel corpo e nello spirito quello che si presenta a Londra, consapevole di aver giocato fin qui una stagione storica sotto tanti punti di vista che, però, non gli ha ancora regalato la gioia di uno Slam vinto. “Ho avuto un bel po’ di tempo per allenarmi. Mi sento molto bene, nuovamente. Ora c’è una superficie su cui non gioco da un anno, ma arrivo con la fiducia che risale a quanto è accaduto l’anno scorso. Nel tennis è complicato godersi le vittorie, perché dopo pochi giorni ricomincia un altro torneo e devi essere concentrato. E poi c’è solo un vincitore nei tornei. Quest’anno ho avuto una grande stagione ma non ho ancora vinto uno Slam. Lavoro per questo. So che se lavoro forte posso raggiungere i miei sogni, ma è uno sport imprevedibile, e se hai una giornata storta le cose possono andare male”.

Sinner racconta così le sensazioni del ritorno a Wimbledon, tornando con le lancette indietro fino al luglio di un anno fa. “Per me questo è il torneo più speciale dell’anno – racconta -, anche per la superficie su cui si gioca. Se devo essere onesto, quando ero un bambino non avrei mai pensato di trovarmi in questa posizione. Non credevo nemmeno che avrei giocato qui a Wimbledon un giorno, perché mi sembrava qualcosa di lontanissimo. Vengo da un piccolo paese, non era realistico pensare di arrivare a giocare qui, figurati avere in mano il trofeo e vedere il mio nome al fianco di altri incredibili giocatori. Ho ricordi meravigliosi legati alla passata edizione. Mi torna continuamente in mente l’ultimo punto della finale, ma non solo quello. C’era la mia famiglia insieme al mio team sul campo ed è stata un’emozione incredibile. Certo che mi piacerebbe provare nuovamente quelle bellissime sensazioni, non lo nego. Allo stesso tempo, se non succederà nuovamente, avrò comunque un ricordo da custodire per il resto della mia vita. Ogni anno è una sfida diversa e le cose cambiano, ma ora mi sto godendo il fatto di essere nuovamente qui. Sono qui già da un paio di giorni, il fatto che non sia ancora pieno di gente, vedere il campo centrale con un’erba perfetta, crea un’atmosfera speciale. Sto cercando di adattarmi nuovamente alle condizioni, ma c’è tempo sufficiente per farlo e per essere pronti per il primo turno”.

Quando ne ha l’occasione, Sinner parla volentieri dei risultati degli altri tennisti azzurri. Al Roland Garros, la sua prematura uscita di scena è coincisa con l’esplosione di Berrettini, Arnaldi e Cobolli, e le due cose sono probabilmente collegate, visto che gli azzurri si sono fatti largo nella metà di tabellone che era presidiata da Jannik. “Sono felicissimo quando vedo gli altri ragazzi ottenere risultati incredibili: penso a Flavio [Cobolli] che è arrivato in finale ed è andato vicinissimo a sollevare il suo primo trofeo, o ad Arnaldi che sta venendo su alla grande… Matteo ha faticato molto, ci ho parlato un po’ a Monaco e si merita davvero questo momento, lavora duramente. È bellissimo vedere anche il rientro di Matteo Berrettini, speriamo possa gestire i suoi infortuni un po’ meglio. È davvero straordinario far parte di questo gruppo. A tutti noi manca Lorenzo Musetti al momento, che sta lottando con alcuni problemi fisici, ma siamo sicurissimi che tornerà in ottima forma. Più siamo, meglio è, quindi siamo felici di continuare così.” Sinner ha passato un Roland Garros da tifoso degli altri azzurri, ora si volta pagina. A Wimbledon torna da campione in carica, per centrare quello che sarebbe uno storico back-to-back.