WTA Bad Homburg: in finale Muchova (col brivido) e Osaka (prima sull’erba)

Continua il torneo convincente di Naomi Osaka che batte Wang. Per lei prima finale fuori dal cemento. Karolina Muchova rischia di riaprire il match con Ruse, ma chiude in due set

Di Michelangelo Sottili
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Naomi Osaka - WTA Bad Homburg 2026 (foto X @wta)
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L’uscita prematura delle prime del due del seeding, Iga Swiatek e Mirra Andreeva, ha un po’ chiuso l’esito delle ultime sfide al Bad Homburg Open powered by Solarwatt, considerando anche la successiva uscita delle autrici delle eliminazioni eccellenti, Navarro e Alexandrova. Succede così che, dopo i quarti di finale con un solo match al terzo e neppure combattuto (anche se Muchova aveva fatto tutto il possibile per creare la suspense finale e ci ha riprovato venerdì), anche le semifinali non promettevano grandi battaglie, con Osaka e Muchova nette favorite.

Così è stato per la vittoria di Naomi Osaka sulla n. 52 WTA Xinyu Wang, 6-3 6-3 in 70 minuti. Un primo set deciso dal break al sesto gioco, con le risposte profonde di Naomi sufficienti a provocare gli errori di Wang. Nel secondo parziale. la tennista cinese va ancora sotto (ottima Osaka in difesa e poi pronta a girare lo scambio), ma recupera subito, 2 pari, vincendo le prove di forza da fondo. Poi però va fuori giri (27 non forzati alla fine, 9 quelli della giapponese) e la quattro volte campionessa Slam torna in vantaggio e chiude in risposta al nono game. Prima finale del 2026 per Osaka e soprattutto prima volta all’ultimo atto sull’erba (diciamo pure fuori dal cemento) in carriera: un avvertimento per tutte alle porte di Wimbledon?

Naomi affronterà Karolina Muchova, vincitrice 6-4 6-4 della qualificata Elena-Gabriela Ruse. Tutto filava via liscio per la ceca, avanti di un set e, nel secondo, dopo un’ora e mezzo di pausa per “caldo estremo”, di un break trasformato con uno splendido lob liftato di dritto, anche perché Ruse metteva in campo una prima ogni tanto (43% per i pignoli). Karolina conferma, poi sale 5-2. Elena-Gabriela serve, 15-40, due match point, due errori cechi.

Ruse ci crede, controbrekka fulminando il serve&volley, è padrona del campo, questa dilaga e va al terzo senza più concedere un punto, ha tre palle consecutive per il 5 pari (ben più di quell’unica avuta in risposta da Tauson giovedì). Ma arrivano gli errori, il doppio fallo sulla terza chance vale più di mille parole, se ne va un vantaggio interno e Muchova si prende il match. Con Osaka, però, le probabilità di uscirne indenne offrendo queste occasioni saranno decisamente inferiori. Tra parentesi, Naomi ha un bilancio in finale di 7-5, Karolina di 2-6.

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