Ci siamo quasi. Le tre settimane di astinenza da Slam stanno ormai per esaurirsi, lunedì 29 a Wimbledon si comincia con i tabelloni principali. Come spesso accade, sarà il tabellone maschile a catalizzare la maggior parte dell’attenzione, con tanti tifosi preoccupati per Sinner a causa del caldo record di questi giorni a Londra, e poco importa se la prossima settimana le temperature massime sono previste sui 25° C, al limite ci si potrà lamentare in caso di programmazione nel freddo serale senza nemmeno avergli concesso di indossare l’amato nero.
Ma siamo qui a parlare di donne, argomento sicuramente più interessante rispetto allo scimmiottare fenomeni da social, il cui lavoro pare sia riscrivere la realtà per ottenere qualche clic. “Donne” nel senso di women’s tennis, ça va sans dire, quindi hajde (non c’entra granché, ma come resistere ad inserire una terza lingua straniera), andiamo a vedere quali possono essere gli incontri di primo turno da non perdere, con i nomi di Serena Wlliams, Iga Swiatek e Jasmine Paolini che spiccano inevitabili.
[WC] S. Williams vs M. Joint
Non ce ne voglia Maya Joint, ma il rientro in singolare di Serena Williams va visto a prescindere dall’avversaria. La 23 volte trionfatrice Slam (sette i titoli a Wimbledon, il primo nel 2002, l’ultimo nel 2016) non avrebbe sopportato l’onere di tornare nel Registered Testing Pool, l’elenco degli atleti di élite soggetti ai test antidoping fuori dalle competizioni, con l’obbligo di fornire la quotidiana reperibilità per ogni giorno dell’anno in cui non partecipano a un torneo, se non si ritenesse competitiva.
Recuperata la forma fisica grazie a un farmaco per diabetici del quale è anche testimonial (ma nessuna critica qui, non è vietato dalla WADA e l’allarme per la scarsità globale dovuta all’uso “improprio” è rientrato, quindi chi ne ha bisogno per il trattamento del diabete di tipo 2 non dovrebbe avere problemi), Serena ha pur sempre 44 anni e il suo ultimo incontro di singolare risale al terzo turno dello US Open 2022, la sconfitta con Tomljanovic. Joint è un nome che evoca un buon rapporto con l’erba e infatti Maya ha un bilancio positivo sui prati, 6-5 a livello WTA. Esatto, non una grandissima esperienza. Inoltre, non vince un match del Tour dal secondo turno di Adelaide: 11 sconfitte consecutive da allora e trovarsi di fronte una leggenda non sarà facile. Ma è pur sempre una ventenne n. 53 del ranking, chiamata a difendere il presente e il futuro.
[5] M. Andreeva vs M. Linette
Al Roland Garros ha vinto il suo primo titolo Slam, a diciannove anni, dopo i due titoli WTA 1000 del 2025 e un periodo di crisi di risultati prima di ritrovarsi. Mirra Andreeva è però rientrata con una sconfitta dopo la finale di Parigi, contro Alexandrova all’esordio in quel di Bad Homburg. Un risultato che ci sta tutto e non deve aprire le porte a chissà quali interpretazioni; tuttavia, Andreeva probabilmente non è entusiasta di arrivare in Church Road con un solo incontro giocato sull’erba.
L’avversaria, Magda Linette, non ama particolarmente l’erba, ma due settimane fa a ‘s-Hertogenbosch ha raggiunto la semifinale. La polacca ha il tennis per approfittare di una giornata storta dell’avversaria e contro le top 10 ha un bilancio di 8 vittorie e 32 sconfitte. Certo, tutto o quasi dipenderà da Mirra, lo scorso anno giunta fino ai quarti, e la domanda è: il trofeo parigino la alleggerirà della tensione (ormai uno Slam è in bacheca) o viceversa la caricherà di troppe aspettative?
[3] I. Swiatek vs T. Townsend
Come Andreeva, Iga Swiatek è passata dal Roland Garros alla sconfitta all’esordio in Germania, contro Navarro. La differenza, non proprio minuscola, è che a Parigi Swiatek è uscita agli ottavi, lei che al Rolando ha trionfato quattro volte. Di nuovo come Mirra, Iga è una campionessa Slam in carica: di Wimbledon. Di fronte avrà la statunitense Taylor Townsend, n. 81 WTA e giocatrice da duro molto più che da erba, ma si tratta di una sfida inedita e la polacca potrebbe sentire parecchia pressione, tra il titolo da difendere, l’uscita prematura al Roland Garros e la sconfitta di questa settimana.
Townsend ha in teoria la capacità di toglierle sicurezza prendendo la rete e sappiamo quanto Iga riesca a caricarsi di una fretta eccessiva anche da sola, finendo con l’andare fuori giri quando non tutto… gira come vorrebbe.
[13] J. Paolini vs [Q] R. Montgomery
Un incontro che non si può perdere: ciò vale non solo per gli spettatori, bensì e soprattutto per Jasmine Paolini. Che in realtà non deve più dimostrare nulla (sempre che siamo qua a dimostrare qualcosa a qualcuno che nemmeno conosciamo e, di solito, è pure meglio così), è stata due anni in top 10, un best ranking di quarta tennista più forte del mondo, finali consecutive al Roland Garros e a Wimbledon, due titoli “Mille”, il secondo a Roma, in doppio è stata addirittura numero 3 e ha vinto un oro olimpico.
Però le sconfitte dure, quelle da netta favorita, fanno male, le lacrime di Stoccarda, il dolore al piede, l’uscita all’esordio con Tatjana Maria. Qualche vittoria non potrà che dare la meritata serenità a Jasmine, anche se l’avversaria, a dispetto della classifica (n. 194), non è da sottovalutare. Il tennis di Robin Montgomery ci è sempre piaciuto, ma la ventunenne statunitense faticava a uscire, anzi, dopo una vaga apparizione in top 100 era sprofondata in classifica. Ora però si presenta all’appuntamento con Paolini da imbattuta sull’erba, con il titolo a ‘s-Hertogenbosch partendo dalle qualificazioni e il tabellone cadetto superato anche a Londra, dieci incontri vinti di fila. L’aspetto positivo per Jas è che la mancina Robin ha perso tutte le quattro sfide disputate contro le top 20. In ogni caso, potrebbe uscire un match piacevole da guardare.
[17] S. Cirstea vs S. Bejlek
È l’ultima stagione di Sorana Cirstea, che tra l’altro e forse non a caso sta esprimendo il suo miglior tennis di sempre: un buon motivo per guardare i match della trentaseienne di Bucarest, ora 18^ del ranking, il suo picco. La sua avversaria è Sara Bejlek, ventenne ceca n. 45 WTA che quest’anno ha vinto il suo primo titolo del circuito maggiore, il “500” di Abu Dhabi, dimostrando di cominciare a digerire anche il cemento. Primo duello tra Sorana e Sara, nessuna delle due è una gran amante dei prati, quindi sarà anche interessante vedere come interpreteranno il match, tra gli anticipi di Cirstea e il drittone mancino Bejlek.
