[7] N. Djokovic b. Y. Wu 6-4 5-7 6-4 6-4
Yibing Wu sfodera una grande prestazione ma per battere Novak Djokovic non bastano i 54 vincenti (40 gli errori non forzati), “dritto, rovescio, a un certo punto sembrava non avere punti deboli”, dirà Nole dopo la vittoria, 6-4 5-7 6-4 6-4 in tre ore e 12 minuti. Non bastano neanche per arrivare al quinto set, invero, nonostante le molte occasioni nel quarto parziale, sei palle break sfumate, una su undici trasformata complessivamente da Wu, che si era detto “felicissimo del sorteggio, giocare con Djokovic sul Centrale di Wimbledon è il sogno di molti tennis, me compreso. Per me è il GOAT del tennis e non vedo l’ora” e senza dubbio ha onorato quel sogno.
Ma il divario di esperienza tra i due è abissale, uno ha vinto sette volte Wimbledon, l’altro è al suo secondo match qui e anche alla seconda apparizione sul campo centrale di uno Slam, dopo quella con Medvedev allo US Open 2022. Djokovic ha ottenuto tanto dal servizio, il 42% delle battute non gli è tornata indietro, è spesso riuscito a usare bene il campo e variare ritmo e rotazioni per evitare che l’ottimo colpitore dall’altra parte della rete potesse trovarsi la palla preferita da spaccare. Perché, come sempre, Yibing non si è certo presentato temendo di far male alla palla.
Il ritorno dagli infortuni
Il ventiseienne di Hangzhou è rimasto fedele al suo piano e, come detto, la differenza va cercata su pochi punti, come lo scambio da 21 colpi vinto da Nole quando ha servito per il terzo set e le chance non sfruttate nel quarto (quasi sempre per merito di Djokovic). In ogni caso, Wu non ha estratto questa performance da un cilindro che nemmeno è suo, tutt’altro. Anche se ora è n. 102 ATP, ha un best ranking di 54 nel 2023, anno in cui diventò il primo cinese a vincere un titolo (Dallas). Poi tre stagioni tormentate dagli infortuni (uno al piede che ha richiesto la chirurgia), precisamente altre tre stagioni, visto che i problemi al gomito, schiena, spalla e polso lo avevano tenuto fuori da marzo 2019 a gennaio 2022. Insomma, se si mantiene sano, può certo ambire a zone di classifica ben più alte.
Primo set – Djokovic difende il break in apertura
Yibing sceglie di partire al servizio e lo perde subito, incapace di tenere la palla in campo con il dritto, Nole conferma a zero e si accontenta, mentre l’altro muove il punteggio e prova l’inseguimento. Con soli due punti persi in battuta, il 24 volte campione Slam serve sul 5-4, game ricco di gran colpi da parte di entrambi, con Wu che spacca la palla procurandosi due occasioni da sinistra per il rientro, nulla che Djokovic non possa risolvere direttamente con la prima esterna, per poi assicurarsi il parziale.
9 vincenti e appena 2 non forzati per il classe 1987 di Belgrado, 15-13 il bilancio cinese.
Secondo set – Wu salva le palle break e piazza la zampata nel finale
Il dritto di Yibing fa ancora le bizze al terzo game, 15-40, ma un paio di rovescioni gli raddrizzano la faccenda. La sfida continua sui binari del servizio, Wu si è anche messo a sbagliare meno senza per questo rallentare la spinta, anzi, aumenta la percentuale dei colpi in attacco (32% contro il 21 di Djokovic), e si fa pericoloso in risposta al dodicesimo gioco.
Nole vince un secondo punto fondamentale – almeno temporaneamente – nell’economia del game calamitando i passanti di Yibing che continua a tirare ogni palla, rimane vivo con un’inattesa smorzata applaudita anche dal coach Dante Bottini e, al secondo vantaggio esterno, forza l’errore in uscita di Djokovic pareggiando il conto dei set.
7 i gratuiti per entrambi, ma 15-9 i vincenti a favore di Wu, che lascia il campo mentre viene chiuso il tetto.
Terzo set – Ancora emozioni nel finale, ma stavolta è di Djokovic
Turni di battuta tranquilli, soprattutto per Nole, mentre Wu rischia di concedere palla break quando cade dopo il servizio, ma da terra riesce a rimandare la palla e finisce per chiudere con un vincente – l’espressione incredula di Nole la dice lunga. È invece Djokovic a sorpassare, al nono game: Yibing inizia sparando fuori il dritto, il classe 1987 capisce che è il momento di tirare fuori tutto, recupera e passa, c’è una prima palla break, in tuffo riesce a ribattere un drittone che sembrava vincente (tanto che Wu si era fermato), ne guadagna una seconda, il cinese ancora fuori giri e Nole va a servire sul 5-4.
Sotto 0-15, vince uno scambio durissimo (l’avversario affossa il 22° colpo) e vola 40-15, Yibing non ci sta, a forza di sassate arriva la palla del 5 pari, servizio&dritto per annullarla e il quarto set point è quello buono, Djokovic torna avanti. Wu un po’ meno aggressivo rispetto ai primi due set, anche se è sempre lui ad avere i numeri più alti tra vincenti e gratuiti.
Quarto set – Troppe occasioni sfumate per Wu, a Djokovic ne basta una
Novak recupera il 15-40 al quarto gioco, ace e ottima seconda che non ritorna, Wu si dispera ma non si scompone e tiene a zero il turno successivo. Il serbo ha un passaggio a vuoto ma si riprende in tempo per salvare lo 0-40 e un vantaggio esterno, poi fa un po’ di stretching alle gambe, siamo quasi a tre ore di gioco.
4 pari, Nole vince il primo punto con un interessante bekkettino di dritto, viene a rete a prendersi il secondo “15”, l’altro, freddo, recupera, ma poi, molto meno freddo, sbaglia più volte direzione e infine anche il colpo, smash comodo fallito sulla palla break e 5-4 Djokovic. Nessun problema a chiudere e a raggiungere Stefanos Tsitsipas al secondo turno. I precedenti dicono 12-2 Nole, l’ultimo duello vinto dal greco risale al 2019.
