Due su tre. Questo è il resoconto della giornata di mercoledì del tennis azzurro per qunto concerne il torneo di qualificazione femminile di Wimbledon. A dispetto dell’ecatombe nel maschile, le ragazze onorano il tricolore con Tyra Caterina Grant e Lucia Bronzetti proiettate all’ultimo round per accedere al main draw, mentre Lucrezia Stefanini esce a testa alta al terzo set contro Katarzyna Kawa.
La teenager azzurra e la tennista romagnola, invece, si rendono protagoniste di due prove convincenti con i successi ai danni di Joanna Garland e Justina Mikulskyte avvalendosi di un rispettivo periodico. Duplice 6-4 per Tyra in un’ora e trantacinque, mentre Lucia manda i titoli di coda con un doppio 6-3 in un’ora e quarantuno minuti di gioco.
T.C.Grant b. J.Garland 6-4 6-4
Continua il magic moment di Tyra Caterina Grant che mette a referto la dodicesima vittoria nelle ultime quattordici uscite. Al di là dei numeri, quello che conta è che lo switch tra terra rossa ed erba sembra procedere nel migliore dei modi e, con il successo su Joanna Garland, l’azzurra classe 2008 andrà a giocarsi l’accesso al tabellone principale del suo primo Wimbledon: l’ultimo ostacolo è la francese Harmony Tan.
Prestazione autorevole quella fornita da Grant che appare in piena fiducia già dagli albori della sfida. E’ proprio l’azzurra dare vita al break e controbreak che caratterizza i primi due game, con Garland che riesce a rimanere in scia. Il primo set è dominato dalla giocatrici al servizio che non forniscono l’ombra di una palla break, sino a quando Tyra non sfrutta un passaggio a vuoto nel nono gioco per strappare il servizio. Break decisivo per la chiusura 6-4.
Il secondo set subisce una robusta interruzione quando, sull’1-1 e due palle break non sfruttate per la nativa romana, il gioco si ferma per un blackout del sistema elettronico di chiamate. Il rientro in campo è fatale per la giocatrice di Taiwan che subisce un altro break. Una volta sopra, Grant è cinica nel custodire il vantaggio e rifilare un altro 6-4 che la proietta all’ultimo turno di qualificazione per staccare il pass per i Championship.
[14]K.Kawa b. L.Stefanini 6-4 2-6 6-2
Niente da fare per Lucrezia Stefanini che non avrà la sua seconda apparizione al main draw dei Championship dopo l’esordio del 2023. L’azzurra lotta, ma l’orgoglio non basta contro Katarzyna Kawa che passa in tre set. Primo set combattuto con l’inerzia del match a cambiare tante volte, sino a quando una girandola di break nel parte centrale del parziale non premia la polacca che chiude 6-4.
La toscana non demorde, anzi ha un moto d’orgoglio in un secondo set dall’andamento singolare: nel 6-2 a suo favore sono solo due i game in cui le giocatrici hanno mantenuto il servizio. Stefanini sembra sulla rampa di lancio, ma paga il dispendio fisico con un crollo rovinoso nel parziale decisivo dove affonda 5-0, prima di recuperare vanamente uno dei tre break di svantaggio e arrendersi 6-2 a Kawa.
[20]L.Bronzetti b. J.Mikulskyte 6-3
Era l’ultima di giornata e non ha tradito le attese. Lucia Bronzetti vince la sfida con Justina Mikulskyte e fa pendere in positivo il bilancio del tennis azzurro per quanto riguarda le qualificazioni di Wimbledon nel femminile. Primo set dove la romagnola è brava a reagire, piazzando immediatamente il controbreak nella parte nevralgica del parziale. Ristabilito il 3-3, arriva un parziale di 12-4 in suo favore che suggella il meritato 6-3 in 41′.
Bronzetti prova a cavalcare l’onda e strappa il servizio anche in apertura di secondo set, ma la lituana è straordinaria nella reazione portando a casa un game durissimo da 15 punti e passando alla terza palla break. Conlcuso il botta risposta, si prosegue on serve sino al settimo game dove Lucia mette di nuovo la freccia ed effettua il sorpasso. Altro break subito, altra immediata risposta di Mikulskyte, ma stavolta la nativa di Rimini alza il muro neutralizzando due palle break di importanza capitale. Scampato pericolo, la classe 1998 sfrutta il disappunto dell’avversaria per l’occasione sciupata e decide di archiviare la pratica con un altro 6-3.
